"Nichi, sul referendum sbagli", di Cesare Damiano
Non condivido l’idea di tenere un referendum sui temi del lavoro per motivi di metodo e, in parte, di merito. Vorrei chiarire che, a mio avviso, la scelta compiuta da Nichi Vendola non ha niente a che vedere con il problema delle alleanze che il Partito democratico dovrà costruire con l’obiettivo di governare il paese. Rimango dell’opinione che, per formare un fronte progressista non chiuso in se stesso e capace di dialogare con il centro moderato, si debba passare innanzitutto da un confronto con Sel. Non voglio neanche demonizzare lo strumento referendario ma, al tempo stesso, chiarire il motivo per il quale ritengo inopportuna questa scelta, soprattutto nel contesto attuale. Non sfugge ai promotori del referendum che il 2013 sarà l’anno delle elezioni politiche e che, di conseguenza, il referendum non si potrà tenere. Capisco la carica simbolica di questa iniziativa e la volontà di avere un contenuto da sbandierare ma, proprio per questo, ritengo che la scelta sia sbagliata perché abbiamo bisogno di dare soluzioni concrete alle questioni sociali che riguardano il paese, piuttosto …
