“Ancora bastonate agli insegnanti”, di Francesca Puglisi
Premesso che ad oggi non abbiamo ancora fogli scritti su cui ragione per condividere le scelte del governo in tema di Legge di Stabilità e già non ci sembra un bel metodo abbiamo molto da temere per la
scuola dalle voci che arrivano alle nostre orecchie. Il ministro Profumo racconterà che è una semplice «reingegnerizzazione dell’orario di lavoro» e gli editorialisti benpensanti diranno che era ora di mettere mano all’orario degli insegnanti: «Questi fannulloni scriverà qualcuno usando pressappoco le parole di Berlusconi stanno due mesi in vacanza, cosa che nessun altro lavoratore si può permettere». La verità e i numeri, invece, parlano di un nuovo taglio di circa 6.500 posti di lavoro e 183 milioni di euro nella scuola, ottenuti facendo lavorare più ore gli insegnanti di sostegno delle scuole secondarie e facendo utilizzare durante l’anno scolastico le ore estive a disposizione degli
insegnanti. A contratto invariato. Ovviamente non saranno offerte più ore di sostegno agli studenti con disabilità, ma lo stesso insegnante dovrà seguire più studenti disabili, con una qualità che inevitabilmente rischia di abbassarsi. La situazione del sostegno in Italia, a differenza degli anni 90 quando il nostro Paese era considerato all’avanguardia, è in caduta libera e invece dell’integrazione e dell’inserimento scolastico, rischiamo di fare solo assistenza. Gli insegnanti italiani ricevono rispetto ai colleghi d’Europa lo stipendio più basso. Sono i docenti stessi a chiedere di poter fare a scuola quel lavoro ‘oscuro’, che nessuno oggi riconosce loro, di correzione dei compiti, di preparazione delle lezioni, di ricerca didattica. Vedendoselo conteggiato in busta paga. Serve un nuovo contratto nazionale, no un nuovo taglio di posti di lavoro nella scuola italiana.
Ancora una volta il Governo dei professori decide di proseguire con i tagli lineari di tremontiana memoria e di andare a far cassa sulla pelle viva della scuola. È grazie alla quotidiana generosità degli insegnanti che la scuola pubblica sta ancora in piedi. In tre anni, invece di reperire risorse con tobin tax e patrimoniale, l’86% del risparmio della spesa statale è stato prodotto tagliando l’istruzione e 132.000 posti di lavoro. Esattamente l’opposto di quel che ci raccomanda l’Unione Europea
che, nel documento strategico Europa 2020, per battere la crisi chiede ai Paesi membri di investire in una crescita intelligente ed inclusiva e all’Italia di aumentare il numero di laureati e di dimezzare il tasso della dispersione scolastica. Usando una metafora sgradevole tirata fuori di recente dal ministro Profumo a Genova, se «a questo Paese serve più bastone che carota», beh, possiamo dire che la scuola di carote ne ha sempre solo sentito parlare, ma in verità ha solo ricevuto tante bastonate. Ora siamo stanchi e diciamo basta. Se chi si è assunto l’onere di governare questa fase difficile del Paese, intende continuare a tagliare la scuola e a umiliare gli insegnanti invece di andare a scomodare chi non ha mai pagato il prezzo della crisi, chi non deve fare i conti per fare la spesa alla fine del mese, chi non rischia di non poter pagare le tasse universitarie ai figli, ce lo dica con chiarezza.
Perché allora è il tempo del coraggio e delle scelte di priorità che una politica democratica e progressista può tornare a fare.
L’Unità 11.10.12
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“Più ore di lavoro per i prof insegnanti pronti alla rivoltaPiù ore di lavoro per i prof insegnanti pronti alla rivolta”, di Alessia Camplone
Per il mondo della scuola sarebbe una rivoluzione. Gli orari degli insegnanti di medie e superiori potrebbero aumentare di un terzo in più a settimana, senza aumenti di stipendio. Da 18 fino anche a 24 ore. Un intervento che avrebbe pesanti conseguenze in particolare sui precari, per i quali resterebbero meno posti da supplente. A lanciare l’allarme è stato il sindacato, a proposito della legge di stabilità appena varata dal governo Monti. «Abbiamo saputo sostiene il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo che avrebbero intenzione di aumentare l’orario degli insegnanti. Un aumento di 4 o 6 ore che coinvolgerebbe anche gli insegnanti di sostegno». Il provvedimento potrebbe incidere sulle supplenze brevi, che verrebbero tagliate.
