Mese: settembre 2010

"Tornano i cattivi maestri", di Luigi La Spina

Peccato. Sembrava che, dopo tanti anni, la parola, anche in Italia, si fossa liberata dalla prigione ideologica e linguistica che l’aveva costretta. Che si potesse ricostruire un periodo storico o analizzare un problema d’attualità senza i meccanici collegamenti mentali del pregiudizio e della semplificazione. Che il cambio delle generazioni riuscisse a spazzar via, da una parte, il livore accusatorio di una memoria ferita e, dall’altra, l’ossessione giustificazionista di una memoria che ancora rimorde. Invece, colpisce ritrovare nelle parole, ancora di oggi, i vecchi stilemi che una volta potevano fare molta paura e che, ora, e speriamo di non illuderci, sembrano soprattutto suonare stonati e suscitare un moto di noia, ma anche un po’ di tristezza. Ci riferiamo a piccoli e non tanto piccoli segni che sono ritornati a comparire sui nostri giornali, sulle tv dei serali tornei verbali, nelle giungle anarchiche degli sfoghi adolescenziali su Internet. Gli esempi sono numerosi e frequenti, ma partiamo solo dall’ultimo in ordine di tempo, forse il meno importante, il meno colpevole e, persino, il più trascurabile. Ma, proprio per …

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"Apprendistato a 15 anni, ci siamo", di A.G.

L’apprendistato a 15 anni, in sostituzione dell’ultimo anno di obbligo scolastico, è ad un passo dal diventare legge dello Stato. Dopo un lungo e sofferto iter parlamentare – basti pensare che il via libera si aspettava già a marzo, il 29 settembre la norma è stata approvata al Senato, all’interno del ddl lavoro. Il provvedimento, lievitato da un pugno di articoli agli attuali 50, ha compiuto a Palazzo Madama un ennesimo faticoso giro di boa, dopo quattro letture tra Camera e Senato, il rinvio al Parlamento da parte del Capo dello Stato, e altri due passaggi, prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama. Per l’ok definitivo serve ora il via libera da parte della Camera. Se invece l’approvazione dovesse giungere, ancora una volta i primi a saggiare la nuova norma scolastica dovrebbero essere gli studenti della Lombardia. Appena due giorni fa Regione, Miur e ministero del Lavoro hanno firmato un accordo che completa l’applicazione del contratto di apprendistato in tutte le forme previste dalla “Legge Biagi”, estendendo a 400 ore l’attività formativa dalle 240 …

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"L'unità nazionale è la mia stella polare", di Giorgio Napolitano

Un brano dell’intervento di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’École Normale Supérieure di Parigi. Nell’Assemblea Costituente del 1946-47, si discusse ampiamente sul come caratterizzare la figura del Presidente della Repubblica; se ne discusse prendendo in considerazione, con apertura e ricchezza di riferimenti e argomenti, diverse ipotesi e possibilità di scelta, non esclusa l’opzione presidenzialista. La conclusione di quel dibattito fu nettamente favorevole a un Capo dello Stato eletto dal Parlamento e non direttamente dai cittadini, titolare di rilevanti prerogative e attribuzioni ma non di poteri di governo, chiamato a intrattenere col Paese un rapporto non condizionato da appartenenze politiche e logiche di parte. La Costituzione pone in cima all’articolo che sancisce caratteri e compiti del Presidente della Repubblica, l’espressione-chiave: «rappresenta l’unità nazionale». Egli la rappresenta e la garantisce svolgendo un ruolo di equilibrio, esercitando con imparzialità le sue prerogative, senza subirne incrinature ma rispettandone i limiti, e ricorrendo ai mezzi della moral suasion e del richiamo a valori ideali e culturali costitutivi dell’identità e della storia nazionale. E chiudo qui questa digressione, della …

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Dichiarazioni di voto di Pierluigi Bersani sulla fiducia al governo Berlusconi

