Giorno: 24 gennaio 2013

"Le prime due cose da fare per la scuola italiana", di Mila Spicola

Su scala internazionale si è attivato negli ultimi anni, in campo educativo, un confronto tra le politiche scolastiche dei singoli paesi mirato al miglioramento globale in cui la scuola italiana si attesta su valori complessivi sotto la media. Questo significa che si conoscono e si possono applicare modelli e politiche sperimentate con successo altrove?Certo studiarli eviterebbe le superficialità che in più di un’«agenda» stiamo scorgendo, laddove prendono come esempio modelli o riforme scolastiche che si sono ampiamente dimostrati fallimentari (su tutti quella di Blair). Dimostrando superficialità e incompetenza. Il sistema d’istruzione di un Paese attiene al simbolico e all’identitario di una nazione, e non è detto che ciò che va bene in Finlandia o in Corea del Sud (in cima alle classifiche per qualità e risultati)possa essere trasferito toutcourt nelle nostre scuole a meno delle necessarie cautele sperimentali. In questi giorni siamo sommersi di proposte del tipo «le cinque cose da fare subito per salvare la scuola». Il «subito» non attiene ai tempi lunghi di sperimentazione delle decisioni assunte in ambito educativo.Le necessità comunicative elettorali …

"Scuola, iscrizione on line 'negata' agli stranieri irregolari", da unita.it

Tra i campi obbligatori da compilare nelle iscrizioni scolastiche on line cè anche il codice fiscale, il che escluderebbe tutti i figli degli immigrati privi di permesso di soggiorno. Lo scrive in una nota Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, secondo cui tutto ciò «è inammissibile». «L’iscrizione – spiega – deve essere possibile anche per i figli di immigrati privi di permesso di soggiorno, come ci spiega l’articolo 38 del testo unico immigrazione, e il ministero deve provvedere a modificare i campi di iscrizione immediatamente». «È incredibile – conclude Lanni – che le famiglie e gli studenti quest’anno debbano affrontare mille difficoltà per iscrivere i propri figli a scuola». LA DENUNCIA DI MELTING POT Da quest’anno le iscrizioni alle scuole elementari si effettueranno solo on line. Sito intasato, dati non salvati, dati stravolti dopo il salvataggio, sono solo alcuni degli effetti di questa nuova procedura che hanno colpito i genitori di tutta Italia. Per chi non dispone di una connessione internet e di un computer le difficoltà sono ovviamente maggiori anche se …

"Il Veneto torna contendibile. Bersani e Renzi vanno là per tentare il colpaccio", di Rudy Francesco Calvo

A precipitare nelle stime di voto è soprattutto il Carroccio, che potrebbe diventare terzo partito. Di tutte le regioni in bilico era considerata la più difficile da espugnare. Oggi, invece, le speranze dei Democratici tornano a riaccendersi: in Veneto podemo farghela. A dirlo sono i sondaggi di questi giorni, che vedono il distacco tra centrodestra e centrosinistra passare dal 30 per cento delle regionali del 2010 ai pochi punti (3 o 4) di questi giorni, con il Pd primo partito intorno al 30 per cento. Ma soprattutto è il malumore diffuso tra gli ex elettori pidiellini e, soprattutto, leghisti a incoraggiare la corsa dei dem. I quali, non a caso, provano a giocare qui le loro carte migliori: lunedì Pier Luigi Bersani sarà al PalaGeox di Padova, seguito giovedì da Massimo D’Alema e il 15 febbraio da Matteo Renzi, che farà un tour nella regione (Verona, Vicenza, Belluno, Rovigo, Padova) su espressa richiesta del vertice nazionale del partito. Qui, infatti, il sindaco di Firenze può contare su un bacino radicato di sostenitori, che lo portarono …

