Mese: Ottobre 2012

"Pompei va oltre la «frana» dei commissari", di Antonello Cherchi

Il piano straordinario su Pompei entra nel vivo. È arrivato il momento dell’apertura delle buste dei candidati che intendono partecipare al restauro di cinque domus, per un totale di sei milioni di euro. Le cinque commissioni (una per bando; si è preferito non fare una gara unica così che eventuali ricorsi non “contagiassero” l’intero appalto) stanno già aprendo i plichi con i requisiti dei concorrenti. A metà mese si passerà alla valutazione delle offerte e all’assegnazione dei lavori. Il cronoprogramma Sempre in ottobre si procederà con l’altro bando, quello della messa in sicurezza dei terreni a confine con l’area di scavo (importo 2,8 milioni) e a dicembre sarà la volta delle gare che interesseranno tre delle nove regiones in cui è divisa la città (per un valore di 10 milioni di euro). Sempre entro l’anno vedrà la luce – assicurano al ministero dei Beni culturali – il bando per “il piano della conoscenza”, uno dei cinque interventi in cui si articola il progetto di 105 milioni finanziato con risorse comunitarie e interne. Pompei, insomma, si …

"La ricerca crea sviluppo", di Donatella Coccoli

Chirurgia endoscopica, assistenza agli anziani, riabilitazione pediatrica. L’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna produce robot ai servizio del cittadino. «Una tecnologia che, se potenziata, può creare nuovi posti di lavoro», afferma il direttore, l’ingegnere Paolo Dario. Un robot salverà l’economia? La produzione di automobili lascerà il posto a quella di oggetti dalle tecnologie raffinate e dai materiali leggeri? A due passi dai binari della stazione di Pontedera, c’è l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il luogo è di per sé significativo: una sorta di “campus anglosassone” all’interno di un edificio ristrutturato che un tempo faceva parte della cittadella Piaggio. La fabbrica della più grande azienda europea di scooter, colpita come tante dalla crisi, è là davanti, con il suo ingresso austero. Pochi metri di strada dividono i due edifici, ma la distanza è ben altra. Di là, la produzione industriale di beni di consumo ormai in picchiata, di qua la produzione di idee che si materializzano in macchine utili per il futuro della società, dell’ambiente e della medicina. Dai robot per l’assistenza agli …

"La ricerca crea sviluppo", di Donatella Coccoli

Chirurgia endoscopica, assistenza agli anziani, riabilitazione pediatrica. L’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna produce robot ai servizio del cittadino. «Una tecnologia che, se potenziata, può creare nuovi posti di lavoro», afferma il direttore, l’ingegnere Paolo Dario. Un robot salverà l’economia? La produzione di automobili lascerà il posto a quella di oggetti dalle tecnologie raffinate e dai materiali leggeri? A due passi dai binari della stazione di Pontedera, c’è l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il luogo è di per sé significativo: una sorta di “campus anglosassone” all’interno di un edificio ristrutturato che un tempo faceva parte della cittadella Piaggio. La fabbrica della più grande azienda europea di scooter, colpita come tante dalla crisi, è là davanti, con il suo ingresso austero. Pochi metri di strada dividono i due edifici, ma la distanza è ben altra. Di là, la produzione industriale di beni di consumo ormai in picchiata, di qua la produzione di idee che si materializzano in macchine utili per il futuro della società, dell’ambiente e della medicina. Dai robot per l’assistenza agli …

"Anna Politkovskaja e gli altri trecento. Quanto costa la libertà in Russia" di Ludmila Ulitskaya

Prima di Eltsin in Russia — in Unione Sovietica — non c’erano mai stati omicidi politici di giornalisti. Perché non c’era libertà di parola. Paradossalmente, gli omicidi di giornalisti sono cominciati nell’era eltsiniana, che — comunque si consideri questo semi-riformatore — ha dato alla Russia la libertà di parola. Una libertà enorme, che il Paese non aveva mai conosciuto. La censura in Russia è stata abolita. Ed è difficile dire quando fosse nata. In ogni caso, il primo testo antico-russo che comprende un indice dei libri proibiti fu scritto nel 1079. Quasi mille anni fa. La censura nel nostro Paese è quasi più antica dello Stato stesso. E tutt’a un tratto, dopo dieci secoli di controlli e divieti, dopo la censura religiosa e laica, imperiale e burocratica, dopo la crudele censura sovietica, ecco che nel 1991 la libertà di stampa è piovuta quasi dal cielo. Bisogna riconoscere che nell’ambito della creazione letteraria la fine della censura non ha avuto conseguenze particolarmente evidenti. E si capisce: la libertà interiore dello scrittore non dipende dall’autorizzazione dei potenti. …

