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Scuola. Regione ed Enti locali dell’Emilia-Romagna in difesa della scuola pubblica

Con un documento unitario gli assessori criticano i provvedimenti del Governo e chiedono al Ministro Gelmini di aprire la discussione e il confronto.
Regione ed Enti locali uniti nel dare l’allarme in difesa della scuola pubblica. Gli assessori alla Scuola provinciali e dei comuni capoluogo che hanno partecipato questa mattina all’incontro convocato dall’assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, si sono trovati d’accordo nel manifestare forte dissenso sui recenti provvedimenti emanati dal Governo e preoccupazione per le ricadute sul sistema scolastico dell’Emilia-Romagna.
Con un documento unitario, proposto dall’assessore Manzini, gli assessori presenti hanno chiesto al Ministro Gelmini di rivedere le sue decisioni nell’iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali.

“Gli assessori presenti – si legge nel documento – esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che prevede la reintroduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria e la riduzione del tempo scuola a 24 ore, e auspicano che il Governo e il Parlamento tengano conto, nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto, delle numerose critiche emerse in occasione delle audizioni della commissione Cultura alla Camera nella giornata del 16 settembre 2008 e della protesta crescente nel Paese”.

“Critiche rivolte in particolare – continua il documento – al metodo con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del decreto legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere alle vere esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo, il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola, pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni economiche, che metterà fine all’esperienza del modulo e comprometterà il tempo pieno e il tempo prolungato”.

“Modelli didattico-organizzativi – prosegue il testo – che hanno elevato i livelli di apprendimento dei bambini, ridotto le disuguaglianze sociali e consentito di accrescere il tasso di occupazione femminile. La fine del modulo in particolare avrà conseguenze gravi sulla qualità della scuola primaria. Inoltre, suscita allarme la prevedibile chiusura di plessi nei piccoli centri e nei comuni di montagna causata dai tagli, che metterà in difficoltà le famiglie e gli enti locali chiamati ad organizzare e sostenere le spese dei servizi scolastici”.

“I provvedimenti del Governo – i tagli sulla scuola, la compressione del tempo scuola a 24 ore, la fine del modulo e la riduzione del tempo pieno – metteranno seriamente a rischio la qualità del sistema scolastico regionale – conclude il documento – Qualità testimoniata anche dalle indagini internazionali e raggiunta grazie all’impegno e all’attenzione costanti profusi dagli enti locali, da sempre in prima linea nel sostenere politiche di qualificazione scolastica e dei relativi servizi”

Ufficio stampa Regione Emilia Romagna

1 Commento

  1. redazione dice

    pubblichiamo una dichiarazione dell’Assesore Regione alla Formazione Paola Manzini:

    Scuola e organici per l’anno scolastico 2008-2009: L’assessore Manzini: “Sono state riconosciute le esigenze dei territori”

    Bologna – L’assessore regionale alla Scuola Paola Manzini esprime un giudizio positivo all’assegnazione aggiuntiva di 523 insegnanti alle scuole dell’Emilia-Romagna, ma rimane forte il dissenso sui recenti provvedimenti del Governo.

    “Questa mattina ho scritto al ministro Gelmini e le ho manifestato le preoccupazioni e le critiche degli enti locali emiliano-romagnoli per le anticipazioni relative ai tagli di risorse, personale docente e Ata e per i contenuti del decreto legge n. 137 che porta il tempo scuola settimanale a ventiquattro ore e reintroduce il maestro unico – dice l’assessore Manzini – Auspico di avere nel ministro, pur nelle differenti posizioni, un’interlocutrice capace di mantenere vivo lo spirito di collaborazione e confronto interistituzionale nell’interesse del sistema scolastico”.

    “Sul fronte degli organici – continua – mi sento invece di esprimere un giudizio positivo. In questa fase di grande preoccupazione per il futuro prossimo della scuola italiana e regionale, l’assegnazione aggiuntiva di organico all’Emilia-Romagna conferma e riconosce la veridicità delle esigenze manifestate da tempo dal territorio, che nascono in primo luogo dall’aumento costante degli iscritti, ma anche dalla volontà di mantenere alta la qualità della scuola emiliano-romagnola, in particolare per quanto attiene al tema dell’integrazione scolastica degli alunni disabili e al positivo inserimento degli studenti stranieri”.

    “A fronte delle carenze di organico rilevate in questi mesi dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e dagli Enti locali – spiega Manzini – va riconosciuto all’amministrazione scolastica regionale di aver svolto un’azione puntuale di ricognizione dei fabbisogni che, accompagnata dal continuo impegno degli amministratori locali, sta evidentemente alla base della recente decisione. Va sottolineato che i 523 docenti aggiuntivi, se pur rispondenti alle richieste per l’a.s. 2008-2009, sono tuttavia nell’organico di fatto; l’assegnazione riguarda quindi docenti che saranno incaricati per questa sola annualità, mentre gli alunni ci saranno, in misura crescente, anche l’anno prossimo”.

    “I docenti, le famiglie e gli studenti sono ora in grado di affrontare l’anno scolastico appena avviato con maggiore tranquillità e spero che per il prossimo anno sia possibile confermare e migliorare le attuali condizioni, anche alla luce dei recenti provvedimenti del governo. Su questo – conclude l’assessore Manzini – rimane fermo il nostro dissenso, e spero che Governo e Parlamento tengano conto, nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto 137, delle numerose critiche degli enti locali, del mondo della scuola e della protesta crescente nel Paese contro misure che avranno conseguenze gravi sulle famiglie e sulla scuola primaria”.

    © REGIONE.EMILIA-ROMAGNA.it – Pubblicata il 24.09.08

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