Probabilmente a questo si riferiva ieri Pierluigi Bersani quando si è scagliato contro le misure del governo in materia di scuola: «Temo di non sbagliarmi, ma sotto la parola complicata di ingegnerizzazione ci sono tagli di 6.300-6.400 posti di lavoro per gli insegnanti». I prof sono già esasperati per il blocco dei contratti, al quale si aggiunge quello degli scatti di anzianità fino al 2017. Sull’ipotesi di un aumento dell’orario di lavoro a costo zero il ministero non conferma e non smentisce. Il responsabile dell’Istruzione Francesco Profumo ieri mattina, riferendosi alla legge di stabilità, ha parlato di «un contributo di generosità» chiesto al mondo della scuola. Non ha dato altri particolari, aggiungendo però che «nella prossima fase contrattuale bisognerà pensare a modalità diverse». Un ulteriore riferimento del ministro è a un contributo di 182 milioni da parte della scuola che sarebbe stato rispettato «ma non con tagli diretti». Una dichiarazione articolata che potrebbe corrispondere ai timori del sindacato.
La questione diventerà un argomento in più per lo sciopero già indetto per domani dalla Flc Cgil. I lavoratori e gli studenti che aderiranno scenderanno in piazza in tutta Italia. Sono state proclamate 60 manifestazioni in contemporanea che coinvolgeranno anche le scuole non statali.
Come se non bastasse gli oltre 10 mila nuovi insegnanti immessi in ruolo il primo settembre scorso in questi giorni devono fare i conti con il mancato pagamento dello stipendio a quasi un mese e mezzo dall’assunzione. Secondo il sindacato dell’Anief, che ha mandato una diffida al ministero dell’Istruzione, ci sarebbe stato un intralcio burocratico. I contratti sarebbero stati inviati solo in forma cartacea alle ragionerie territoriali del Tesoro che «potrebbero impiegare mesi – sostiene l’Anief – prima di riuscire ad erogare gli stipendi agli interessati».
Il Messaggero 11.01.12

ottobre 11th, 2012 at 9:47 am
L’eventuale aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti, manderebbe a casa migliaia di docenti che siaccontentano di poche ore di lavoro, ma che comunque è importante, se non altro per avere un impegno per cui alzarsi la mattina. Oltre ad essere un problema economico, diventa un problema di equilibrio psicologico che perdendo il lavoro potrebbe saltare. Al solito sarebbero i più deboli a pagare il debito pubblico mentre politici, funzionari e faccendieri continuano a sprecare facendo “schifo all’Italia intera. Di fronte a provvedimenti legislativi così disastrosi occorre staccare la spina, mandare a casa il governo Monti, che ha esaurito la sua spinta propulsiva e sta affamando gli italiani e mandando a rotoli l’economia. Ugano Ferrini
ottobre 11th, 2012 at 2:02 pm
Non parliamo poi del Concorso truffa dove il ministro Pro fumo ha voluto prestare favori ai suoi amici .. giornalisti, ricercatori, …. che potranno trovare un nuovo impiego nella scuola. Quando mai in un concorso non si é tenuto conto dei servizi prestati nella scuola, ma solo dei titoli per pubblicazioni, ed altre amenità ?……non ci sono parole, solo tanto sconforto per i tanti giovani meritevoli e preparati che vorrebbero diventare dei bravi insegnanti, ma si vedranno costretti a cambiare strada…É vergognoso!
ottobre 11th, 2012 at 3:39 pm
Con la legge di stabilità il ministro Profumo, senza alcun pudore, chiede ancora un “contributo di generosità” da parte del mondo della scuola. Io gli rispondo come quando Maramaldo, al soldo degli imperiali, si avvicina a Ferrucci per ucciderlo, il mercante, che già era stato esposto al pubblico ludibrio, ha la forza di dirgli, prima di morire: “Vile, tu uccidi un uomo morto!”.
ottobre 11th, 2012 at 3:44 pm
Mi pare che l’orario di lavoro degli insegnanti debba essere oggetto di contrattazione collettiva e non di un atto unilaterale di un qualsiasi governo. I regimi dittatoriali si comportano così!
ottobre 11th, 2012 at 3:50 pm
Se il pd non manda a casa profumo, è segno che acconsente a questi tagli indiscriminati: se prima si bandisce il concorso e poi si taglia un terzo delle cattedre, significa che il ministro non capisce quello che fa. E’ nelle mani di qualche lobby che lo strumentalizza e lo rende ridicoli. Gelmini the second!
ottobre 11th, 2012 at 5:50 pm
@ GHIZZONI
Ma quando è che il PD riuscirà a sfiduciare questo vergognoso governo?
