Mese: Settembre 2010

"Si torna a scuola, nel caos", di Anna Villari

Nonostante il trionfalismo del ministro Gelmini, per il secondo anno consecutivo l’apertura delle scuole avviene all’insegna del caos più totale. L’incertezza degli alunni che non sanno per quante ore settimanali frequenteranno, soprattutto se hanno chiesto tempo pieno e tempo prolungato; l’incertezza delle famiglie che non sanno a quale santo votarsi se i loro figli non saranno ammessi al tempo pieno; l’incertezza dei precari che non sanno se avranno il posto di lavoro; l’incertezza dei docenti di ruolo sull’orario; l’incertezza dei dirigenti a organizzare le classi, visto che aumentano gli alunni e diminuiscono i posti; l’incertezza dei direttori amministrativi che non sanno in base a quale budget finanzieranno i piani dell’offerta formativa; l’incertezza degli studenti delle superiori appena “riformate” che faranno più latino e meno laboratorio se sono ai tecnici e meno italiano e più informatica se sono al classico… Tra tanto brancolare nel buio, però, c’è una cosa chiarissima, i tagli finanziari e di personale. Questa la situazione. Ratificata e aggravata dalla manovra finanziaria di luglio. Dipanare la matassa ingarbugliata di questo inizio anno non …

"Enrico: ho 18 anni, sono di sinistra ma non urlo: ragiono", di Francesca Fornario

Le parole che state per leggere (sì: fatelo, vi supplico) le ha scritte un diciottenne iscritto al Pd. Pd di Budrio, Bologna, dove c’è la festa dell’Unità che si chiama ancora così e dentro allo stand della pesca dove si vince il pallone e la bicicletta c’entrano tutte le feste democratiche d’Italia. Le parole che state per leggere le ha scritte un ragazzo che va ancora a scuola, e che si mette la sveglia un’ora prima per andare davanti alle fabbriche a rischio chiusura, anche se gli amici grillini gli dicono che il suo Pd si è dimenticato gli operai. Enrico sarà ancora qui quando Berlusconi non ci sarà più, perché così è la vita. E il pensiero mi riempie di un’allegria indicibile. No, non il pensiero di Berlusconi che non ci sarà più, ma quello di Enrico che sarà uomo, padre, politico e militante quando non ci sarà più un governo colluso con la Mafia e chi lo fischia e chi censura chi fischia, e chi censura chi censura chi fischia. Perché dopo i …

Mario Marazziti: lezione sull’integrazione

“Per fare integrazione ci vuole una grande visione del mondo”. Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, dal palco della Festa Democratica Nazionale ha parlato delle gravi problematiche che accompagnano il difficile processo di integrazione in Italia Mario Marazziti, è il portavoce della Comunità di Sant’Egidio, dirigente Rai, editorialista del Corriere della Sera, e uno dei fondatori della Coalizione mondiale contro la pena di morte. Marazziti vive giornalmente a stretto contatto con le storie crude e drammatiche di gente disperata, che da più parti del mondo decide di venire in Italia, spesso costretta da situazioni geopolitiche e sociali insostenibili del proprio Paese d’origine. Marazziti è stato invitato dal Pd, alla Festa democratica Nazionale di Torino, per parlare di integrazione, tema fondamentale delle politiche del Partito Democratico. Ci ha parlato dal palco della sala Norberto Bobbio, del fenomeno dell’integrazione in Italia, delle sue problematiche e delle dinamiche storiche che ne hanno determinato l’evoluzione, spesso accompagnata da preconcetti e visioni distorte. “La parola integrazione è al centro della democrazia di un Paese – ha esordito Marazziti -, …

"Intanto noi ci organizziamo", di Francesco Piccolo

Da elettore del Partito Democratico, finora ho capito questo: 1) bisogna cambiare la legge elettorale; 2) bisogna fare un’alleanza (la più ampia possibile) con altri partiti; 3) bisogna scegliere un candidato premier realmente autorevole. Ho capito che se il governo cade, le strade sono due: o cambiare la legge elettorale e poi andare a votare; o andare a votare e poi (se si vince) cambiare la legge elettorale. In tutti e due i casi, è necessario fare un’alleanza con altri partiti.In teoria, è tutto chiaro. Però finora non ho capito: 1) quale legge elettorale potrebbe sostituire quella vigente; 2) con quali partiti bisogna allearsi; 3) chi può essere il candidato premier. Tutti sono d’accordo quando si dice che bisogna cambiare la legge elettorale. Poi appena ne viene proposta una, succede un casino. Per calmare gli animi, si dice: quale legge, poi si vedrà. Tutti sono d’accordo quando si dice: bisogna allearsi con altri partiti per battere Berlusconi. Poi tutti i partiti dicono che sono disposti ad allearsi con il Pd a patto che non si …

