Mese: Settembre 2010

"Il primo passo di una destra normale", di Carlo Galli

La destra che è nata a Mirabello – soggetto politico con esistenza parlamentare ma non ancora partitica – costituisce del berlusconismo la contestazione interna, ma anche, al tempo stesso, l´antitesi frontale. Un paradosso che dice molte cose sulla politica del nostro Paese, e che va decifrato. Fini ha rotto con Berlusconi simbolicamente, in modo radicale. Gli ha contestato il riflesso padronale, l´incapacità di vera leadership (cioè il deficit di capacità di convincimento e di mediazione), l´intolleranza repressiva definita illiberale e “staliniana”, l´interpretazione cesaristica e personalistica della politica, il soffocamento della dialettica democratica, la distruzione degli equilibri e delle regole costituzionali, il populismo. Solo le parole “conflitto d´interessi” non sono state esplicitamente pronunciate – il rischio di essere identificato con la sinistra sarebbe stato per Fini troppo alto – ; ma molto di quello che esse denotano, cioè la confusione sistematica fra pubblico e privato, era contenuto nell´idea di politica che è stata proposta: una politica saldamente istituzionale, costituzionale, repubblicana, orientata al bene comune della nazione e non di Uno o di pochi. Dunque, per quanto …

"La scuola dopo il terremoto. Come un anno fa", di Stefania Pezzopane*

Il nuovo anno scolastico 2010-2011 si aprirà, nel Comune dell’Aquila, in una situazione che è ancora in parte di emergenza. Mentre scrivo è ancora in atto, e anzi in incremento, uno sciame sismico di una certa importanza che, pur avendo al momento un epicentro localizzato a qualche chilometro dal capoluogo, ci costringe a una situazione di allerta e ci pone, come amministrazione comunale, nella condizione di dover prendere decisioni volte a garantire la pubblica incolumità, come una nuova chiusura del centro storico e un differimento di qualche giorno nell’avvio dell’attività didattica degli asili nido pubblici e privati. Il nuovo anno scolastico vedrà la popolazione studentesca aquilana tornare nei Musp (Moduli scolastici provvisori), realizzati lo scorso anno a seguito del sisma in luogo dei plessi scolastici distrutti, e nelle poche sedi scolastiche originarie che sono state riaperte, già lo scorso anno, a seguito di lavori di recupero e messa in sicurezza degli edifici. Questa situazione, che doveva essere “provvisoria” e che invece perdura per il secondo anno scolastico consecutivo, si unisce a un dato inquietante, reso …

"Pd pronto a riscrivere le regole", di Mariantonietta Colimberti

Il giorno dopo Mirabello e mentre è in pieno svolgimento la festa nazionale democratica a Torino, nel Pd ci si interroga sulle conseguenze del discorso di Gianfranco Fini e sugli scenari che potranno aprirsi di qui a qualche mese, se non a poche settimane. E proprio da Torino è arrivata ieri la richiesta di dimissioni del governo da parte del vicesegretario Enrico Letta: «Berlusconi e Bossi prendano atto che è finita, vengano in aula e aprano la crisi». Che le parole del presidente della camera abbiano segnato un punto di non ritorno è un giudizio condiviso da tutte le anime del maggior partito di opposizione che Europa ha raccolto. Così come è diffusa la convinzione che la situazione politica possa precipitare da un momento all’altro e il paese rischiare di andare alle urne con l’attuale legge elettorale, che, ricorda Pierluigi Castagnetti, «ha già fallito due volte, nel 2006 e nel 2008; in entrambe le occasioni, infatti, la maggioranza è venuta meno a metà legislatura». «Se prevalesse l’asse Lega-berlusconismo populista – rileva il veltroniano Walter Verini …

Rassegna stampa dai territori: «Trecento precari a casa. Scuola e famiglie nel dramma»

Perugia. Quest’anno mancheranno all’appello diverse centinaia di posti di lavoro. Si parla di trecento nomine in meno tra insegnanti e personale non docente. Persi in un soffio. Sono i contratti a tempo dei precari storici, che così facendo vanno ad ingrossare la schiera dei disoccupati umbri, mai così alta come in questo ultimo quinquennio. Il commento del sindacato va oltre i numeri. «Quello che stiamo vivendo in questi giorni è un autentico dramma esistenziale, sociale e culturale che coinvolge sia centinaia di migliaia di lavoratori precari della scuola, sia le loro stesse famiglie». A POCHI giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico la Flc Cgil di Perugia e quella di Terni tornano a denunciare la «situazione vergognosa» dei precari della scuola e annunciano la proclamazione del «blocco di tutte le attività aggiuntive e straordinarie per tutto il personale scolastico, con lo scopo di sottolineare le conseguenze drammatiche che i provvedimenti del governo stanno determinando nel mondo della scuola pubblica e di sostenere le giuste rivendicazioni dei lavoratori precari che non hanno più alcuna certezza del lavoro». …