"Anna Politkovskaja e gli altri trecento. Quanto costa la libertà in Russia" di Ludmila Ulitskaya

Prima di Eltsin in Russia — in Unione Sovietica — non c’erano mai stati omicidi politici di giornalisti. Perché non c’era libertà di parola. Paradossalmente, gli omicidi di giornalisti sono cominciati nell’era eltsiniana, che — comunque si consideri questo semi-riformatore — ha dato alla Russia la libertà di parola. Una libertà enorme, che il Paese non aveva mai conosciuto. La censura in Russia è stata abolita. Ed è difficile dire quando fosse nata. In ogni caso, il primo testo antico-russo che comprende un indice dei libri proibiti fu scritto nel 1079. Quasi mille anni fa. La censura nel nostro Paese è quasi più antica dello Stato stesso. E tutt’a un tratto, dopo dieci secoli di controlli e divieti, dopo la censura religiosa e laica, imperiale e burocratica, dopo la crudele censura sovietica, ecco che nel 1991 la libertà di stampa è piovuta quasi dal cielo. Bisogna riconoscere che nell’ambito della creazione letteraria la fine della censura non ha avuto conseguenze particolarmente evidenti. E si capisce: la libertà interiore dello scrittore non dipende dall’autorizzazione dei potenti. …

"Sarebbe esempio di buona politica" di Carlo Sini

La crisi è strutturale: così sento ripetere da amici economisti, da operatori finanziari e da alti dirigenti bancari angosciati per il problema attuale del credito, insufficiente a rilanciare l’economia e nondimeno bloccato dalla difficoltà, per non dire impossibilità, di previsioni attendibili sugli andamenti della finanza e del mercato. Benissimo, anzi malissimo, ma se la crisi è strutturale (e le parole hanno un senso), non ne usciremo restando confinati entro le logiche tradizionali. Né dentro le metodologie delle vecchie indagini statistiche, i sacri criteri valutativi e previsionali degli uffici studi accreditati dall’uso, dall’inerzia e magari da qualche inconfessato interesse. Bisogna sforzarsi di guardare i nostri problemi da una nuova prospettiva, con uno sguardo «da fuori», se così si può dire e per quel che è possibile. L’attuale campagna in favore della introduzione della Tobin Tax sembra un’occasione quanto mai propizia per farlo, anche per le sue ricadute politiche e più in generale morali. Tassare la mera speculazione finanziaria può infatti suggerire, tra le molte considerazioni che in questi giorni si moltiplicano, due argomenti molto generali ma …

"Sarebbe esempio di buona politica" di Carlo Sini

La crisi è strutturale: così sento ripetere da amici economisti, da operatori finanziari e da alti dirigenti bancari angosciati per il problema attuale del credito, insufficiente a rilanciare l’economia e nondimeno bloccato dalla difficoltà, per non dire impossibilità, di previsioni attendibili sugli andamenti della finanza e del mercato. Benissimo, anzi malissimo, ma se la crisi è strutturale (e le parole hanno un senso), non ne usciremo restando confinati entro le logiche tradizionali. Né dentro le metodologie delle vecchie indagini statistiche, i sacri criteri valutativi e previsionali degli uffici studi accreditati dall’uso, dall’inerzia e magari da qualche inconfessato interesse. Bisogna sforzarsi di guardare i nostri problemi da una nuova prospettiva, con uno sguardo «da fuori», se così si può dire e per quel che è possibile. L’attuale campagna in favore della introduzione della Tobin Tax sembra un’occasione quanto mai propizia per farlo, anche per le sue ricadute politiche e più in generale morali. Tassare la mera speculazione finanziaria può infatti suggerire, tra le molte considerazioni che in questi giorni si moltiplicano, due argomenti molto generali ma …