Giorno: 5 gennaio 2013

"Consultazione nazionale per salvare la scuola", di Benedetto Vertecchi

Nel considerare le proposte di politica scolastiche che incominciano ad essere formulate in vista delle prossime elezioni, conviene tener presenti quali siano stati gli aspetti che hanno caratterizzato l’azione dei governi della destra, e che sono stati in gran parte confermati dal governo dei tecnici. La politica scolastica della destra ha teso, nominalmente, a conferire maggiore efficienza al sistema dell’istruzione, a rendere più efficaci le decisioni a livello nazionale e locale, a ridurre i costi degli interventi attraverso il ridimensionamento della consistenza del servizio fornito dalle scuole pubbliche. È stato affermato il principio della parità delle condizioni d’intervento da parte delle scuole pubbliche e di quelle private, ponendo a disposizione di queste ultime risorse aggiuntive. Rispetto agli orientamenti prevalenti nel resto d’Europa (e, in genere, nei Paesi industrializzati), sono state compiute scelte in direzione contraria: in Italia è diminuito il tempo di funzionamento delle scuole (da distinguersi dalla durata delle lezioni), mentre altrove si è affermato un modello di scolarizzazione che organizza l’attività degli allievi dal mattino al pomeriggio avanzato e, talvolta, rende disponibili le …

Giunta e Consiglio Unione Terre d’Argine, la stima per Manuela Ghizzoni

“Stima e gratitudine per l’impegno, la passione e la competenza riposti nel suo lavoro”. “Ci auguriamo che le competenze e le capacità indubbie fino ad oggi espresse dall’Onorevole Ghizzoni non vadano disperse, ma vengano nuovamente messe al servizio dell’intera comunità e del territorio”: la Giunta e il gruppo di maggioranza del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine si schierano al fianco della deputata Pd Manuela Ghizzoni. L’invito che rivolgono alla politica locale e nazionale è che l’impegno e il lavoro svolto dall’unica presidente di Commissione parlamentare del Pd non venga vanificato, ma anzi valorizzato. Ecco la dichiarazione congiunta della Giunta e del gruppo di maggioranza del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine: «Come Giunta e come gruppo di maggioranza del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine, vogliamo esprimere all’Onorevole Manuela Ghizzoni tutta la nostra stima e la nostra gratitudine per l’impegno, la passione e la competenza che ha riposto nel suo lavoro. Lo sforzo di restituire all’università italiana, alla ricerca e all’istruzione la dignità che meritano sono stati i motivi conduttori che hanno caratterizzato il suo lavoro in Parlamento: ne sono …

Dichiarazione del segretario del PD di Carpi Davide Dalle Ave sulle primarie

Le primarie del 30 Dicembre sono state un momento importantissimo di democrazia e partecipazione che ancora una vota il Pd ha messo a disposizione dei propri elettori e del Paese per dare seguito ad una riforma concreta della politica e del rapporto tra cittadini ed istituzioni. Oltre 28000 votanti in provincia di Modena e 3664 a Carpi (pari al 44% rispetto alle primarie per la scelta del candidato premier) sono la risposta partecipativa concreta che gli iscritti ed elettori del Pd hanno dato anche in questa occasione. Manuela Ghizzoni, candidata carpigiana e deputata uscente, non ce l’ha fatta a essere tra le prime due donne votate: ancora una volta il PD di Carpi vuole unirsi alle tante testimonianze di stima e gratitudine che in queste ore stanno pervenendo a Manuela. Stima e gratitudine dovute al suo impegno svolto in questi anni in parlamento, sui temi della scuola, università, ricerca e non solo, oltre che per il ruolo fondamentale svolto a sostegno del nostro territorio, drammaticamente martoriato dal sisma il 20 e 29 Maggio scorso. Manuela …

"Cinque capi solitari", di Michele Prospero

È ormai appurato il nesso tra il declino sociale dell’Italia e l’anomalia del populismo. Se per populismo si intende l’irruzione di un capo che trascende la mediazione politica organizzata per abbracciare la gente indistinta in un contatto assorbente, tolto il Pd, continua per tutti gli altri il gran carnevale dell’antipolitica. Vecchi e nuovi leader danzano con le maschere del populismo sul corpo gracile di un paese in affanno. In una fenomenologia del populismo italiano, si rintracciano cinque varianti di una mobilitazione irregolare che, nelle sue esuberanze espressive, si discosta dal registro delle democrazie rappresentative consolidate. Continuano anzitutto le manifestazioni di un caricaturale etno-populismo mimato dalla Lega. Nel nudo territorio essa rinviene i tratti della spiritualità paganeggiante ed estrae i valori della appartenenza come un senso della geocomunità coesa da scagliare contro le élite al potere, contro qualsiasi irruzione di culture altre. Si attarda ancora sulla scena anche il populismo-patrimoniale-mediatico incarnato da Berlusconi e specializzato nella eterna denuncia di complotti e di arcane macchinazioni di oligarchie che ostacolano il lavoro salvifico del capo. Indebolito dai fiaschi …

"Il costo delle lobby", di Stefano Lepri

Nell’anno in cui a memoria d’uomo i consumi degli italiani si sono più ridotti, il costo della vita è cresciuto più che negli altri Paesi euro. Non è questa una spietatezza del mercato. E’ invece un segno che da noi il mercato funziona meno bene che altrove. Quando la gente fatica ad arrivare alla fine del mese, dovrebbe essere difficile ritoccare all’insù i cartellini dei prezzi. Nel 2012 ha pesato il rincaro del petrolio, che però è uguale per tutti i Paesi. In Italia un certo effetto aggiuntivo va attribuito a incrementi di tariffe pubbliche necessari a riportare i conti in ordine, che nel 2013 non si ripeteranno. Nell’insieme tuttavia la nostra economia appare più rigida delle altre. Uno degli obiettivi dell’austerità è appunto riportare l’andamento dei nostri costi e dei nostri prezzi in linea con quelli degli altri Paesi che condividono la stessa moneta. Restiamo anomali; secondo le previsioni correnti, può darsi che riusciremo ad avvicinarci nell’anno appena iniziato. Sappiamo bene che i tedeschi hanno in media stipendi più alti dei nostri. Andando in …

"Casini, il Porcellum e il caos al Senato", di Gianluigi Pellegrino

Casini è tornato ad intimare a Bersani di dimenticare Palazzo Chigi se la sua coalizione non avrà anche la maggioranza al Senato. Perché, ha aggiunto, «siamo in un sistema a bicameralismo perfetto». Posizione legittima, ma solo in astratto perché viene da chiedersi se il leader dell’Udc sia consapevole di evocare in questo modo il caos istituzionale. Atteso che ciò che vale per Bersani non può non valere per gli altri candidati-premier e Monti tra questi, le cui coalizioni sono ben lontane dall’avere la maggioranza, non solo al Senato anche alla Camera. Inutile aggiungere che per Monti è la conseguenza elementare della scelta di salire o scendere in campo, perdendo così, consapevolmente e per sempre, ogni ruolo di super partes che gli era stato assegnato e riconosciuto. L’uscita di Casini, se zoppica sul versante politico, allo stesso tempo fa leva su uno degli aspetti più assurdi della legge elettorale con la quale stiamo tornando a votare. Al Senato, infatti, il Porcellum si appresta a mostrarci il peggio di sé, perché verrà a sommarsi l’incomprensibilità di un …