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Beni culturali, Pd: regolamento Bondi mette a rischio bellezza Italia

“La bellezza dell’Italia è a rischio: lo temevamo quando il governo cominciò a parlare del decreto casa, ne abbiamo la conferma oggi con l’approvazione da parte del Cdm del regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali”. Lo sostiene la capogruppo del Pd nella Commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che spiega: “lo smantellamento della Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio e la creazione di quella per la valorizzazione non sono le azioni di cui necessita il nostro patrimonio culturale. Servirebbero risorse umane e finanziarie, chiarezza di competenze, decisioni non burocratizzate, collegamento fra direzioni centrali e periferiche; eppure, di tutto ciò nelle proposte del governo non c’e’ traccia. Approvando questo regolamento – conclude Ghizzoni – Bondi ha dimostrato la sua impermeabilità a tutte le critiche che si sono levate, anche all’interno del suo schieramento e del mondo associativo, sul merito e l’opportunità di questa riforma. Le commissioni cultura di Camera e Senato avevano chiaramente invitato il ministro a non procedere su questa strada: ma com’è ormai prassi per il Governo, quello che dice il Parlamento è sempre sbagliato”.

1 Commento

  1. La Redazione dice

    Pubblichiamo comunicato stampa della Confsal-Unsa Coordinamento Nazionale Beni Culturali

    GIUSEPPE URBINO(SEGR.NAZIONALE CONFSAL UNSA BENI CULTURALI):

    “ CON LA NUOVA RIFORMA CHIUDE LA “PARC”.
    L’ITALIA PERDE IL TRENO DELLA CULTURA CONTEMPORANEA.

    Il ministero per i Beni e le Attività Culturali – afferma Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal Unsa Beni Culturali – cancella la sua Direzione Generale per la qualità del paesaggio, dell’architettura e dell’arte contemporanee, e riunisce tutte le competenze nella nuova (sic) Direzione generale delle Belle Arti. Non è uno scherzo, c’è anche questo nella riorganizzazione del ministero voluta da Sandro Bondi e varata oggi dal Consiglio dei Ministri.

    All’alba del terzo millennio – prosegue Urbino – in un’Europa che compete per divenire il modello della modernità sostenibile, in cui finalmente anche i nostri giovani, grazie agli Erasmus, imparano a conoscere le realtà più avanzate, a diventare protagonisti della sfida del cambiamento, il nostro Paese archivia una delle esperienze più stimolanti degli ultimi anni.

    Nata quasi dieci anni fa e poi confermata e potenziata da tutti i governi che si sono succeduti, la PARC ha svolto un’insostituibile azione di stimolo della cultura contemporanea in Italia. Dalla presenza alle ultime quattro edizioni della Biennale di Venezia, in cui ha curato le mostre del Padiglione Italiano, alle innumerevoli iniziative di sostegno dell’arte e dell’architettura, come tra gli altri il programma per i soggiorni all’estero dei giovani artisti e la promozione dei concorsi di architettura nel mezzogiorno, fino alla realizzazione a Roma del museo MAXXI, opera di uno dei maggiori architetti contemporanei e ormai di prossima apertura.

    Il recente accorpamento nella PARC delle competenze in materia paesaggistica aveva ulteriormente confermato il ruolo strategico della Direzione in una accezione nuova della salvaguardia del Paesaggio nel nostro Paese. Non più soltanto la tutela dei valori estetici dei quadri ambientali, ma una nuova apertura verso le inevitabili trasformazioni imposte dallo sviluppo del territorio, da governare attraverso la qualità dell’Architettura e del Paesaggio.

    Un’azione – conclude il sindacalista – che da qualche anno ha allineato l’Italia tra i Paesi che hanno ratificato la sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio, e che grazie alla PARC il Consiglio d’Europa intende celebrare a Firenze, a dieci anni dalla firma.

    Roma, 12 giugno 2009

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