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Italia, On. Lolli: “Sbagliato sminuire gli incidenti di Sofia”

“Gli incidenti provocati ieri a Sofia da estremisti di destra travestiti da tifosi italiani sono episodi gravissimi che non vanno in nessun modo sminuiti. Suscitano in questo senso molte perplessità le dichiarazioni rilasciate dal direttore dell’Osservatoroi del Viminale che ci auguriamo vivamente sia stato male interpretato. Sostenere che i cori inneggianti al duce e i saluti fascisti non sono un reato in Bulgaria potrebbe suonare come una sorta di inaccettabile sdoganamento a un gruppo che non solo si è reso responsabile di una folle e anacronistica gazzarra ma ha anche provocato un danno serio che all’immagine dell’intero Paese. Azzardare ragionamenti in punta di diritto al cospetto di simili episodi è profondamente sbagliato e induce a preoccupazioni per quello che potrà accadere nelle prossime trasferte della nazionale. Siamo certi che tutte le istituzioni preposte a prendere provvedimenti su quanto accaduto in Bulgaria sapranno trovare le giuste contromisure affinché lo spettacolo indegno a cui siamo stati costretti ad assistere ieri non si ripeta mai più. La nazionale italiana e la maglia azzurra sono un patrimonio di tutti gli italiani che non può e non deve essere sporcato o strumentalizzato da nessuno”.

2 Commenti

  1. Alex dice

    Sinceramente mi sarei aspettato una presa di posizione anche da parte del mondo del calcio e intendo presidenti, allenatori, giocatori.
    Invece niente, un silenzio assordante.
    Ognuno a badare alla propria immagine, come se non esprimere una opinione oggi ti impedisse poi di cadere vittima del giudizio. Questi uomini-velina prima o poi, finita la carriera calcistica, saranno ricordati soprattutto se avranno usato almeno una volta il cervello.

  2. Redazione dice

    I cori silenziosi del governo, di Daniela Amenta

    La parola «fascista» è cancellata dal vocabolario di Ignazio La Russa. Una rimozione linguistica, parrebbe. «Quei cori», li definisce con generica lievità. I cori inneggianti al Duce dei fascisti ultrà, ultimo prodotto dell’attuale made in Italy esportato all’estero.

    Piuttosto, ilministro della difesa trova «inqualificabile» il rogo della bandiera bulgara bruciata dagli hooligans al seguito della Nazionale. «Dovremmo chiedere scusa a quel popolo». Al nostro popolo, all’Italia svergognata dagli ultrà con la croce celtica, neanche un gentile cenno di riscontro. Silenzio, balbettii e un collettivo negare il problema, svuotarlo di senso da parte della maggioranza del governo. Vecchia pratica, sempre la stessa. Perfino il fascismo in diretta tv diventa così un ectoplasma sullo sfondo, un particolare insignificante. Per evitare l’imbarazzo della forma e cestinarlo con la sostanza di chi non sa prendere le distanze dalla propria storia. Negare. Trasformare il rumore in un ronzio impercettibile.

    Il sottosegretario Crimi, delega allo sport, dice che la connotazione politica di quei tifosi a Sofia è «irrilevante». Legittimando così non solo i fascisti in Bulgaria, ma quelli che riempione gli spalti, le strade di questa Italia smemorata e sbandata. A La Russa, a Crimi basterebbe farsi un giro in Rete, sito «Vivereultras». Per scoprire come i giovani virgulti hanno preparato la trasferta. «Compatti in quelle terre», scrivevano i giovani dei cori. E insieme visionavano i filmati presi da YouTube degli avversari di sinistra del Cska. Compatti da Trieste, da Verona, da Udine, da Napoli e Bari. Tifosi di club ma anche hooligans nazionalistici, ultimo paradosso, viste le spaccature pesanti tra le curve nostrane. «Fieri di essere italiani» però e con il corollario del patriottismo fascista a base di celtiche e rune. Molti non sarebbero neppure potuti entrare nello stadio di Sofia: diffidati, con il Daspo – il divieto di accedere alle manifestazioni sportive – a pesare sulla trasferta. Però, poi, il biglietto in Bulgaria è apparso dal nulla. Tutto on line. Sul forum ora gli ultrà commentano: «Siamo vicini ai tre fratelli italiani che dovrebbero tornare da eroi e invece passeranno per criminali». Si sbagliano. Torneranno come teppistelli, esagitati per troppa passione o qualche ormone di troppo. La faccenda è già archiviata.
    L’unità 13.10.08

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