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“Il decreto oggi al Colle, ma la protesta degli studenti continua”

«Nessuno pensa che l`università vada difesa nella forma in cui si presenta oggi. Troppi sono gli sprechi, i feudi di potere, i concorsi poco trasparenti. Però i provvedimenti del governo si limitano ai tagli, si parla di quasi due miliardi di euro, e a spingere gli atenei a trasformarsi in Fondazioni private. Questa è una ricetta di liquidazione, non di rilancio», Francesco Mauriello, presidente dell`Adi, dell`Associazione dottorandi e dottori di ricerca, sintetizza così le ragioni che spingono studenti e professori a continuare la protesta, nonostante l`apertura del governo.

E oggi inizia una nuova settimana di passione per l`università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.

Intanto in serata sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica le regole dei concorsi, già banditi da tempo,. le cui domande scadono proprio oggi.

Ma il decreto prima di essere pubblicato dovrà essere firmato stamattina dal Capo dello Stato. Una corsa contro il tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi.

Mentre il ministero è al lavoro per dare corpo alle linee guida che ispireranno la riforma gli studenti organizzano nuove forme di lotta. La Sapienza ieri ha riaperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, oggi in alcune città i ricercatori andranno nei mercati rionali per spiegare alla gente che «l`università è alla frutta». Mentre domani, a Roma, sempre i giovani ricercatori andranno nelle Ambasciate per chiedere “asilo politico”.

«Qui non abbiamo prospettive», dicono. Dal mondo della politica arriva l`intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti, non si può lasciare la riforma dell` istruzione al ministro dell`Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata».

La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto – sottolineano gli studenti – avvertiamo che non accetteremo nessuno scaricabarileda parte degli esponenti del governo, il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Gover.no riacquisterà consenso».

Intanto, le regioni del Sud discutono sui problemi delle loro scuole. Dagli Stati Generali degli istituti del Mezzogiorno è arrivato l`impegno dei parlamenti locali che che si sono detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all`Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo perle infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l`Alitalia».

Il Messaggero, 10 novembre 2008

1 Commento

  1. redazione dice

    Pubblichiamo un comunicato stampa dell’On.Stefano Ceccanti in merito al testo del decreto legge del Ministro Gelmini sull’Università:

    Università, Ceccanti: Governo inventa nuovo tipo decreto, quello fantasma
    Presentata interrogazione dal senatore del Pd, Stefano Ceccanti

    “Il Governo, forse suggestionato dal ‘Governo Ombra’ del Pd, ha voluto introdurre una nuova tipologia di fonti del diritto, ‘il decreto fantasma’?”. Lo chiede il senatore del Pd Stefano Ceccanti in un’interrogazione al ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito.

    Ceccanti si riferisce, in particolare, al decreto-legge “in materia di diritto allo studio, valorizzazione del merito e qualità del sistema universitario e della ricerca” votato in Cdm giovedì scorso. “Di cui – spiega – risultano solo scarne anticipazioni dal comunicato presente sul sito del Governo e dalla successiva conferenza stampa del Ministro Gelmini”.

    “Una delle principali ragioni della necessità e urgenza del decreto – continua il senatore del Pd – era il blocco delle elezioni per le commissioni di concorso che erano previste a partire dalla giornata di oggi, lunedì 10, sospese solo sulla base di una breve nota ministeriale di venerdì 7 che fa riferimento al decreto ancora ignoto, mentre, proprio tale urgenza, avrebbe dovuto comportare una rapida trasmissione del testo alla Presidenza della Repubblica e una altrettanto sollecita pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per non violare le leggi vigenti anche per prevenire contenziosi sulla regolarità dei procedimenti concorsuali in corso”.

    “Ad oggi non risulta ancora pervenuto alla Presidenza della Repubblica nessun testo ufficiale. Nei giorni scorsi la stampa ha pubblicato le più varie indiscrezioni sui problemi tecnici e politici di scrittura del testo, che starebbero proseguendo anche in queste ore. La totale incertezza sui contenuti del decreto – spiega Ceccanti – rende impossibile ai parlamentari rendere conto ai propri elettori, e in particolare a quelli coinvolti nelle vicende concorsuali, sulle novità intervenute e, data la natura cangiante e sfuggente del testo, paralizza gli stessi strumenti di controllo parlamentare”.
    “Il protrarsi dei lavori per giorni e giorni – osserva ancora Ceccanti – dimostra inconfutabilmente che nella riunione del Cdm erano state omesse scelte rilevanti sia dal punto di vista tecnico sia politico”.

    Pertanto Ceccanti chiede al Ministro Vito di sapere se il Governo, orse suggestionato dalla istituzione del “Governo Ombra” del Pd, abbia voluto introdurre una nuova tipologia di fonti del diritto, “il decreto fantasma”, in deroga alla legge in vigore che impone che il testo sia puntualmente approvato in Consiglio dei Ministri e, più in generale, ai doveri di correttezza costituzionale e se, il governo, non ritenga di indicare puntualmente come evitare di ripetere tali gravi strappi istituzionali”.

    http://www.partitodemocratico.it

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