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Scuola, On. Ghizzoni (Pd): “Le proposte ci sono, Governo non proceda per decreto”

Durante la visita al Liceo Newton di Roma, la Ministra Gelmini non ha perso l’occasione per prendersela con il PD denunciando, dietro le proteste, una rincorsa al consenso e una difesa dello status quo. Ha replicato l’On. Ghizzoni che le proposte ci sono: “Discuteremmo volentieri delle nostre proposte se il governo non decidesse ogni volta di procedere con decreti e colpi di fiducia che non permettono alcuna forma di dibattito parlamentare”.
“I dati Ocse invitano a una seria riflessione sul sistema dell’istruzione della formazione superiore. Davanti a questi dati sono sempre più incomprensibili gli interventi del governo che si limitano a stravolgere l’impostazione didattica della scuola elementare considerata invece dall’Ocse tra le migliori a livello internazionale. La riduzione del tempo scuola a sole 24 ore settimanali e la reintroduzione dell’antica figura del maestro unico non consentiranno certo di mantenere questi standard educativi. Al contrario manca qualsiasi proposta governativa per i settori che mostrano le maggiori criticità: le scuole superiori e le università che, guarda caso, sono quelli in cui l’Italia investe di meno. Il Pd non è parolaio, come ha ingiustamente sentenziato il Ministro questa mattina, ha invece molte idee e ritiene che le decisioni da assumere devono muovere dai
principi di valorizzazione delle professioni, radicamento nel territorio e strategia organizzativa con gli enti locali, autonomia, responsabilità e valutazione”.

6 Commenti

  1. Annamaria dice

    La Scuola è un argomento molto serio che però, incredibilmente, viene affrontato da chiunque con estrema disinvoltura.
    Tutti pensano di avere il diritto di parlarne perché tutti sono andati a scuola, anche se hanno in mente la “loro” scuola: nella migliore delle ipotesi quella dei tempi in cui il Napoli vinceva il suo secondo scudetto e si inauguravano gli stadi per Italia ’90. Eppure nessuno si sentirebbe padrone di spiegare la Medicina moderna perché ha fatto le tonsille a 4 anni…
    Comprensibile che si parli di scuola con battute e semplificazioni fra amici; più grave che lo faccia un Ministro, specialmente il Ministro della Pubblica Istruzione.

    Da qualche tempo si è scoperto che i ragazzi Italiani sono ignoranti.
    Ignorantissimi.
    E allora più rigore, più serietà, più professionalità, perbacco!
    Se poi serve anche qualche taglio richiesto da Tremonti e un po’ di semplificazione per la Lega, ecco la quadratura del cerchio: torniamo al caro, severo e autoritario maestro unico, che fa certamente contenta AN.

    Già dall’avvio c’è una discrepanza: il 96% dei “maestri” sono “maestre”, ma quello che più indica l’incompetenza di chi vuole spacciare per “Riforma” un semplice restyling di facciata è che gli alunni “ignoranti” appartengono alla Scuola Secondaria, cioè alle Medie ed alle Superiori.
    Le care, vecchie elementari sono piazzate molto bene nelle valutazioni internazionali, all’8° posto.

    Ma allora?
    Perché raccontare che i ragazzi Italiani saranno più studiosi e colti se si andrà a toccare l’unica struttura scolastica efficace e funzionante?
    Non sarà che il grembiule ed il “Maestro Unico” nascondono una reale ignoranza del percorso fatto dalla Scuola Elementare Italiana?
    Non sarà che la Ministra, quella che vuole far fare i Corsi di recupero ai docenti del Sud e poi va al Sud per superare il “suo” Esame di Stato, non ha proprio nessuna idea pedagogica e piazza populisticamente il grembiule o i voti in decimi, spacciandoli per una nuova, epocale Riforma Gentiliana?

