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“Agenda Monti”: molti dubbi e interrogativi, di R.P. da La Tecnica della Scuola

L’ “Agenda Monti” di cui il nostro sito ha già dato notizia è certamente un documento di grande interesse che però pone non pochi dubbi e interrogativi. “La scuola e l’università – si legge nel documento – sono le chiavi per far ripartire il Paese e renderlo più capace di affrontare le sfide globali. La priorità dei prossimi cinque anni è fare un piano di investimenti in capitale umano”. Parole nobili, nobilissime, la domanda è d’obbligo: con quali iniziative concrete il professor Mario Monti pensa di raggiungere questi obiettivi ?
Anche l’aumento dell’orario di cattedra era stato presentato da Monti come una operazione finalizzata a migliorare la qualità del sistema di istruzione.
Monti parla anche di motivare i docenti e di riconoscerne il contributo, ma subito dopo sottolinea la necessità di “completare e rafforzare il nuovo sistema di valutazione centrato su Invalsi e Indire” e si spinge fino a prevedere “un premio economico annuale agli insegnanti che hanno raggiunto i migliori risultati”.
L’idea non piacerà di certo a gran parte del “popolo della scuola” che da anni combatte contro l’uso delle prove Invalsi e contro ogni altri strumento che possa in qualche modo “misurare” risultati e prestazioni.
Ed è facile prevedere che l’ipotesi non troverà d’accordo neppure i sindacati del comparto.
D’altronde lo schema di regolamento sulla valutazione e l’autovalutazione della scuola approvato a fine agosto dal Governo (e di cui non si è saputo più nulla) aveva avuto il via libera del Cnpi e di una parte del mondo sindacale solo perché non prevedeva né premi né altri meccanismi di incentivazione.
Il programma contenuto nell’”Agenda Monti” risulta dunque in controtendenza persino rispetto ad una precedente decisione del suo stesso Governo e proprio per questo appare debole e poco credibile.
Anche se, come si sa, in politica vale sempre la regola del “mai dire mai”.
La Tecnica della Scuola 25-12-12

1 Commento

  1. gianluigi dice

    Gentile Manuela
    certo che per ciò che riguarda la Scuola l’Agenda Monti è poco credibile. Ma non solo questo. Nulla è credibile alla luce di questo incredibile anno (mi perdoni il gioco di parole) anno governato dai “tecnici”. Estremo rigore ma a direzione unica. Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. Non parliamo di previdenza perché mi viene ancora il magone (o rabbia, dipende, io sono uno del popolo di Q96).
    Di incentivare la motivazione dei docenti il prof. Monti può anche farne a meno. Nel mio piccolo ho assistito negli ultimi vent’anni al più spietato gioco al massacro e alla più totale presa di distanza fra Politica e Scuola. Un preciso disegno volto a dequalificare e screditare la Scuola agli occhi dell’opinione pubblica. Un po’ perché alle classi dominanti fa sempre comodo un popolo bue da muovere con un po’ di calcio e un po’ di televisione spazzatura. Un po’ perché in questo modo si giustifica il vergognoso rapporto di investimento che caratterizza l’Italia nei confronti di Istruzione e Ricerca.
    Ma io voglio soffermarmi su un particolare che mi sta particolarmente a cuore. Da tutte queste dichiarazioni sembrerebbe che siano i docenti ad ergere una barriera nei confronti di una valutazione del proprio operato. Nulla di più falso. Si contestano eventualmente gli strumenti, del tutto inidonei e spesso addirittura ridicoli. INVALSI e INDIRE sono quanto di peggio mi sia capitato di vedere in tutta la mia carriera. Quesiti, test, indicatori ecc. ecc. inattendibili, inaffidabili e manipolabili. Soprattutto avulsi da ogni meta didattica e formativa di qualità. Mi spiace per i sostenitori di tali sistemi ma la scuola italiana rimane una eccellenza in termini di formazione in senso lato. Prediligo sempre la contestualizzazione, il ragionamento, il sapere critico, rifiuto test e verifiche chiuse di ispirazione anglosassone. Non mi addentro oltre gentile Onorevole, ci sarebbe da occupare spazi eccessivi… Aggiungo solo che a fronte del disimpegno delle classi al potere, la Scuola Pubblica italiana ha saputo salvarsi solo grazie alla dedizione e alla motivazione dei suoi docenti che anno dopo anno hanno saputo reinventare metodologie e strategie, spendendosi anima e corpo per ovviare alle spaventose lacune di organizzazione e investimenti.
    Ma noi non abbiamo voce e dobbiamo ingoiare gli sfottò di un Presidente che non merita affatto la stima che gli si vuol attribuire. Quando parla di due misere orette che i docenti si rifiuterebbero di fare, non fa altro che girare il coltello nella piaga esibendo una disonestà intellettuale che francamente non gli fa onore.
    Mi scusi la … pizza.
    PS: non parliamo della signora Elsa Fornero… non ne vale la pena.
    cordialità e auguri per la sua ricandidatura.
    gianluigi

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