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Cultura, On. Ghizzoni: Bondi si è fatto scippare risorse, senta adesso responsabilità

‘Il ministro Bondi dovrebbe sentire la responsabilità di rispondere in modo
opportuno alla denuncia che l’intero mondo della cultura italiana ha
lanciato oggi davanti al presidente della Repubblica per contrastare i
profondi tagli operati sui fondi del ministero dei beni culturali”.

E’ quanto dichiara in una nota la capogruppo del Pd nella commissione
Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “dopo aver utilizzato i fondi destinati alla cultura per coprire il provvedimenti taglia Ici, il Governo non ha avuto scrupoli ad operare ulteriori decurtazioni in
finanziaria: in un solo anno la spesa per questo settore rispetto al Pil è
passata dal già misero 0,4% al deprimente e in commentabile 0,3%. Non c’è che dire per un ministro che all’inizio del suo mandato aveva chiesto ai parlamentari di maggioranza ed opposizione aiuto affinchè le risorse a
disposizione del Mibac non venissero ridotte”. “Investire in cultura –
conclude – è investire in sviluppo e progresso sociale. Ma per questo
governo evidentemente sono cose superflue”.

Roma, 14 novembre 2008

6 Commenti

  1. Redazione dice

    Ancora su beni culturali, associazioni culturali e malgoverno, da Due Notizie di Alberto Crepaldi portiamo:

    La seconda notizia si sofferma su Arcus Spa, società voluta nel 2004 dal Governo Berlusconi, per “sostenere e avviare progetti ambiziosi riguardanti i beni e le attività culturali, anche nella loro connessione con le infrastrutture, perseguendo la visione di contribuire a tradurre i beni e le attività culturali da oggetto passivo di osservazione a soggetto attivo di sviluppo”.

    Quella di Arcus SpA sembrerebbe insomma una mission davvero importante. Un vero peccato che di fatto la sua declinazione progettuale si sia tradotta nel sostengo ad operazioni di dubbio valore strategico.

    Ecco alcune esemplificazioni di finanziamenti “rutelliani”, nei quali appare arduo rinvenire un prevalente interesse pubblico: 150mila euro per la Notte della Taranta ; 500mila euro per le Magie Barocche, festival internazionale della musica barocca; 300mila euro per il “Progetto concerto inaugurale della Fondazione Festa del Cinema di Roma”; 100mila euro per il progetto Fare Teatro; 450mila euro per il “Progetto Celebrazioni in onore di Oriana Fallaci”; 120mila euro per il progetto “Lo cunto dello canto napolitano”.

    E pensare che – come si ricava dal testo di una discussione parlamentare del 2007 – una commissione costituita proprio da Rutelli e presieduta da Baratta “ha presentato una relazione da cui emerge un giudizio negativo sulla passata gestione dalla Società. In particolare, si rileva che essa, anziché perseguire un programma volto a correggere in favore dei beni culturali gli interventi infrastrutturali, ha proceduto ad una distribuzione “a pioggia” delle risorse disponibili. Anche a nome del ministro Rutelli, ribadisce quindi l’intenzione dell’Esecutivo di svolgere un’adeguata riflessione sulla missione della Società e sull’opportunità di mantenerla in vita”.

    Consola il fatto che in sede di recente acquisizione del parere sulla proposta di nomina di Salvatore Italia a Presidente di Arcus, Manuela Ghizzoni abbia preannunciato, “anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto di astensione sulla proposta di nomina in esame, in quanto […] riterrebbe opportuno che venissero approfonditi tutti gli aspetti relativi alla gestione dell’ARCUS, anche attraverso una apposita audizione dei vertici dell’ARCUS e in particolare del nuovo presidente, non appena lo stesso verrà nominato”.