Purtroppo siete nella maggioranza e ne siete responsabili !!!
ottobre 11th, 2012 at 5:55 pm
SIAMO DIFRONTE AD UN GOVERNO ANTICOSTITUZIONALE E REAZIONARIO
ottobre 11th, 2012 at 6:12 pm
Se il pd voterà questa schifezza, può scordarsi il voto mio e quello dei miei familiari. Non voterò un partito che mi lascia senza lavoro
ottobre 11th, 2012 at 7:08 pm
ARRIDATECCE LA GELMINI!!!!!!!!!!!!!!
ottobre 11th, 2012 at 7:37 pm
E’ semplicemente vergognoso che una cricca di iperpagati personaggini operi in un modo del tutto antisindacale ed anticostituzionale ai danni di una categoria che è tra le più sottopagate in Europa. Un governo che pensa solo agli interessi delle banche e della classe politica (responsabili in primis del dissesto nazionale), non favorisce l’occupazione, ma schiavizza i propri cittadini pretendendo prestazioni decisamente superiori a quanto corrisposto, crea le condizioni per rendere disoccupato un docente su 4 meriterebbe solo di essere liquidato per manifesta incapacità se non per ragioni peggiori! Stiano attenti codesti signori perché a tirare troppo la corda, questa si rompe!
ottobre 11th, 2012 at 9:09 pm
@ tutti
Vorrei commentare ….ma cosa dire ????? è una situazione di m….., il tutto è assolutamente assurdo e privo di ogni logica .
Ma come si permette il profumo o chiunque altro a chiedere ancora sacrifici agli insegnanti ? Ma perché non si prende le sue carote …………
Non è bastato un ventennio di umiliazioni e vessazioni del governo di b. (non lo voglio nemmeno nominare) ci voleva anche un qualunque profumo a bastonarci ancora e ancora.
Io come tanti quest’anno ho terminato gli esami il 14 luglio e il 24 AGOSTO ero già in servizio, dove sono finiti i tre mesi di ferie ?????????
Mi sono rotto, ma rotto, ma rotto. Basta. I politici pensassero più al POPOLO (che dovrebbe essere sovrano) e molto meno agli interessi propri e a quelli dei loro conoscenti-….. .Con quello che hanno rubato alcuni di loro si poteva fare una finanziaria, salvare posti di lavoro,dare a noi la sacrosanta pensione dopo una vita dedicata alla scuola….. ma si sa queste sono “Quiscuilie” l’importante è ……………….. cosa ????? !!!!!!!!!!! Pio
ottobre 11th, 2012 at 9:24 pm
Come al solito il populismo e la demagogia impazzano, ma quando sono i “Professoroni” bocconiani a fare certe proposte, uno si chiede davvero in quale scuola hanno studiato …. per diventare tali. Il contratto di lavoro pare diventato un optional, basta un tavolo a palazzo Chigi tra un’acqua frizzante e un analcolico, e decenni di contrattazione vanno a perdersi. Avete un’idea degli spezzoni orari, sedi disagiate, plessi scolastici separati, KM di viaggio a carico dei docenti, che già si sobbarcano multiclasse, pluriclassi, plurisedi, pluri e multiple riunioni a raffica di consigli di classe, collegi docenti, programmazioni, verifiche, correzione di elaborati? Docenti che lavorano su 3-4-6-9-18 classi che improvvisamente si vedono raddoppiare alunni e carico di lavoro… il tutto quantificato in 2-4-6 ore in più di orario cattedra? Ma anche un postino che passa per consegnare la corrispondenza in un istituto scolastico conosce e si rende conto di come l’orario cattedra è virtuale, il carico di lavoro è proporzionale in modo logaritmico alle ore “frontali”. Commissioni, progetti, rapporti con le famiglie, orari incastrati a puzzle su più scuole…. evviva aumentiamo le ferie e risolviamo tutto. Tutto aumenterà, i pranzi in sede per rientri pomeridiani, per l’aumento delle riunioni, il chilometraggio da percorrere a carico del docente per raggiungere i plessi lontani, ma non aumenta lo stipendio… anzi in proporzione alle ore lavorate questo dimunisce. E’ come dire ad un operaio: “Lavora un’ora in più, potrai dormire un’altra ora, andrai a letto prima”! Gioiranno i