"I precari cercano alleati. E smentiscono Gelmini: non ci ha mai ricevuto" , di A.G.

Continuano a tenere banco le vicende dei precari della scuola. Mentre a Roma lo sciopero della fame della coppia di supplenti palermitani, che avevano piantato la loro tenda canadese davanti a Montecitorio, si trasforma in presidio – preludio alla mobilitazione, il cui primo atto si svolgerà mercoledì 8 settembre con un sit-in in corrispondenza della riapertura dell’attività parlamentare dopo la pausa estiva -, il ‘Comitato insegnanti precari’, una delle associazioni storiche dei docenti non di ruolo, va al contrattacco del ministro dell’Istruzione smentendo alcune sue affermazioni fatte in settimana nella conferenza di presentazione del nuovo anno scolastico: se Gelmini aveva detto che incontra personalmente i precari della scuola “normalmente” e che interessarsi dei loro problemi “non è un evento”, il Cip ora sottolinea che “nonostante le reiterate richieste del nostro comitato, unica associazione riconosciuta dal Miur, apartitica, laica, libera autonoma e trasversale, nessuna audizione ci è mai stata concessa, neanche per un dialogo costruttivo”. Il comitato sottolinea che quando il ministro dell’Istruzione “dichiara di aver incontrato più volte i precari e di essersi confrontata regolarmente …

E Fini mette fine alla maggioranza

“Mi sembra che oggi il partito dell’amore sia finito a schiaffoni, e che per il governo ci sia una crisi politica conclamata – ha detto il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, al TG di la7 – Oggi Fini ha demolito l’azione del governo e nei prossimi giorni comincerà il gioco del cerino ma il paese non può attendere, rischiano di mandare a fuoco i problemi che il paese ha su cui la loro politica non riesce a pronunciarsi”. Poi ha aggiunto: “Al patto di legislatura non ci crede neanche lui, si è capito chiaramente. Oggi ha dichiarato la fine del Pdl e certificato la crisi politica del centrodestra”. “E’ chiaro che nella maggioranza c’è una crisi esplicita. Berlusconi ora venga in Parlamento a dirci se ha o meno una maggioranza; non si puo’ far finta di nulla perche’ da oggi nulla e’ piu’ come prima”: cosi’Piero Fassino del Pd commenta l’intervento di Gianfranco Fini a Mirabello. “Il discorso di Fini – spiega Fassino al Tg1 – e’ stato chiaro, esplicito e molto duro. Ha …

"Un'altra destra", di Massimo Giannini

Forse è davvero finita un´epoca, per l´anomala destra italiana nata dalle macerie del popolarismo democristiano e forgiata nel fuoco del populismo berlusconiano. Con il Manifesto di Mirabello, Gianfranco Fini varca un confine e politico, ed entra in una terra incognita sulla quale può costruire finalmente un´”altra destra”. Compiutamente democratica e liberale, moderata e costituzionale. Nel solco delle grandi famiglie conservatrici europee. Era enorme l´attesa per questo rientro in campo del presidente della Camera, dopo un agosto trascorso nella trincea di Ansedonia a patire in silenzio l´assalto del “Giornale”. Quella di Fini, stavolta, è davvero una svolta radicale. Può ridisegnare geografie e geometrie della politica italiana. E può cambiare il corso della legislatura berlusconiana. Con un discorso di un´ora e mezzo, degno per toni e per temi di un congresso di fondazione e non certo di un raduno di corrente, Fini ha reciso per sempre le sfibrate e impalpabili radici che ancora lo tenevano unito a Berlusconi. Certo, le vicende personali hanno pesato. La “macchina del fango” messa in moto a Montecarlo dai giornali-fratelli del presidente …