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"Scuola, serve equilibrio sul concorso", di Francesca Puglisi

Nella splendida cornice del cortile del Collegio Raffaello di Urbino abbiamo inaugurato la Festa nazionale scuola e università del Pd e il ministro Profumo, sollecitato dalle nostre richieste sull’annunciato concorso per gli insegnanti, ha offerto qualche chiarimento. Come è noto, dopo le 22.000 immissioni in ruolo di insegnanti dalle GAE per l’anno scolastico che sta per partire (siamo ancora in attesa delle 7000 stabilizzazioni del personale ATA), per il 2013/2014 il ministro intende dare avvio a nuovi concorsi, procedendo il 24 settembre con un bando per 11.000 posti, mentre altrettanti continueranno a essere assunti dalle graduatorie, rispettando la legge. Una doppia chance di assunzione per gli abilitati.

All’assemblea di Varese il Pd ha democraticamente votato che per la formazione e il reclutamento degli insegnanti «occorre rendere disponibili per l’immissione a tempo indeterminato i posti attualmente coperti con incarico annuale dagli insegnanti precari riprendendo il piano di stabilizzazioni intrapreso dal governo Prodi. In previsione del momento in cui cominceranno ad essere disponibili gli abilitati del nuovo sistema di formazione iniziale, va garantito un equilibrio tra immissioni dalle graduatorie e nuovo reclutamento attraverso un’opportuna relazione fra numero chiuso e fabbisogno». Il nostro proposito è sempre stato di svuotare le graduatorie con un nuovo piano pluriennale di immissioni in ruolo e di risolvere il precariato scolastico, dopo anni di riforme contradditorie, legando il momento della formazione iniziale al reclutamento.

Questa è stata la proposta che abbiamo avanzato al governo che, nella propria autonomia, può accettare o meno buoni consigli che arrivano dalle forze politiche che lo sostengono. Ogni giorno ascoltiamo le proposte che arrivano dalle associazioni professionali e studentesche e dalle parti sociali, convinti come siamo che in un momento di crisi occorra un di più di ascolto. Tra i “buoni consigli” che avevamo avanzato, respinti dal governo, c’era anche la richiesta di mandare in pensione con i criteri pre-riforma Fornero gli insegnanti che conseguono i requisiti al 31 agosto, poiché questo comparto segue i tempi dell’anno scolastico e non dell’anno solare. Per i poveri insegnanti praticamente è come se la Fornero fosse già ministro dalla scorsa estate! Un’occasione persa per liberare spazio per gli insegnanti più giovani. Inoltre nel decreto semplificazioni avevamo chiesto, dopo tre anni di tagli drammatici in cui sono stati cancellati 132.000 posti di lavoro, di sostanziare l’organico funzionale di 10.000 insegnanti in più per lavorare per la lotta alla dispersione scolastica, per l’inserimento dei ragazzi con disabilità e per la multiculturalità. La continuità didattica è gran parte della qualità della scuola, l’organico funzionale stabile è un notevole passo avanti per la scuola dell’autonomia, ora va fatto diventare realtà con i decreti attuativi. Il ministro sembra poi aver accolto altre due nostre richieste: che il concorso abbia solo vincitori senza istituire nuove graduatorie di merito e che le classi di concorso bandite siano soprattutto quelle esaurite e in via d’esaurimento nelle GAE. Sono le materie matematico scientifiche in cui sono particolarmente deboli i nostri studenti e per i quali vorremmo si riaccendesse la passione per lo studio.

Infine abbiamo notato con favore anche un nuovo tono di sobrietà che dovrebbe contraddistinguere sempre chi governa. Gli insegnanti delle graduatorie ad esaurimento che hanno superato concorsi, prove selettive e hanno frequentato scuole di abilitazione, hanno un’età media di 38 anni. Non sono meno meritevoli e motivati dei giovani che supereranno il prossimo anno il nuovo percorso abilitante. Anche noi, come il ministro, vogliamo soltanto lavorare per fare dell’Italia un Paese normale.

L’Unità 01.09.12

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“Scuola, addio alle graduatorie d´ora in poi in cattedra per concorso”, di Corrado Zunino

