Giorno: 18 settembre 2012

""Il Governo corregga l’errore della riforma Fornero": Manuela Ghizzoni difende i pensionandi della scuola" di Giuseppe Grasso

La deputata del Pd Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura alla Camera, si batte da oltre sette mesi per difendere i diritti dei pensionandi della scuola di «Quota 96». Non è un caso che abbia ospitato nel suo sito il denso e fruttuoso dibattito di questo nuovo ‘popolo viola’ le cui progettualità di vita sono state illecitamente troncate dalle cesoie della riforma Fornero. Il comparto scuola gode da sempre, come tutti sanno, di una speciale decorrenza per la collocazione a riposo: il 1 settembre (e non il 31 dicembre) di ogni anno. Aver fissato al 31 dicembre 2011 il termine per accedere alla pensione con i vecchi requisiti non può rendere ragione al personale della scuola le cui cadenze temporali sono scandite, a differenza degli altri dipendenti pubblici, dall’anno scolastico e non dall’anno solare. Non si tratta di un privilegio di casta ma di un «diritto acquisito» già dal 1 settembre 2011 ancorché da «esercitare» – come ha puntualizzato il giudice veneziano Luigi Perina – il 1 settembre 2012, un diritto per la cui tutela …

""Il Governo corregga l’errore della riforma Fornero": Manuela Ghizzoni difende i pensionandi della scuola" di Giuseppe Grasso

La deputata del Pd Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura alla Camera, si batte da oltre sette mesi per difendere i diritti dei pensionandi della scuola di «Quota 96». Non è un caso che abbia ospitato nel suo sito il denso e fruttuoso dibattito di questo nuovo ‘popolo viola’ le cui progettualità di vita sono state illecitamente troncate dalle cesoie della riforma Fornero. Il comparto scuola gode da sempre, come tutti sanno, di una speciale decorrenza per la collocazione a riposo: il 1 settembre (e non il 31 dicembre) di ogni anno. Aver fissato al 31 dicembre 2011 il termine per accedere alla pensione con i vecchi requisiti non può rendere ragione al personale della scuola le cui cadenze temporali sono scandite, a differenza degli altri dipendenti pubblici, dall’anno scolastico e non dall’anno solare. Non si tratta di un privilegio di casta ma di un «diritto acquisito» già dal 1 settembre 2011 ancorché da «esercitare» – come ha puntualizzato il giudice veneziano Luigi Perina – il 1 settembre 2012, un diritto per la cui tutela …

"Caro asilo, il nido è un lusso Le mamme? Restano a casa", di Mario Castagna

Pochi bambini che nascono, poche donne che lavorano. Questi i record che l’Italia raggiunge all’interno dei paesi Ue. A causare questi primati, secondo tutte le statistiche internazionali, è la scarsa offerta di servizi per l’infanzia, primo fattore, insieme a tanti altri, della minore occupabilità delle donne italiane. Servizi scarsi e spesso costosi. Secondo un’indagine dell’ufficio per le politiche territoriali della Uil sui costi delle scuole dell’infanzia nelle città capoluogo di regione, un bambino in un asilo nido italiano arriva a costare, per una famiglia tipo con due genitori lavoratori, 3240 euro l’anno, circa il 10% del reddito familiare annuale. Anche qui troviamo differenze territoriali significative. Se a Bolzano si arriva a pagare 399 euro al mese, a Catanzaro si superano di poco i cento euro (104). In cima alla classifica troviamo anche Aosta con 379 euro, Trieste (339), Firenze (338) e Torino (337). Gli asili nido sono quindi un servizio che cade in maniera pesante sulle spalle delle famiglie. Infatti, se la spesa totale per i servizi all’infanzia è stata per il 2010 di circa …

"Caro asilo, il nido è un lusso Le mamme? Restano a casa", di Mario Castagna

Pochi bambini che nascono, poche donne che lavorano. Questi i record che l’Italia raggiunge all’interno dei paesi Ue. A causare questi primati, secondo tutte le statistiche internazionali, è la scarsa offerta di servizi per l’infanzia, primo fattore, insieme a tanti altri, della minore occupabilità delle donne italiane. Servizi scarsi e spesso costosi. Secondo un’indagine dell’ufficio per le politiche territoriali della Uil sui costi delle scuole dell’infanzia nelle città capoluogo di regione, un bambino in un asilo nido italiano arriva a costare, per una famiglia tipo con due genitori lavoratori, 3240 euro l’anno, circa il 10% del reddito familiare annuale. Anche qui troviamo differenze territoriali significative. Se a Bolzano si arriva a pagare 399 euro al mese, a Catanzaro si superano di poco i cento euro (104). In cima alla classifica troviamo anche Aosta con 379 euro, Trieste (339), Firenze (338) e Torino (337). Gli asili nido sono quindi un servizio che cade in maniera pesante sulle spalle delle famiglie. Infatti, se la spesa totale per i servizi all’infanzia è stata per il 2010 di circa …