  2. redazione dice

    Pubblichiamo articolo dell’Unità che riporta giudizi di autorevoli esperti nella gestione museale:

    Scontro al vertice sull’arte: no al super direttore-manager
    di Stefano Miliani

    Il Consiglio superiore dei beni culturali, organo consultivo, non vincolante, ma formato da esperti e presieduto da Salvatore Settis, nel pomeriggio di martedì l8 ha sconfessato Sandro Bondi su due punti chiave e con un voto unanime. No secco a un super-direttore dei musei con troppi poteri perché complicherebbe la situazione e si occuperebbe anche di tutela. E no secco al nome individuato dal ministro, il manager di aziende come MacDonald’s Italia e il Casinò di Campione di Italia Mario Resca. Non perché nel suo settore non sia bravo. Nessuno lo discute. Ma il no scatta perché Resca non ha alcuna conoscenza del mondo che dovrebbe valorizzare.
    Ma se nella riunione pomeridiana aleggiava lo spettro di eventuali dimissioni di Settis e Bondi è rimasto raggelato e ha chiesto ai componenti del Consiglio di riflettere, sul manager in questione in serata il ministro ha diramato una nota formale che, se la leggete, ha tutto il sapore dello scontro: “La nomina di un manager della qualità e dell’autorevolezza come il dott. Mario Resca ha lo scopo di superare anacronismi e conservatorismi ed imprimere dinamismo ed efficacia alla fruizione del patrimonio storico artistico lasciato finora in un sostanziale immobilismo.»

    Sul tavolo della discussione c’è l’articolo 8 della bozza di riforma firmata Bondi. A detta degli storici dell’arte, archeologi, architetti, sindacalisti ed economisti della cultura così facendo il ministro consegna musei e siti archeologici a un direttore generale con troppi poteri che toglierebbero la ragion d’essere a soprintendenti e direttori di raccolte d’arte. Ad aggiungere sale alla ferita, c’è il fatto che il ferrarese Resca non ha alcuna esperienza e conoscenza nel settore e né lui né chi lo ha chiamato lo ritengono minimamente un problema.

    La riforma di Bondi dovrebbe andare al Consiglio dei ministri del 28 novembre. Se dovesse proseguire lo scontro potrà deflagrare. E Settis potrebbe dimettersi. Sarebbe uno smacco micidiale per il ministro. «Non mi piace il modo in cui viene formulata la nuova direzione», dichiara il preside della Normale e archeologo Settis. Innanzi tutto perché creerebbe conflitti di competenze e quindi caos. Né condivide la scelta dell’imprenditore «Niente di personale, so che si tratta di un bravo manager. Ma non riesco a capire cosa ha in mente il ministro, visto che ha offerto il ruolo a due persone così diverse come il direttore dei Musei vaticani Antonio Paolucci e Resca». Oltre tutto, avverte il preside della Normale, il neo-direttore dovrebbe decidere anche su aspetti importanti come «i prestiti, la sorveglianza sui poli museali di Roma, Napoli, Firenze, Venezia. Il testo così com’è è un errore che spero venga corretto». Infine, annota Cerasoli
    della Uil dei beni culturali, serve proprio un manager? «Gli introiti dei musei sono cresciuti da 52 miliardi di lire nel ‘96 a 106 milioni di euro per questo 2008».

    Su alcuni punti Bondi ha trovato conforto e adesione: la tutela non deve andare agli enti locali ma allo Stato; un accordo, che dovrebbe firmare a giorni, con le fondazioni bancarie per i musei; il recupero (Tremonti permettendo) di 800 milioni in 5 anni attraverso il Fondo aree sotto-utilizzate. Benché, gli hanno ricordato gli esperti, ciò non compenserà i 500 milioni di tagli alla cultura previsti nella Finanziaria 2009.

  3. Redazione dice

    L’On. Ghizzoni intervistata dal GUARDIAN, noto quotidiano inglese, sulla vicenda del nuovo manager che gestirà i musei italiani, già presidente e direttore di Mcdonanld’s Italia e del Casinò di Campione.

    Fear of McMuseums as burger boss gets culture job
    Italian heritage groups and opposition politicians have criticised the appointment of a former McDonald’s executive to run Italy’s museums.

    Mario Resca, 62, who worked as Italy manager for the fast-food chain for 12 years before moving last year to relaunch a state-run casino, has been appointed to squeeze more revenue out of the country’s
    museums, part of a shake-up at the culture ministry.

    Opposition MP Manuel Ghizzoni said: “What have
    hamburgers got to do with Italy’s extraordinary cultural patrimony?” Antonello Alici, secretary general of the preservation group Italia Nostra, said: “Resca may know how to clean up a balance sheet but knows nothing about culture. I fear our museums will be leaned on to refill state coffers,”

    Resca defended his record, telling La Repubblica newspaper he had known nothing about cheeseburgers either when starting at McDonald’s.
    “We’ve 4,000 museums, I have been told,” he
    said. “They have exceptional qualities but they are for the large part unexplored.”