Non faccio miracoli, sono solo riuscito a ripristinare il turn-over dopo anni di blocco: tanti insegnanti in pensione e tanti ne entrano Le selezioni che faremo noi saranno pulite e porteranno a una cattedra. Ventunomila nuovi docenti entrano in classe fra tredici giorni, presi dagli elenchi storici. Altri 24.000 a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dalle nuove prove che stiamo organizzando. I prestiti d´onore? Sì ispirandomi ai paesi asiatici, da restituire in 5 anni quando si lavora Negli Usa sono troppo onerosi. Il ministro Francesco Profumo, 59 anni, savonese, già professore, già rettore, già presidente di Cnr, ha appena chiuso l´ultimo dibattito, alla Festa della scuola del Pd, nel cortile del Collegio Raffaello di Urbino. «In aprile», dice a Repubblica, «tornerò a fare il professore sperando di lasciare
un´Italia migliore di quella che ho trovato. Ritorneremo un grande Paese».
Come, ministro?
«Smettendo di vivere al di sopra delle nostre possibilità, di creare debito. Il nostro non è un governo ossessionato dallo spread, è un governo consapevole che cento punti di spread sono 15 miliardi tolti al paese».
Ministro Profumo, l´esecutivo taglia la funzione pubblica e riduce i dipendenti statali, lei nella stagione 2012-2013 porterà 55 mila nuovi insegnanti nelle scuole. Come riesce ad applicare politiche alla Hollande all´interno di un governo tutto rigore e liberismo?
«Il governo Monti sa che si esce dalla crisi mettendo al centro scuola, università e ricerca. Io non sto facendo miracoli, sono solo riuscito a ripristinare il turnover dopo anni di blocco: tanti insegnanti vanno in pensione e tanti ne entrano. E ho riattivato un antico modo di reclutare personale che trovo modernissimo: il concorso. Ecco, vorrei lasciare in eredità ai giovani una nuova fiducia nei concorsi di Stato. Quelli che faremo noi saranno puliti e porteranno i vincitori a una cattedra».
Dettagliamo i numeri, in tutti e tre i gradi di scuola.
«Ventunomila nuovi docenti entrano in classe fra tredici giorni, presi dalle graduatorie storiche. Altri ventiquattromila saranno insediati a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando. Altri diecimila insegnanti in primavera: metà assunti dalle graduatorie, metà con un bando».
In primavera avremo un nuovo concorso? Due nella stessa stagione dopo che il mondo della scuola è stato senza per tredici anni?
«Dobbiamo fare uno sforzo per recuperare i buchi del passato. Abbiamo due necessità: svuotare una graduatoria dove sono iscritti in 163 mila e dare continuità ai concorsi, farli tornare un´abitudine di questo paese. Dopo la primavera 2013 ogni due anni ci sarà una nuova prova».
I precari storici, che hanno vinto i concorsi del 1990, del 1994, del 1999, lamentano la lesione di un diritto e chiedono tutti i posti disponibili. E´ notizia di oggi che sono entrati in ruolo un precario di 63 anni e una di 65.
«Ho ereditato una situazione pesante e sto cercando di mettervi rimedio. E poi dobbiamo portare insegnanti giovani nelle scuole, questo si può fare solo con i bandi pubblici. Devo anche dire che abbiamo fatto un accordo con l´Inps che ci permetterà di valutare chi fra quei 163 mila iscritti alle vecchie graduatorie ha ancora bisogno di un posto di lavoro nella scuola. Alcuni, nel frattempo, si saranno sistemati altrove».
Per il prossimo concorso, quello che sarà reso pubblico il 24 settembre, si attendono 200 mila candidati per 11.892 posti. Gli altri 190 mila entreranno in una nuova graduatoria?
«Mai più graduatorie. Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare, ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un´occasione. Non formeremo più nuove graduatorie, cercheremo solo di svuotare quella esistente che tante frustrazioni ha creato».
Il test preselettivo sarà a quiz, i contestati quiz.
«Il test, che si terrà a inizio dicembre, serve come setaccio. E´ necessario avere un numero di esaminando non superiore ai 60-70 mila per preparare dei buoni orali e dei buoni scritti. Faremo i test con domande di carattere logico-deduttivo, alcuni in lingua, inglese, francese, tedesco e spagnolo, e le altre per misurare le competenze informatiche. Dobbiamo avvicinarci all´Europa».
Lei dovrebbe essere più severo con i suoi collaboratori: un concorso per presidi e una prova per i tirocini formativi sono diventati campi di battaglia. Un errore ogni cinque domande di test, impresentabile. E centinaia di ricorsi in tutta Italia.
«Ho ereditato anche la preparazione di quei test. Avrei potuto interromperli, ma avremmo perso un altro e fermato un ciclo virtuoso. La prossima prova sarà inattaccabile».
Ripartono le università con le tasse aumentate.
«Noi non le abbiamo aumentate, non so i singoli atenei».
Neppure per i fuori corso?
«Gli studenti lavoratori pagheranno meno degli altri, come sempre. Gli studenti che prolungano gli studi per vari motivi, e io non li chiamo bamboccioni, avranno un aumento di cento euro il mese solo se superano la soglia dei 90 mila euro familiari».
Porterà avanti la questione dei prestiti d´onore agli universitari?
«Sì ispirandomi ai paesi asiatici, negli Stati Uniti i prestiti sono troppo onerosi. Si inizierà a restituire dopo aver trovato lavoro e per cinque stagioni».
Ministro, come sarà la scuola del futuro?
«Presente nell´intera vita di una persona. Chi lavora deve tornare a studiare, aggiornarsi. Basta una volta a settimana. E dovrà usare di più gli strumenti del sabbatico, rappresentano il distacco, il rinnovamento».

La Repubblica 01.09.12

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