    Ho proprio l’impressione che la Gelmini, per quanto concerne la Scuola, si stia muovendo come chi, dopo uno tsunami, sia estremamente soddisfatto di aver raddrizzato due quadretti, non perfettamente allineati, sull’unica parete rimasta in piedi.
    La prossima mossa? Temo le tendine alle finestre.

  2. Patrizia dice

    Continuano le esternazioni della Gelmini, oggi ha rilasciato un’intervista a Polito del Riformista e ha fatto sapere alal polizia che non è necessario schedare tutti quelli che la contestano….
    Non è necessario leggere l’intervista per capire che anche lei è entrata di diritto nella schiera di quelli che predicano rigore e merito e praticano…concorsi per avvocato al Sud, perchè al Nord passano solo i figli degli avvocati…
    Capisco Bersani che ha reagito chiedendone le dimissioni:
    http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=58783

  3. Daniela dice

    Il Ministro Gelmini al Liceo Newton di Roma si è beccata alcuni fischi, d’altronde erano da mettere in conto: non è che se tagli posti di lavoro e diminuisci le risorse nella scuola ti devi aspettare un’accoglienza trionfale.
    Pare che la Ministra se la sia presa a tal punto che un certo numero di Agenti in borghese abbia preso nota dei nomi e cognomi dei contestatori.
    In un periodo in cui il consenso è più che altro costruito a tavolino, e risultano inaccettabili la disapprovazione e il dissenso, la Ministra Gelmini avrà bisogno di una iniezione di autostima visto che è incapace anche solo di pensare ad una ripresa del dialogo e del confronto con l’opposizione, cosa che farebbe bene a lei e a tutti i ministri berlusconiani che da quel bel tempo non utilizzano lo strumento democratico del confronto.

  4. Redazione dice

    Alleghiamo il comunicato stampa dell’Assessore regionale PAola Manzini del 5 settembre sui provvedimenti del ministro Gelmini

    Scuola. Dichiarazione dell’assessore regionale Paola Manzini: “Scuola pubblica a rischio, preoccupa il modello educativo proposto dal Governo”.

    (Bologna) – “La scuola pubblica è a rischio: preoccupa il modello educativo verso cui si dirige a colpi di decreto il Governo, ma la preoccupazione deriva soprattutto dalla consapevolezza che sotto un’immagine di ritorno alle origini, fatta di grembiuli e voti in condotta proposta ai media negli ultimi mesi dal ministro Gelmini, si cela in realtà solo l’intenzione di tagliare le risorse per la scuola di tutti”.

    Così dichiara l’assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, intervenendo nella discussione che si è sviluppata in questi giorni sul decreto legge che introduce novità nel mondo della scuola.

    “Per adesso il Governo è intervenuto solo sulla primaria – spiega Manzini – riducendo di fatto in modo drastico la possibilità del tempo pieno alle elementari e del tempo prolungato alle medie. Non mi pare che ci sia un progetto articolato di riforma, la preoccupazione dell’esecutivo riguarda essenzialmente il contenimento della spesa pubblica e la scuola viene vista come un ambito dove fare cassa”.

    “Tagliare 87mila insegnanti, tornare al maestro unico e chiudere o accorpare le scuole dei piccoli comuni indebolirà la scuola di tutti. Istituzioni, famiglie, insegnanti, ognuno per il proprio ruolo, devono cercare di impedire i danni, estremamente prevedibili, che questo provvedimento provocherà, in particolare per quanto riguarda il tempo scuola – continua l’assessore – Ho già convocato nei prossimi giorni un incontro con gli assessori competenti, per valutare l’impatto del decreto e dei provvedimenti annunciati sul sistema scolastico dell’Emilia-Romagna”.