    Resca is expected to try to make money from better marketing, just as the government prepares to reduce culture funding by ?1bn (£850m) over
    the next three years.

    He said money could be made from art stashed in the store rooms of Italian museums. Proposing that the pieces be lent out for profitable temporary exhibitions around the world, Resca likened them to “oil reserves that cost nothing”.

    La Repubblica wrote last week that money is so tight new archaeological sites are opened only when holes are dug to create train lines or underground garages.

  4. Annamaria dice

    La cultura in mano agli hamburgeristi, basta che siano FEDELI al Capo ed al CapoPensiero.
    Non è Regime questo?

    O.T.: Sono le 15.07 del 17 novembre e spero che Vilari la smetta di sentirsi Salvaore dela Patria (come da sue dichiarazioni http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=88386), ma comprenda di essere solo l’ennesimo paio di pantofole del più Grande Conflitto di Interessi della Storia Patria.

  5. Redazione dice

    Repubblica di sabato 15 novembre 2008 riporta la dichiarazione dell’On. Ghizzoni

    DA MCDONALD’S ai musei arriva il supermanager

    E’ Mario Resca, 62 anni, gli ultimi dodici passati a capo di McDonald’ s Italia, l’ uomo scelto dal governo per guidare la neonata, potentissima “Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione”. L’ ha annunciato il ministro Sandro Bondi che lunedì aveva illustrato, ai sindacati e ai preoccupatissimi dirigenti di piazza del Collegio Romano, la sua «rivoluzione» dei Beni culturali. «Ci vuole una persona del mestiere, uno storico o un archeologo: non un bocconiano», aveva detto due giorni fa il direttore dei Musei vaticani, Antonio Paolucci, annunciando la propria rinuncia. E invece proprio dalla Bocconi è uscito nel 1969 il manager ferrarese, vicinissimo a Berlusconi e a Gianni Letta, che, in attesa della nomina, svolgerà il ruolo di consigliere del ministro per i musei. Nel cda, tra l’ altro, di Eni e della Mondadori, proposto a maggio dal Cavaliere come commissario per l’ Alitalia, Resca è presidente della Camera di commercio americana in Italia. Ha perciò le conoscenze giuste per far fruttare il piano di affitto delle opere all’ estero annunciato a giugno da Bondi. «Ma il ministro non aveva detto che il direttore sarebbe stato scelto con un concorso internazionale?» si chiede polemicamente Gianfranco Cerasoli della Uil. «Nulla da dire sulla competenza imprenditoriale», sottolinea Manuela Ghizzoni, pd, della commissione Cultura della Camera, «ma resta da chiedere a Bondi cosa c’ entrino gli hamburger con lo straordinario patrimonio culturale italiano». L’ articolo 8 della riforma prevede che il direttore dei musei si occupi della «tutela» oltreché della «valorizzazione». E Resca è noto per aver contestato il progetto dell’ archistar Mario Botta del nuovo Casinò di Campione, del quale è presidente e dove ha creato una galleria d’ arte e offrendo nel 2007 a Vittorio Sgarbi di ospitare la mostra omosex “Vade retro” rifiutata dal sindaco di Milano Moratti. Nota anche la sua attenzione per le case da gioco a tema di Las Vegas (l’ antica Roma, Venezia, il Far West) che forse vuole importare in Italia. – CARLO ALBERTO BUCCI

  6. redazione dice

    Sempre su Bondi (sulla nomina di un ex manager di McDonald’s alla supervisione del sistema museale):

    MUSEI: RESCA MANAGER; GHIZZONI (PD), SONO SENZA PAROLE
    – ROMA, 14 NOV – ‘Sono senza parole’: e’ secca la reazione di Manuela Ghizzoni, componente della commissione Cultura della Camera per il Partito Democratico, alla notizia della nomina di Mario Resca a direttore della gestione dei musei.
    ‘Nulla da dire sulla competenza imprenditoriale e nel business dell’uomo di McDonald’s Italia’, sottolinea Ghizzoni.
    ‘Resta da chiedersi, e chiedere a Bondi, cosa c’entrino gli hamburger con lo straordinario patrimonio culturale italiano’.
    (ANSA).

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