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Università, On. Ghizzoni: decreto lascia aperto “problema tagli”

“Nel merito ci riserviamo di valutare quando avremo il testo scritto. Certo che dalle parole pronunciate dal ministro Gelmini in conferenza stampa resta invariata la preoccupazione sui tagli  visto che quelli sul 2010 rimangono immutati e rendono a quella data impossibile la funzionalità degli atenei”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “su questo tema il ministro non può cavarsela dicendo che c’è un anno di tempo perché, come sappiamo, si tratta di una manovra triennale e gli atenei devono programmare il proprio bilancio 2010 nell’autunno del prossimo anno. Inoltre – prosegue – stupisce che il ministro si fregi di aver trovato 500 milioni di euro aggiuntivi da poter restituire alle università virtuose, quando invece quei fondi sono quelli che il governo Prodi aveva inserito nella finanziaria dello scorso anno per il triennio 2007-2009 per dare seguito al ‘Patto per l’università’ siglato nell’agosto del 2007. In sostanza, il decreto lascia aperto il problema dei tagli e anche i fondi previsti per le borse di studio sono solo una mera compensazione dei tagli contenuti nella finanziaria”.

 

6 Commenti

  1. Ric Pre dice

    Un momento. Non è esattamente cosi’. La legge 133 e i tagli non rientrati sono talmente negativi per tutte le loro conseguenze che la politica universitaria del governo Berlusconi nel suo complesso resta fortemente negativa. Poca soddisfazione quindi.
    Per di più se il governo vara una mini-riforma accettabile sotto la spinta del movimento, questa è una vittoria del movimento più che un successo del governo.
    Inoltre gli aspetti positivi del decreto di ieri riguardano il reclutamento. Per i concorsi da ordinario e associato non cambia assoltamente nulla (non credo molto nemmeno io nel sorteggio, tanto che gli ho dato 6,5: voglio vederlo il primo membro sorteggiato che va a fare un “dispetto” a casa d’altri). In generale i concorsi restano locali e si mantiene la vergogna della doppia idoneità. Il blocco totale delle assunzioni negli atenei non virtuosi scarica sui giovani incolpevoli le magagne di amministratori incapaci (più giusto sarebbe prepensionare a 65 anni i docenti che li hanno eletti, anche se purtroppo probabilmente la legge non lo consentirebbe) e negli altri il taglio del F.F.O. vanificherà le novità positive perché i concorsi saranno pochissimi.
    Sono anche convinto che il decreto non esce perché sotto pressioni CRUI: scambi di favori e mercimoni sono senz’altro in atto fra ministri e rettori e gli aspetti positivi sono purtroppo a rischio.
    Si omette poi di dire che i 3000 concorsi da ricercatore citati dal ministro sono la seconda e terza tranches del reclutamento-Mussi e non un’iniziativa del governo (il nuovo governo avrebbe dovuto invece ampliare questa iniziativa positiva del governo precedente).
    Il senso del mio intervento è sollecitare un’analisi obiettiva del solo decreto di ieri, che sulle varie liste ha ricevuto critiche, ma anche diversi elogi. Bisogna continuare a manifestare, ma al tempo stesso battersi perché la CRUI non ottenga la cancellazione degli aspetti positivi. Fra questi ci sono le nuove regole concorsuali (abolizione dello scritto come nel regolamento-Mussi, abolizione di orali e seminari utili in un sistema incorruttibile ma strumento di “aggiustamento” delle valutazioni curriculari in un sistema corrotto, criteri unici nazionali per tutti i concorsi di uno stesso settore scientifico-disciplinare che sono ciò che nel regolamento-Mussi mancava ed invece sono una novità di importanza fondamentale). Inoltre per la prima volta si combattono le piramidi rovesciate e le autopromozioni, stabilendo un rapporto fra numero di ingressi e numero di promozioni favorevole ai primi, che dovrebbe valere anche in futuro. Purtroppo con una magagna: “ciascuna università destina almeno il 60% delle risorse all’assunzione di ricercatori a tempo determinato o indeterminato”. Le parole “determinato o” devono sparire, se no andiamo verso la precarizzazione eterna.