"Non solo Teheran, l’omicidio di gruppo che non sporca le mani", di Lorenzo Biondi

Quando un crimine colpisce tutta la società, perché minaccia l’ordine naturale delle cose, deve essere la comunità intera ad eseguire la sentenza. È l’antica brutale logica della lapidazione: non un boia solo, ma un’esecuzione collettiva. Questa punizione vecchia come il mondo (nella Bibbia vengono indicati diciotto reati da punire con la morte a sassate) non è limitata al solo Iran. Degli altri paesi si sente parlar poco: sono nazioni che non fanno notizia, perché troppo lontane o – in qualche caso – perché alleate dell’occidente. Amnesty International elenca almeno nove paesi nei quali la lapidazione è legale. Ad esempio i “civilissimi” Emirati Arabi, che nei grattacieli di Dubai ospitano uno dei centri della finanza globale. Statistiche certe però non ne esistono. La questione riaffiora sporadicamente davanti agli occhi dell’opinione pubblica occidentale, in modo più o meno casuale. Nell’estate del 2009 i quotidiani inglesi avevano raccontato della moglie di un principe saudita che era riuscita a fuggire a Londra dopo essere rimasta incinta del proprio amante. La donna aveva fatto richiesta di asilo politico, per evitare …

"Quei "pezzi" che perde il Cavaliere", di Michele Brambilla

È azzardato cercare qualche punto in comune fra il botto che ha provocato Gianfranco Fini e quello che ha ottenuto il nuovo tg di Enrico Mentana? Forse no. E vediamo di capire perché. Fino a qualche tempo fa i due appartenevano in qualche modo all’universo berlusconiano. Il primo, dopo una vita passata in quell’angolo in cui era relegato il neofascismo italiano, fu sdoganato nel 1993 con una battuta che è il vero esordio politico di Berlusconi («Se fossi un cittadino romano voterei Fini sindaco»). Dopo di che, per sedici anni Fini è stato per il Cavaliere un alleato fedele: per certi versi ancora più fedele di Bossi, visto che mai si è presentato alle politiche da solo (a differenza della Lega); e visto che meno di tre anni fa ha accettato di sciogliere il suo partito, An, per fondersi con Forza Italia. Il secondo, Mentana, dei giornalisti delle aziende di famiglia non è mai stato uno dei più zelanti adulatori del capo: ma neppure si può dire che sia stato frondista, o men che meno …

"Giù le mani dalla scuola tre/sei", di Franco Frabboni

In queste settimane i quotidiani nazionali hanno alzato al cielo un grido d’allarme: la nostra gloriosa scuola dell’infanzia veste a lutto. Piange il suo smantellamento sotto i colpi di piccone della Gelmini: meno-risorse agli enti locali, meno-edilizia, meno-posti/bimbo, meno-insegnanti, meno-dade. Risultato: meno qualità educativa. Su queste macerie, il Ministro trasforma la scuola tre/sei in un parcheggio fai-da-te: sfigurandola sia con la nidizzazione in-entrata (porte aperte ai pupi di due-anni-e-mezzo), sia con la liberalizzazione della sua terminalità (a cinque-anni-e-mezzo si può debuttare nell’obbligo). Popolata di “mezzi-anni”, la prima/scuola dovrà giocoforza rinunciare al ruolo di architrave del sistema formativo di base. Critichiamo aspramente la Gelmini per il suo strabismo nei confronti della scuola dell’infanzia. Le attribuisce un bassissimo quoziente educativo, tanto da relegarla a servizio non/prioritario per la famiglia. Questa, la conferma. Al settimanale Chi il Ministro si è lasciata andare a una confidenza di grave incultura pedagogica. Queste, le parole dell’intervista: quando porterò mia figlia Emma alla scuola primaria immagino che indosserà un bel grembiulino bianco, che avrà nello zainetto una lavagna interattiva multimediale, un e-book …