dirigenti che dovranno districarsi nell’assegnazione delle cattedre, nella stesura di orari e riunioni…. aumenterà il numero di alunni per docente con moltiplicazione delle fantomatiche programmazioni “personalizzate” (che comica). Ci sono docenti con 2-3-4 alunni a testa (sostegno), altri con 35-50 alunni (lettere) altri con 90-120-180-300-400 (alcuni docenti arrivano al record di 420 alunni a testa). Evviva appunto la personalizzazione dell’insegnamento. Aumentano i casi di alunni con DSA, alunni stranieri che non conoscono la lingua, casistiche di disagio sempre più complesse. Ecco la soluzione e panacea, aumentiamo le ore di lavoro (gratis). Già è problematica la sostituzione di docenti in malattia, con questo incremento di ore e diminuzione di docenti aumenterà il disagio di classi accorpate, mancate coperture e vigilanza. Bravi Professoroni!!! perché invece di aumentare le ferie non ce le diminuite, e in cambio ci aumentate lo stipendio bloccato ad libidum?
ottobre 11th, 2012 at 11:54 pm
Profumo,VATTENE A CASA!
ottobre 12th, 2012 at 7:10 am
Vi rendete conto che la maggior parte dei docenti, che fanno 2 ore settimanali per classe (musica, arte, francese, ginnastica etc.), ai quali vanno aggiunti in misura minore gli altri (inglese, e matematica x esempio), con l’aumento delle 6 ore, si troverebbero, vista la contrazione delle classi e il sempre maggior numero di alunni per classe, a dover completare l’orario su due (minimo), ma anche tre scuole… obbligando il docente a spostarsi di qua e di là come un commesso viaggiatore?
E’ chiaro che la proposta del Ministro, troverà consenso in coloro che considerano gli insegnanti fannulloni etc. coloro che però non sanno che, alle 18 ore di lezione, si devono aggiungere molte altre ore di lavoro, per esempio un’insegnante di lettere si trova abitualmente a correggere una cinquantina di compiti e così matematica, latino etc. pensate che questo lavoro, lo si svolga in pochi minuti? e le riunioni collegiali, i rapporti con le famiglie etc. dove li mettiamo?
Credo che una proposta così scellerata, almeno per pudore verso una categoria di lavoratori sottopagati, che lavorano in condizioni decisamente indecenti, ma con responsabilità e doveri non da poco, almeno in questo momento i nostri governanti se la potevano risparmiare.
E’ inutile che aggiunga, perché mi pare palese, il danno che l’aumento dell’orario di lavoro dell’insegnante, arrecherebbe sull’assunzione di nuovi docenti etc.
vergogna!
ottobre 12th, 2012 at 7:12 am
Occore, prima di tutto eliminare la forte penalizzazione in busta paga di chi sciopera.Nei fatti e’ stato annullato il diritto di sciopero se un povero cristo si vede togliere 100 euro per esercitare un diritto fondamentale-Di tanto ne sono responsabili i Sindacati, in primis la CGIL scuola.Va bene una decurtazione per la giornata che non hai lavorato, ma non importi elevati e indecenti-Cosi’, in modo indegno si e’ eliminata la protesta !Questa gentaglia che ci sta governando, e il PD che li appoggia,ci stanno annichilendo.Occorre costituire un nuovo Sindacato, come la CGIL degli anni ’70! facciamolo, sul WEB, subito, ora!Abbiamo un’arma formidabile che e’ Internet, e se io sono un vecchio insegnante incartapecorito, chiedo ai giovani, che sanno, di promuovere una nuova e coordinata protesta via WEB
ottobre 12th, 2012 at 1:16 pm
Intanto il pd il mio voto alle regionali se lo può scordare perchè ho aperto finalmente gli occhi e ho capito di non essere tutelato come si deve da questo partito.Noi docenti abbiamo già dato in tanti modi ora basta. Vedremo come si comporta il pd in questa vertenza sull’orario di lavoro altrimenti di nuovo voterò e farò votare per un partito di opposizione
ottobre 13th, 2012 at 6:49 pm
@ GHIZZONI
Sfiduciate subito Monti!!!