"La finanza avvelenata", di Massimo Giannini

Come accadde già per il bubbone Bnl-Unipol di Consorte e per la Lodi-connection di Fiorani, il caso Montepaschi è uno scandalo finanziario ad altissima intensità politica. Il buco nero nei conti della banca «rossa» non è solo la fine indegna dell’ultimo residuo di «socialismo municipale» rimasto nel Paese. È anche una miccia innescata nel cuore fragile di un sistema creditizio opaco e autoreferenziale. Ed è anche una bomba incendiaria che deflagra in campagna elettorale, e che una destra ipocrita e disperata prova a scagliare contro una sinistra sbigottita e imbarazzata. Eppure non c’era nulla di più annunciato, nel clamoroso collasso della banca più antica d’Italia. Mps ha chiuso il 2011 con una perdita di 4,7 miliardi. Ora crolla di schianto. Sotto i colpi delle sue velleità: l’operazione Antonveneta, comprata al prezzo folle di 9,5 miliardi, sulla quale pende un’inchiesta giudiziaria che promette sfracelli. E sotto i colpi dei suoi trucchi di bilancio, che spuntano come funghi avvelenati. Prima i 150 milioni di costi del personale non contabilizzati. Poi i passivi devastanti sui contratti derivati, sottoscritti …

Bersani. "Serve un welfare senza povero né ricco"

“Se tocca a me nella Sala Verde di Palazzo Chigi si vedranno i Comuni, il privato sociale e il volontariato”, ha scritto su Twitter il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, incontrando le associazioni del terzo settore ad Albano Laziale in provincia di Roma, insieme ad Enrico Gasbarra e al candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Miracoli non può prometterne nessuno. In questo momento abbiamo una grande questione sociale aperta, che ci deriva da antiche debolezze e dalla recessione in corso, ma la crisi sociale è un tema troppo trascurato – ha aggiunto – è stato abbandonato dalla destra e responsabilità ne ha anche il governo tecnico. Il PD invece si impegna ad assumerlo come priorità”. Bersani intende condurre la campagna elettorale del partito sulla realtà del Paese. “Non mi piace il tanto politicismo – ha chiarito – il cabaret di una discussione che non riesce a prendere in mano la realtà. I nostri fratelli e sorelle italiani sono in un momento molto difficile. Tocca al pubblico, non al mercato, …

"Consigli al Professore", di Michele Prospero

Monti adesso ha paura di Bersani e, davanti a ogni telecamera, grida forte il suo «attenti al lupo». Pare che dietro il suo struggente innamoramento per i toni caricaturali, prediletti da certi media sia vecchi che nuovi, ci sia lo zampino del guru di Barack Obama. Sembra anche che proprio da oltreoceano gli sia venuto il suggerimento di surriscaldare ad arte il volume della polemica per conquistare così un po’ di visibilità. Certo, lascia sgomenti un senatore a vita che sale in politica perché i vecchi professionisti erano alla guida di macchine urlanti e rissose, e poi assume anche lui un tono muscolare e aggressivo degno del peggior tempo antico. Il caldo febbraio del Professore, che preannuncia una inverosimile escalation della sua verve polemica, desta un immenso stupore. Poiché la comunicazione è sempre al servizio di una politica, altrimenti è solo una innocua esibizione in attesa di una porzione magica, non guasterebbe che Monti chiarisse a se stesso il senso della sua operazione politica. Che un tecnico, che ritiene giusto assegnare le pagelle sulla capacità …

"L'incubo dell'Italia: pensione a 70 anni", di Rosaria Tallarico

Dopo che ieri si sono riaccese le polemiche intono agli esodati, una mezza bacchettata al ministro del Lavoro Elsa Fornero arriva anche dall’Europa. La sua riforma non è in linea con le regole Ue in materia di protezione dei diritti sindacali dei lavoratori a termine. Così almeno risulta da un documento della Commissione europea, che oggi annuncerà l’invio di un parere motivato contro l’Italia per la non corretta applicazione della direttiva del 1999. La colpa in effetti sarebbe quella di non avere sanato una violazione preesistente. «Il nostro giudizio complessivo sulla riforma resta positivo, e in particolare sul suo obiettivo di contrastare la frammentazione del mercato del lavoro» si è affrettato comunque a precisare il portavoce del commissario Ue al lavoro, Lazslo Andor, che lancerà domani il secondo passaggio della procedura. Sempre ieri, sono stati diffusi i risultati di una ricerca Censis-Covip secondo cui gli italiani sarebbero sempre più preoccupati per le future pensioni e il lavoro precario. Il 24,7% teme che dovrà aspettare i 70 anni prima di potersi ritirare. I giovani lavoratori (18-34 …