  5. Redazione dice

    Scuola, Pd presenta pregiudiziale costituzionalita’ a decreto Gelmini

    Il Gruppo parlamentare del Pd ha depositato oggi alla Camera una pregiudiziale di costituzionalita’ al decreto legge 1° settembre 2008, n. 137 sulle modifiche all’ordinamento scolastico predisposte dal ministro Gelmini. La pregiudiziale e’ firmata dai capogruppo del Pd nella commissione Cultura e Affari Costituzionali, Manuela Ghizzoni e Sesa Amici, dal responsabile nazionale scuola del Pd, Maria Coscia, dai segretari d’aula Roberto Giachetti ed Erminio Quartiani e da tutti i componenti del Pd della commissione Cultura. Lo rende noto un comunicato stampa del Pd. “Il provvedimento – si legge nel testo della pregiudiziale – in piu’ parti non risulta conforme ai requisiti di straordinaria necessita’”. Cio’ riguarda in particolare l’articolo 2, che prevede il ritorno del voto in condotta, “che viene motivato da un supposto vuoto normativo che non consentirebbe di adottare misure disciplinari nei confronti degli scolari e alunni che si dovessero rendere responsabili di comportamenti non rispettosi o addirittura di gravi atti. Come se attualmente le scuole ed i docenti si trovassero impossibilitati ad adottare strumenti disciplinari, laddove, ad esempio, l’attuale Ministro in carica ha adottato il 1 agosto 2008 una circolare che espressamente gia’ prevede la possibilita’ di allontanamento dello studente per periodi non superiori a 15 giorni, per periodi superiori a 15 giorni, fino al termine dell’anno scolastico e l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato”. Indipendentemente dalla valutazione negativa nel merito, anche il ritorno al maestro unico e la riduzione del tempo scuola a sole 24 ore alle elementari produrra’ effetti molto differiti nel tempo “per cui e’ difficile considerala una misura straordinaria ed urgente”. “L’unica urgenza che sembra desumersi – e’ scritto infine nella pregiudiziale – e’ rintracciabile nella “necessita’” finanziaria di disinvestire nella scuola, cosi’ come previsto dall’articolo 64, del decreto legge 112/2008, e conseguire quelle economie che altrimenti renderebbero la anticipata manovra finanziaria priva di copertura”. Il Pd – conclude la prima firmataria, Manuela Ghizzoni – e’ profondamente contrario a questa impostazione”.

  6. Redazione dice

    BOTTA E RISPOSTA TRA L’ON. BERTOLINI E L’ON. GHIZZONI

    Stamattina l’On. Bertolini, dopo aver accusato il Pd di abbaiare alla luna, ha rincarato la dose accusando l’opposizione ed i sindacati, quali principali responsabili della disastrosa condizione in cui versa la scuola italiana.
    Ha risposto l’On Ghizzoni:
    “Alla Bertolini, la quale sostiene che l’opposizione si limita ad abbaiare alla luna, ricordo, per stare sul filo della metafora, che quando il saggio indica la luna, solo lo stolto si limita a guardare il dito. Nonostante i proclami del ministro Gelmini l’ultimo rapporto Ocse non lascia spazio a equivoci: la scuola elementare italiana è di ottimo livello. Ogni anno l’Italia investe negli alunni della scuola primaria più della media Ocse, 6.835 dollari contro 6.252, ed è grazie a questi investimenti che vengono favoriti il modello didattico del modulo e del tempo pieno, fondamentali per la qualità dell’insegnamento e molto apprezzati dalle famiglie. Se il Governo continuerà nella sua corsa ai tagli di risorse, di insegnanti e, di conseguenza, di futuro, sarà impossibile mantenere gli standard attuali, ponendo così fine a un’esperienza educativa importantissima per i nostri giovani.

    Le criticità si presentano prevalentemente nei livelli successivi del percorso scolastico e non nella scuola primaria italiana, il nostro punto di eccellenza educativo. Ma la soluzione del Governo qual è? Intaccare le risorse stanziate per la scuola elementare. È come se piovesse dal tetto e, invece di ripararlo, si cominciassero a picconare le fondamenta dell’edificio”.

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