E’ l’unico modo per prendere le distanze da questo conato di vomito reazionario che rappresenta il governo!
BASTA, BASTA, BASTA !!!
ottobre 14th, 2012 at 12:57 pm
A chi ci sollecita a non limitarci alle parole, rispondo che ora il PD si limita a rendere pubbliche le intenzioni – attraverso le dichiarazioni dei suoi dirigenti – perchè quanto è stato annunciato sulle 24 ore non è ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Alle intenzioni di contrastare una misura iniqua, dannosa e populistica (perchè fa proprie quelle “chiacchiere da bar” – vi ricordate, ne abbiamo parlato più volte – sugli insegnanti che “fanno 3 mesi di vacanza e lavorano solo 4 ore la mattina”) seguiranno le azioni necessarie quando la Legge di stabilità approderà alla Camera, probabilmente la prossima settimana.
Nel frattempo bisogna – TUTTI INSIEME – creare un fronte esteso contro questa norma e convincere chi la ritiene positiva che si sta sbagliando, probabilmente ingannato da un pregiudizio.
Questo è il tempo in cui l’orgoglio degli insegnanti deve prevalere sul senso comune
ottobre 15th, 2012 at 12:43 pm
[...] Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, ricorda che In tre anni, invece di reperire risorse con tobin tax e patrimoniale, l’86% del risparmio della spesa statale è stato prodotto tagliando l’istruzione e 132.000 posti di lavoro. Esattamente l’opposto di quel che ci raccomanda l’Unione Europea che, nel documento strategico Europa 2020, per battere la crisi chiede ai Paesi membri di investire in una crescita intelligente ed inclusiva e all’Italia di aumentare il numero di laureati e di dimezzare il tasso della dispersione scolastica. [...]
ottobre 15th, 2012 at 3:56 pm
@ GHIZZONI (attacco alla legge 104)
Gentilissima Onorevole, come si muoverà il suo partito nei confronti dell’attacco miserabile (se la prende con i disabili , roba da Germania nazista )
contro la legge 104 ?
Attendiamo in molti una risposta , grazie.
ottobre 17th, 2012 at 10:34 pm
A proposito dei carichi di lavoro degli insegnanti
Sui carichi di lavoro degli insegnanti c’e sempre stata una grande ipocrisia da parte di tutti gli addetti al settore ( e anche da parte del sindacato) poiché chi lavora nella scuola può vedere come i carichi di lavoro sono oggettivamente molto differenziati: innanzi tutto ci sono dei colleghi per i quali il lavoro è, nei fatti, quasi un part-time ( parlo degli insegnanti di religione, ginnastica e di alcune materie orali ) che non hanno oneri aggiuntivi per la correzione delle prove scritte e il loro impegno pomeridiano tutt’al più si limita alla preparazione delle lezioni ( tranne che per gli insegnanti di educazione fisica che non hanno nemmeno questo onere). Si tenga che la correzione delle prove scritte per le materie che le prevedono richiede un impegno pomeridiano aggiuntivo non marginale : basti pensare che un insegnante di matematica con 5 classi di 25 studenti deve preparare, correggere e valutare mediamente 600- 800 elaborati in un anno scolastico (quantifichiamole in 150-200 ore l’anno). Vogliamo poi paragonare l’impegno in classe di un insegnante di lettere, di matematica o di lingue delle scuole superiori con quello dell’insegnante di educazione fisica o con quello di un insegnante di sostegno che deve seguire 2-3-4 alunni ? ( la normativa prevede che il docente di sostegno non abbia nemmeno l’onere della preparazione e correzione delle prove differenziate). Infine teniamo conto che alcuni colleghi non sono mai impegnati negli esami di maturità mentre altri lo sono tutti gli anni per cui la differenza fra i periodi effettivi di lavoro e di pausa è sostanziale (da 75 giorni di vacanza per i primi a 45 per gli altri).