Signor Presidente del Consiglio, è le seconda volta in ventotto mesi che lei interviene alla Camera. La prima volta fu per l’insediamento, e concluse allora il suo discorso con uno squillante «viva il Parlamento». Da allora, qui, non l’abbiamo più sentita, ci ha mandato 36 voti di fiducia e 54 decreti. Abbiamo vissuto in questi due anni l’epoca gloriosa del ghe pensi mi, con risultati che sono sotto gli occhi. Lei, allora, fece una promessa fondamentale in quel discorso, anche se – come ha ricordato – aveva chiaro che avevamo la crisi davanti. La promessa era: crescita. Pronunciò una ventina di volte la parola crescita. Vorrei informare che noi abbiamo avuto il calo più grande nella storia del dopoguerra, nella crisi, quasi doppio rispetto agli altri principali Paesi europei. SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Ma non è vero! PIER LUIGI BERSANI. Il fatto nuovo che vorrei farle considerare è che ci stiamo staccando – per la prima volta nella nostra storia recente – dal gruppo di testa dei Paesi europei. Come si fa …

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Università, Pd: dopo tagli, parole Berlusconi sono offensive per giovani italiani

“Le poche parole pronunciate oggi dal presidente del consiglio sui giovani e sul sistema educativo sono del tutto irrispettose nei confronti di chi ha subito un attacco mai visto in questi due anni di governo. Gli studenti e il personale della scuola e dell’università sono tra le principali vittime di questo governo che ha fondato la propria azione su tagli indiscriminati che hanno impoverito e immiserito il nostro sistema formativo. Davanti a queste politiche, che ci isolano in Europa, le parole di oggi di Silvio Berlusconi non solo sono false sono offensive”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. Condividi

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"Pd, j’accuse sul decreto lavoro: è un ricatto per i più deboli", di Maria Grazia Di Giovanni

È un testo «anacronistico, stupidamente conservatore, del tutto inadeguato ». In altre parole: è da seppellire. Questo il giudizio del Pd sul collegato lavoro. Tutto lo stato maggiore dei parlamentari Democratici (Anna Finocchiaro, Enrico Letta, Tiziano Treu, Enzo Bianco, Giorgio Roilo insieme al responsabile economico Stefano Fassina) si è riunito ieri a Palazzo Madama per emettere un verdetto inequivocabile: quella legge non serve all’occupazione, lede i diritti dei lavoratori e in alcune parti presenta profili di incostituzionalità. Difficile immaginare un pasticcio più grande. A chi servono allora quegli articoli su cui anche il Quirinale ha avanzato dei dubbi, tanto da rimandare il testo alle Camere con alcune osservazioni? A quanto pare neanche la Confindustria è entusiasta. Tanto che in molti avevano cominciato a sperare che,con l’appoggio dei finiani, il collegato potesse finire su un binario morto. Ora il suo destino è tutto legato a quello del governo, che proprio oggi affronta la fiducia. SACCONI L’unico che spinge per un’approvazione immediata è il ministro Maurizio Sacconi, che ieri in Senato ha chiamato a raccolta le truppe …

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Dibattito alla Camera dei Deputati sulla fiducia al governo Berlusconi: interventi di Pierluigi Castagnetti e Rosy Bindi

Pierluigi Castagnetti Signora Presidente, onorevoli colleghi, adesso sappiamo che questa sera non avremo la crisi di Governo. Meglio. Non avremo le dimissioni del Capo del Governo, perché che il Governo sia in crisi e la maggioranza non ci sia più ormai pare fuori discussione. Dunque abbiamo un Governo senza più la maggioranza che – anche con il suo discorso, signor Presidente del Consiglio, fatto di parole usurate dal tempo, dalle ripetizioni, dalla distanza dal Paese – ha trovato modo, per ora, di non ammetterlo, di non ammettere cioè (come si diceva una volta) proprio per tirare a campare poiché, proprio come aggiungeva quel tale, sempre meglio che tirare le cuoia. Non ci sfuggono le ragioni, anche se rimane un mistero la ragione per cui piace al Governo continuare ad ingannarsi in tal modo. Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio non sono riuscite, infatti, nemmeno a mascherare minimamente i segni dello stress dissennato recato alle istituzioni in questa folle estate in cui sul palco del teatrino della politica c’eravate solo voi, onorevole Presidente del Consiglio. Lascia …

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