"Dopo il sisma la normalità torna a scuola", di Claudio Visani

A Finale Emilia sotto un tendone da circo, a Mirandola in un centro anziani, a Carpi nei locali della parrocchia, a Crevalcore in trasferta nei Comuni vicini, ma ieri la campanella è suonata per tutti nell’Emilia ferita dal terremoto del 20 e 29 maggio. «Un mezzo miracolo», dice il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. Il “suo” polo scolastio conta 5mila studenti, per 3mila le scuole sono inagibili e si è dovuta trovare una soluzione alternativa. «Ce l’abbiamo fatta. Rinunciando alle ferie, con l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, scuola, famiglie. Non so come, ma ce l’abbiamo fatta a partire oggi», dice Mauro Borsarini, preside del Bassi-Burgatti, istituto tecncico e liceo con 1.250 alunni, nel polo scolastico di Cento che accoglie complessivamente oltre 6mila studenti. Cento giorni dopo la seconda, terribile scossa di magnitudo 5.9 che il 29 maggio, alle 9 di mattina, con le aule piene di ragazzi, sconvolse l’Emilia e costrinse gran parte delle scuole a chiudere anticipatamente l’anno, ieri quasi tutti i 70 mila studenti del Cratere hanno potuto riprendere le lezioni. …

"Dopo il sisma la normalità torna a scuola", di Claudio Visani

A Finale Emilia sotto un tendone da circo, a Mirandola in un centro anziani, a Carpi nei locali della parrocchia, a Crevalcore in trasferta nei Comuni vicini, ma ieri la campanella è suonata per tutti nell’Emilia ferita dal terremoto del 20 e 29 maggio. «Un mezzo miracolo», dice il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. Il “suo” polo scolastio conta 5mila studenti, per 3mila le scuole sono inagibili e si è dovuta trovare una soluzione alternativa. «Ce l’abbiamo fatta. Rinunciando alle ferie, con l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, scuola, famiglie. Non so come, ma ce l’abbiamo fatta a partire oggi», dice Mauro Borsarini, preside del Bassi-Burgatti, istituto tecncico e liceo con 1.250 alunni, nel polo scolastico di Cento che accoglie complessivamente oltre 6mila studenti. Cento giorni dopo la seconda, terribile scossa di magnitudo 5.9 che il 29 maggio, alle 9 di mattina, con le aule piene di ragazzi, sconvolse l’Emilia e costrinse gran parte delle scuole a chiudere anticipatamente l’anno, ieri quasi tutti i 70 mila studenti del Cratere hanno potuto riprendere le lezioni. …

"Primo, vedere le carte in mano al Lingotto", di Massimo D'Antoni

Ora che Fiat ha palesato l’intenzione di non tener fede ai programmi di investimento, e si fa strada addirittura il timore di un abbandono dell’Italia da parte dell’impresa manifatturiera nazionale per eccellenza, le reazioni prevalenti dosano in varie combinazioni indignazione e preoccupazione. Indignazione carica di conferme per coloro che possono rivendicare di aver indovinato le intenzioni di Sergio Marchionne fin dall’inizio, a partire da quel grave indizio che fu la mancata presentazione di un piano di investimenti; indignazione mista a imbarazzo per chi con troppa fretta ha concesso credito alle promesse fatte e si sente ora tradito nella propria fiducia. L’indignazione è comprensibile e giustificata: nonostante le note dichiarazioni di Marchionne, la Fiat ha un debito storico verso l’Italia, che va oltre i contributi a fondo perduto (ora cessati ma copiosi in passato), e chiama in causa la politica dei trasporti (sarà un caso se l’Italia ha avuto per lungo tempo la più estesa rete di autostrade mentre ha sviluppato in modo limitato la rotaia?) o le tornate di incentivi alla rottamazione, a vantaggio di …