In buona sostanza ritengo che se si vogliono aumentare le ore di lavoro dei docenti italiani si potrebbe cogliere l’occasione per riequilibrare i carichi di lavoro che risultano già eccessivi per alcuni docenti e assolutamente troppo ridotti per altri e per iniziare a riconoscere finalmente il merito a chi lavora.
ottobre 18th, 2012 at 10:31 am
LE ORE DIDATTICHE E IL LAVORO SOMMERSO: UNA PROPOSTA
Credo che l’unica lotta praticabile e seria non sia quella di battere cassa per pretendere quello che ci dovrebbe spettare se lavorassimo 6 ore “in più”: noi siamo già abbondantemente sottopagati perché non solo i nostri salari sono molto al di sotto della media europea (e forse extraeuropea), ma anche il nostro cosiddetto “lavoro sommerso” viene totalmente (e appositamente) ignorato, tanto dalla pubblica opinione quanto dalle Istituzioni, Ministero incluso, e dunque ritengo che la prima cosa da fare sia il riconoscimento di tutte le mansioni propedeutiche, complementari e successive alle ore di lezione in classe, oltre (ovviamente ) alle 80 ore annuali (40+40) di attività funzionali all’insegnamento”. Un riconoscimento non immediatamente economico di questo lavoro, che va dalle 3 alle 4 o più ore al giorno in media, ma differentemente da disciplina a disciplina insegnata, darebbe un’idea approssimativa ma più realistica del lavoro “reale” svolto dall’insegnante medio. È ovvio che la mancata regolarizzazione di tale lavoro, dunque la sua mancata quantificazione pur forfetaria, può spingere (e spinge) alcuni docenti a minimizzare o talvolta persino annullare, anche se non totalmente (impossibile!), tale lavoro sommerso. Una controproposta costruttiva, forse provocatoria ma assolutamente onesta e adeguata, potrebbe dunque essere quella di richiedere una permanenza a scuola obbligatoria degli insegnanti, di 36 ore settimanali, con orario spezzato o continuativo, in modo da poter svolgere tale lavoro dentro l’edificio scolastico, a spese dello Stato, in uffici o locali all’uopo attrezzati, con computer, collegamento Internet, stampanti, materiale di cancelleria a disposizione, oltre alle ore didattiche, che non dovrebbero mai essere più di 18, e che anzi con l’avanzare dell’età anagrafica dovrebbero poter essere diminuite, dato che ci si costringe al lavoro fino quasi ai 70 anni!
Tale impostazione potrebbe essere la base per piattaforme dove, poi, poter parlare di salari e, finalmente, poter parlare di adeguamento alle medie europee. In attesa di tale tipo di “riforma” possibile, propongo ai colleghi di adottare una forma di protesta a spese zero: non più scioperi a 80 € a botta, che scoraggiano i già poco remunerati docenti e ingrassano le casse dello Stato, senza magari sortire risultati apprezzabili, ma un lavoro docente ridotto all’osso, ossia alle 18 ore che ci riconoscono come sole ore lavorative, in cui effettuare tutto: docenza, compilazione registri, preparazione lezioni, ricerca materiali, correzione compiti, aggiornamenti e studio, ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.. Tale forma di protesta andrebbe comunque comunicata agli alunni, alle famiglie, a chiunque, in modo da renderla comprensibile, significativa e motivata, anziché solo un “altro” espediente per “lavorare poco”. Attendo feedback.
ottobre 18th, 2012 at 4:43 pm
la misura è colma….io sono nato nel 1952,da questo governo ho avuto l’allungamento di cinque anni di lavoro quando mi accingevo ad andare in pensione,attualmente insegno per 23 ore settimanali e le cinque ore in più mi consentono di pagare il mutuo della casa che dopo tanti anni di duro e malpagato lavoro sono riuscito ad avere,adesso scopro che l’anno prossimo dovrò lavorare 24 ore con una diminuzione di stipendio di circa 500 euro….Io sono nato in una famiglia di comunisti,ho amato i Pajetta,i Boldrini,i Berlinguer….altri tempi….e successivamente ho sempre votato a sinistra….ma se il PD fa passare questa norma che ci riporta alla schiavitù Grillo alle prossime elezioni avrà un voto in più…..tanto peggio di così non può fare neppure Grillo Sergio Petroncini Forlì
ottobre 26th, 2012 at 4:44 pm
Ora mi aggredirete tutti…Però nonostante io sia un’insegnante (liceo linguistico) non vedo tutto questo accanimento.
Purtroppo non posso dirlo, ma le correzioni dei compiti mi tolgono un paio d’ore la settimana, non di più, e lo faccio a casa, mentre mia figlia gioca vicino a me. Più impegnative sono le riunioni e gli incontri con le famiglie…ma di certo non torno a casa tutte le sere distrutta dalla giornata di lavoro. Ci sono professioni molto più usuranti.