  2. Finalmente Ric. Pre. è soddisfatto di qualcosa 🙂
    Allora, ancora più laicamente, all’abolizione delle prove scritte per il concorso da ricercatore io darei 10, anche perché si tratta della modalità prevista dal regolamento previsto nella precedente legislatura e purtroppo mai entrato in vigore ed è uno dei punti qualificanti del nostro piano per l’Università (la Gelmini ha copiato?). Manca il seminario pubblico (previsto da nostro piano), che è utile per testare l’attitidine alla didattica e alla divulgazione (all’università non si fa solo ricerca).
    Stando alle anticipazioni del Sole24ore, il sorteggio è previsto anche per le commissioni dei ricercatori. Io sospendo il giudizio fino a quando non leggerò il testo in Gazzetta Ufficiale, ma consiglierei a tutti di andare a controllare la composizione delle commissioni dei concorsi di alcuni decenni fa: esattamente come quella proposta dal Ministro. Anche allora i concorsi si pilotavano tranquillamente, come dimostra la simulazione dell’ANDU…
    Sono un po’ sorpresa per l’entusiasmo al punto 4 (addirittura voto 10: scusa se insisto ma questi concorsi si fanno con le quote “Mussi”, sulle quali mai hai speso un po’ si entusiasmo.,,). Certo, bloccare il turn over al 50% è meglio che al 20% ed è bene che il 60% sia destinato ai ricercatori: ma può questa “elemosina” occultare il fatto che i tagli previsti per il 2010 restano pressochè intatti (467 milioni di euro in meno destinati a coprire il taglia ICI, mentre i tagli per il blocco del turn over da 190 milioni si riducono a 119…), che il Fondo di finanziamento ordinario del 2009 rispetto alla finanziaria dello scorso anno perde ben 95,6 milioni e che i 500 milioni che la Gelmini ha detto di aver trovato per destinarli alle università migliori sono quelli previsti dalla finanziaria 2008 (art. 2, co. 428-429) nel Fondo (aggiuntivo all’FFO) per il patto per l’Università (istituito con una dotazione di 550 milioni di euro per il triennio 2007-2009). A questo proposito, vale la pena ricordare che il fondo è stato istituito con le seguenti finalità:
    a) elevare la qualita` globale del sistema universitario e il livello di efficienza degli atenei;
    b) rafforzare i meccanismi di incentivazione per un uso appropriato ed efficace delle risorse, con contenimento dei costi di personale a vantaggio della ricerca e della didattica;
    c) accelerare il riequilibrio finanziario tra gli atenei sulla base di parametri vincolanti, di valutazioni realistiche e uniformi dei costi futuri e, in caso di superamento del limite del 90 per cento della spesa di personale sul FFO, di disposizioni che rendano effettivo il vincolo delle assunzioni di ruolo limitate rispetto alle cessazioni;
    d) ridefinire il vincolo dell’indebitamento degli atenei considerando, a tal fine, anche quello delle societa` ed enti da essi controllati;
    e) consentire una rapida adozione di un sistema programmatorio degli interventi che preveda adeguati strumenti di verifica e monitoraggio da attivare a cura del Ministero dell’universita` e della ricerca, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la CRUI, e che condizioni l’effettiva erogazione delle maggiori risorse all’adesione formale da parte dei singoli atenei agli obiettivi del piano.
    Insomma, forse sarò severa, ma mi pare che anche in questo caso la Gelmini abbia copiato l’idea e utilizzato un gruzzoletto messo a disposizione da altri.
    La stessa cosa è successa per le risorse aggiuntive al diritto allo studio (che recuperano le decurtazioni previste dalla finanziaria del prossimo anno). Si tratta certamente di una scelta positiva, ma in conferenza stampa la ministra si è dimenticata di dire che: le risorse provengono dal Fondo per aree sottoutilizzate e che i nostri emendamenti alla finanziaria, di identico contenuto alle norme del nuovo decreto, sono stati rigettati dalla maggioranza (ma si può essere così ideologici??)

  3. Ric Pre dice

    Prima magnifichiamo McCain che si congratula per il successo di Obama e auspichiamo una destra simile anche in Italia e poi troviamo ovvio che il sottosegretario ombra del PD debba per partito preso criticare le azioni del governo. Tutti quelli che scrivono qui sono di sinistra, ma dovremmo cercare di dare valutazioni obbiettive, come ho fatto io nel post precedente. Tanto più che gli altri potrebbero osservare che la doppia idoneità la ha reintrodotta il governo precedente e che la piccola riforma di ieri è meglio del nulla assoluto del governo Prodi.
    Fatto il richiamo ad un po’ di “laicità” politica, ribadisco che la riforma contiene elementi positivi, anche se è incompleta. Riguardo alla riduzione delle assunzioni dei giovani ricercatori, si tratta di un’affermazione sbagliata, perchè il reclutamento Mussi rimane ed è escluso dal blocco di metà del turnover e la regola del 60% del budget da destinare alle assunzioni dei ricercatori aumenta il numero di assunzioni, anche tenuto conto del turnover:

    la I sessione concorsuale 2008 ha avuto le seguenti percentuali:

    concorsi da ricercatore: 249 (11,8%)
    concorsi da associato: 1142 (54,0%)
    concorsi da ordinario: 724 (34,2%)

    tradotto in consumi di risorse (che è il dato davvero importante):

    concorsi da ricercatore: 7,6%
    concorsi da associato: 48,5%
    concorsi da ordinario: 43,9%

    e aggiungendo pure le doppie idoneità (cioè, ogni concorso da associato o ordinario ha 2 vincitori, il che raddoppia il numero di nuovi professori e quinndi le risorse loro destinate)

    concorsi da ricercatore: 3,9%
    concorsi da associato: 50,4%
    concorsi da ordinario: 45,7%

    Usando numeri tondi significa che un ateneo che ha risorse pari a 100, attualmente ne destina:

    4 per fare ricercatori
    50 per fare associati
    46 per fare ordinari

    Con il decreto di ieri le risorse diventano 50, ma la ripartizione diviene

    30 per fare ricercatori
    10 per fare associati
    7,5 per fare ordinari
    2,5 per fare amministrativi

    Evidentemente le risorse per fare ricercatori aumentano.
    Confermo il giudizio sui 4 punti positivi (soprattutto quest’ultimo e l’abolizione di scritti e orali per i ricercatori) e 4 punti negativi. Diciamo un piccolo passo avanti con luci ed ombre.

  4. Redazione dice

    Pubblichiamo comunicato stampa dell’On. Modica sempre in tema di Università
    “PASSO INDIETRO GOVERNO, RIFORMA CONCORSI RINVIATA”
    Dichiarazione di Luciano Modica, responsabile Università del PD

    “Il decreto sull’università segna una inversione di rotta del governo. La linea politica seria e propositiva del PD e le proteste di studenti, professori e rettori hanno avuto un primo riscontro: si riduce il blocco delle assunzioni di giovani ricercatori e si reintegrano le borse di studio per gli studenti meno abbienti.
    Certo, rimangono tutte le preoccupazioni legate al taglio dei fondi di funzionamento (-46% al netto degli stipendi), stabilito con il decreto Ici e alla permanenza del blocco di metà del turnover. L’intervento sui concorsi non appare risolutivo e richiede con evidenza una vera profonda riforma in senso meritocratico ed internazionale da discutere urgentemente in Parlamento, come il PD ha da tempo richiesto. Il sorteggio dei commissari non è una panacea e il mantenimento della doppia idoneità in ogni concorso lascia ancora gli spazi ad accordi accademici e deresponsabilizza le commissioni e gli atenei. Il nostro giudizio complessivo è sospeso, lo daremo quando avremo modo di leggere il testo del decreto.”

  5. Ric Pre dice

    Facendo un’analisi “laica” delle novità:

    PUNTI POSITIVI

    1. l’abolizione degli scritti (e degli orali) per i concorsi da ricercatore. Voto 8.

    2. il sorteggio (che però non c’e’ per i ricercatori ed è solo parziale). Voto 6,5

    3. criteri unici nazionali per la valutazione dei titoli. Voto 9.

    4. cosa più importante di tutte, 60% dei budget obbligatoriamente destinato a concorsi da ricercatore (vuol di re che entreranno più giovani nonostante il parziale blocco del turnover). Voto 10.

    Aspetti negativi:

    1. i concorsi restano locali. Voto 3.

    2. si bloccano del tutto le assunzioni negli atenei non virtuosi, cioè anzichè licenziare rettori e consiglieri di amministrazione, pagano quelli che non c’entrano nulla. Dovrebbero risanare pensionando i rettori e i membri dei CdA. Voto 2.

    3. non sono previste norme penalizzanti per i membri delle commissioni che reclutano persone che poi si rivelano improduttive. Cioè non c’e’ verific ex-post. Voto 5.

    4. non si abolisce la seconda idoneità. Voto 1.

  6. La redazione dice

    Segnaliamo questo articolo di Maristella Iervasi apparso oggi su L’Unità.

