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Ghizzoni: «Candidature? Tocca a iscritti ed elettori», di Andrea Marini

La deputata sta con Bersani e ritiene prematuro parlare ora del suo futuro «In questo momento sono altre le priorità a cominciare da scuola e terremoto». La selezione dei futuri candidati dovrà essere affidata agli iscritti e agli elettori, previa valutazione dell’operato anche degli uscenti. Ma oggi più che del destino dei singoli, ai cittadini interessa sapere cosa i politici fanno per risolvere i problemi del lavoro, della crisi, ripulire moralmente il mondo della politica o nel modenese cosa si intende fare per accelerare la ricostruzione e il ritorno alla normalità. È il pensiero di Manuela Ghizzoni, deputata Pd, interpellata nella nuova tappa del nostro sondaggio tra i parlamentari democratici su primarie e candidature. Ghizzoni, iniziamo con le primarie. Vota Bersani? «Assolutamente sì. Un sì convinto, avvalorato dal fatto che queste primarie non sono di partito, ma ci chiamano a scegliere il premier candidato per il centrosinistra a guidare il paese. Bersani è l’uomo che più di tutti ha le caratteristiche per assolvere questo ruolo. In questi anni ha gestito nel modo migliore un partito che ha discusso molto ed ha saputo arrivare a una linea politica comune su lavoro, crisi, istituzioni. Un programma che, contrariamente a ciò che afferma Renzi, esiste ed è costruito con il partito». E dopo il premier, primarie per i parlamentari. «In mezzo ci sarà anche l’impegno ad arrivare a una buona legge elettorale, fatta nell’interesse del Paese e non per salvaguardare l’interesse di alcuni partiti, sulla base di sondaggi, o ancor peggio creata per assicurare l’ingovernabilità. Il Pd lo sta facendo, ma il centro destra sembra remare in senso opposto. Quanto ai candidati: noi in modo inequivocabile abbiamo detto che la scelra andrà fatta con regole chiare, con coinvolgimento del partito e degli iscritti. A maggior ragione in un momento come questo in cui c’è grande bisogno di risintonizzarci con i nostri elettori. Da tempo sostengo l’importanza di processi partecipativi e decisionali che facciano sentire i militanti e i cittadini partecipi e attivi». Lei che farà? «Posso risponderle dicendo una cosa in cui credo molto: la politica non è una questione di uno, ma è una decisione che spetta a tanti. Specie in un partito, non si tratta di scelte e attese personali. “Guaimai”. Lo dico direttamente, non credo sia possibile pensare a candidature o autocandidature, che vedo essere fiorite in questi mesi, su tutto. E le scelte non devono essere slegate dal contesto del processo decisionale del partito con gli elettori. Lo dico sulla scorta dell’esperienza di questi 6 anni e mezzo, in questo lavoro oltre che alla passione e al cuore deve assolutamente sentirsi l’appoggio e il sostegno fattivo del partito. Per questo ritengo anche che, quando sarà il momento, sia doveroso che il partito e gli elettori si pronuncino con una valutazione su quello che è stato il nostro operato. E poi si vedrà insieme». Si parla anche di una sua eventuale candidatura a sindaco di Carpi. «Questo lo dite voi. Io un lavoro ce l’ho e queste fughe in avanti su chi si candida e cosa fa questo o quello, non è all’ordine del giorno. Il futuro di Carpi sarà deciso da Carpi. Sindaco e giunta ci sono e fanno bene specie sul tema terremoto. Io vi leggo, ma passo oltre» E rispetto all’antipolitica, come si recupera? «Questo è un argomento caldo. Lunedì ero a un’assemblea di partito a Cavezzo. Si è parlato di terremoto, un evento che ha sconvolto l’intera provincia oltre che, in primis la vita della popolazione, obbligandoci a rivedere le nostre priorità. In quella riunione si è parlato anche di come ridurre la distanza tra cittadini e partiti. Una distanza che si è allargata e a cui hanno contribuito vitalizi, privilegi eccetera. Condivido ciò che dice Bersani non ci può essere differenza tra un parlamentare che non ha responsabilità e un sindaco pagato molto meno che invece con le sue scelte ha responsabilità diretta. Occorre rivedere profondamente il tutto. Ma non è facile, basta vedere cosa Pdl e Lega Nord hanno fatto sulla riduzione dei parlamentari saltata per il loro no. Il Pd sarà in prima linea per cambiare: questo la gente lo deve sapere come dovrebbe sapere altre cose» . Quali? «Voi vi divertite sulle candidature vere o presunte. Ma i cittadini, che vivono con ansia un momento difficile per lavoro e le certezze quotidiane, specie qui con il terremoto, chiedono impegno e di sapere cosa facciamo per loro. Ad esempio sulla scuola: la legge di stabilità ora prevede più ore per gli insegnanti. I docenti sappiano che il Pd non lo permetterà. E sul fisco ai terremotati, il nostro impegno sarà massimo per evitare brutte sorprese a chi ha perso tutto ed è in grande difficoltà».

La Gazzetta di Modena

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