Credo che tutti dobbiamo dare di più, ci sono operai che per salvarsi il posto accettano più ore e imprenditori stessi che restano in ditta a lungo per cercare di appianare debiti e problemi. Un aumento del monte ore del genere è accettabile, secondo me. Ma come al solito in Italia non si può modificare nulla che subito si smuovono le piazze e gli scioperi.
Basta solo pensare a lavorare di più. Siamo tutti messi male casomai non ve ne foste accorti.
Saluti
ottobre 27th, 2012 at 1:36 pm
@ INSEGNANTE SCUOLA MEDIA
Non ti sembra che il governo monti abbia protetto i ricchi e si sia accanito sui più poveri? E poi finiamola di fare la guerra tra poveri , è quello che vuole monti: DIVIDE ET IMPERA ! Non so se mi spiego !
ottobre 29th, 2012 at 8:38 pm
@ INSEGNANTE SCUOLA MEDIA
Nessuna aggressione, ma qualche precisazione. Se ti bastano due ore per correggere i compiti, complimenti! Deduco, inoltre, che non hai bisogno di preparare le lezioni. Io insegno lettere in una scuola media e se non voglio ridurmi a fare il pappagallo di me stessa, ma voglio calibrare la mia azione didattica sugli studenti reali che ho di fronte e che cambiano di classe in classe e di anno in anno, devo aggiornarmi e preparare lezioni diverse a seconda dei casi. Certo, la tipologia del professore pappagallo è sempre presente nella scuola e fa danni incommensurabili, ma per fortuna la maggior parte dei docenti non è così. E poi la scuola ha già dato abbastanza, ma forse tu non hai alunni stranieri neoarrivati e non hai dovuto fare i conti con i tagli di compresenze, distacchi, facilitatori linguistici: i miei alunni neoarrivati rischiano ormai di fare arredamento supplementare, perché è difficile seguirli individualemnte se si pensa che sono inseriti in classi di 28 alunni con competenze linguistiche diversificate.
ottobre 29th, 2012 at 9:19 pm
Che bello avere una docente che corregge i compiti vicino alla figlia che gioca!
Chissa quanti errori passseranno sotto gamba a causa della distrazione della figlia! Comunque complimenti davvero!!!!!
Io insegno matematica in due quinte superiori e non mi sognerei mai di correggere i compiti vicino a mio figlio che gioca! Nonostante insegni da 10 anni ho sempre bisogno di rivedermi le cose la sera prima che le spieghi. (INSEGNO ANALISI MATEMATICA!!!!!!!) Altro che ci sono sono lavori piu usuranti dell’insegnamenti. Scusa collega ma quanto spieghi la tua lezione ti fermi un attimo per capire se la tua classe fatta da 28 /29 alunni abbia compreso qualcosa?
ottobre 30th, 2012 at 3:29 pm
Mi pare davvero la guerra tra poveri… Comunque mi preme precisare che come insegnante di sostegno , nonostante mi curi SOLO di due o tre alunni, non mi sono mai sognata di far preparare ai colleghi di corso le verifiche che riguardano non solo la mia materia , lettere, ma anche matematica, scienze , tecnica, storia dell’arte ecc. Ovviamente create appositamente per ogni singolo alunno, in sintonia con gli argomenti affrontati e il livello raggiunto. Inoltre mi sono specializzata negli anni a inventare esercizi da proporre loro quotidianamente o ad adattare / semplificare / riformulare testi, narrativi e specifici, nel lessico e nelle strutture sintattiche… Senza contare la progettazione, preparazione di materiali e attività laboratoriali per gli alunni con handicap più gravi…. (non mi dilungo…). Collega Giorgio, ti assicuro che i miei pomeriggi non sono “leggeri” dopo mattinate impegnative dedicate a ragazzi difficili che comunque tento in tutti i modi di far evolvere e di riscattare.
Per la precisione insegno in una scuola media statale..
ottobre 30th, 2012 at 5:46 pm
Cari colleghi, voi pensate che l’emendamento sugli esodati e Quota 96 passerà?
Io sono sicuro di no! Spero solo nel prossimo governo . Che ne pensate ?
novembre 2nd, 2012 at 3:20 pm
Condoglianze vivissime ,Manuela, per il grave lutto che l’ha colpita!