    “Il governo ci ripensa. Per gli Atenei sblocco del turn over e dei concorsi”

    Pacchetto università: un decreto facciata e linee guida-spot di riforma. Al Cdm braccio di ferro sui concorsi anti-baroni. Poi vince la linea morbida di Fitto, Brunetta e Alfano. Parziale sblocco del turn over.L’unico dato certo è che non ci sarà il blocco dei concorsi universitari. A poche settimane dallo svolgimento di quelli già banditi per (1800 per 3700 idoneità da professore e 320 da ricercatore) cambierà il meccanismo per la composizione delle commissioni di valutazione. Le prove slitteranno a gennaio per via dell’introduzione del sistema del sorteggio. «Nuove regole anti-baroni», lo spot. «Questa è la motivazione – sottolinea la ministra Maristella Gelmini in conferenza stampa dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, «salvo intese», al decreto e all’annuncio-spot sulle linee guida di riforma da tradurre in ddl condivisi – è la motivazione del ricorso alla decretazione d’urgenza». In realtà, la tanta auspicata trasparenza nei concorsi sarà solo di facciata.

    Per ogni concorso ci saranno sempre 2 vincitori: uno che prenderà possesso della cattedra bandita e l’altro che potrà essere chiamato da altri atenei. Dunque, la protezione del «cocco» del barone non viene eliminata. La Gelmini, pressata dalla lobby accademica ma anche da quella trasversale di governo (i ministri Brunetta, Fitto e Alfano in testa), non ha avuto il coraggio di portare avanti il cammino intrapreso dall’ex ministro Mussi; non ha introdotto da subito il sorteggio di tutti i membri delle commissioni per le discipline di bando: ha solo triplicato l’elezione dei componenti, portandoli a 12. Tra questi ne verranno poi estratti 4 da una lista nazionale che giudicheranno i candidati. Regole «morbide» che di fatto non cancelleranno le distorsioni sui bandi univeristari. Come spiega Giuliano Cazzola (Pdl), vice presidente della Commissione lavoro della Camera: «Perché ci facciamo ancora del male? Il combinato disposto tra elezione e sorteggio finirà solamente a complicare le procedure. Senza mutare la sostanza delle stesse».

    Pacchetto università. Un decreto di soli 3 articoli che il Cdm ha approvato dopo un lungo braccio di ferro tra ministri: La Russa e la Meloni per il sorteggio integrale. Poi la mediazione e l’ok ma suscettibile di modifiche dai ministeri competenti. Il decreto ieri sera non era ancora scritto e alla stampa è stato diffuso solo una breve sintesi. Tra i punti certi, l’annuncio che le università con i bilanci in rosso non potranno assumere personale. Al contrario, è previsto il parziale sblocco del turn over per gli Atenei virtuosi: inizialmente era al 20% rispetto ai pensionamenti, ora passa al 50% con un vincolo di spesa: il 60% dei fondi dovranno essere usati per assumere i giovani ricercatori. Per ogni docente in pensione, insomma, entrano 2 nuovi assunti. Dal blocco sono esclusi totalmente gli enti di ricerca. Ci saranno finanziamenti per chi «elimina corsi e sedi distaccate» e infine ci sono i fondi per le università virtuose: 500 milioni di euro (cioè il 5% del fondo del finanziamento ordinario) saranno distribuiti agli atenei con la produzione scientifica, l’organizzazione e la qualità didattica migliore. Ma rimane il taglio delle risorse per le Università previsto per il 2010: «C’è un anno di tempo per realizzare risparmi e rendere il taglio meno doloroso», ha chiosato la Gelmini all’osservazione di un cronista. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura a Montecitorio, prende in castagna il ministro: «Mariastella maestra unica si fregia di aver trovato 500 milioni di euro aggiuntivi per gli Ateni virtuosi ma quei fondi sono quelli che il governo Prodi – sottolinea la parlamentare – aveva inserito nella Finanziaria dello scorso anno per il triennio 2007-2009 per dare seguito al “Patto per l’Università” siglato nell’agosto 2007. Il decreto lascia inoltre aperto il problema dei tagli».

    Infine il capitolo borse di studio: è previsto un incremento di 135 milioni di euro che sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli. «180mila ragazzi avranno una borsa – ha detto Gelmini – tutti gli aventi diritto». Previsti anche 65milioni per nuovi alloggi: 1700 posti letto in più per studenti universitari e residenze universitarie. Ma con quale copertura finanziaria?

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