attualità

Segui le elezioni minuto per minuto

Entra nel post per poter usare i link:

20 Commenti

  1. Pietro dice

    Non mi piace molto l’espressione “fini elettroralistici”: ricorda molto le tre F dei governanti borbonici, feste, farina e forca. Io credo che un parlamentare debba considerarsi in primo luogo rappresentante dei propri elettori e muoversi di conseguenza. Non entro nello specifico della questione, che non conosco, ma ho l’impressione che questo l’assenza di questo approccio sia il punto debole del PD. Governare secondo le proprie valutazioni, anziché secondo quelle dell’elettorato, è un approccio settecentesco da “sovrano illuminato” che sa tutelare gli interessi dei cittadini meglio dei cittadini stessi, che è stato soppiantato dall’avvento dei sistemi democratici ed è perdente in un paese che scegle i propri rappresentanti tramite elezioni. Se concediamo alla destra i precari (e se la destra si comporterà con furbizia potrà approfittarne per mettere un piede nell’università, mondo tradizionalmente legato alla sinistra, con tutto quello che ne conseguirà in termini di egemonia culturale), i tassisti, i commercianti, gli operai, alla fine dove li troviamo i voti per vincere le elezioni?
    Riguardo al problema sollevato da ric. pre., credo che qualche ragione la abbia. Lui ha detto che i concorsi previsti (e non realizzati, anche questo incide sul consenso!) dal centrosinistra erano 1400 l’anno, mentre nel decennio precedente se ne erano fatti oltre 1800. In un riflesso da campagna elettorale gli è stato chiesto di precisare quanti ne erano stati fatti dal governo Berlusconi II. Questa è stata una risposta da polemica politica destra-sinistra che non ha risposto alle obiezioni. Se il Prodi II ha ridotto i concorsi rispetto alla media del decennio precedente, io penso che il Prodi II abbia fallito e non abbia risposto alle aspettative. Forse fossero stati fatti più concorsi, nessuno si sarebbe aspettato stabilizzazioni e non avremmo perso tanti voti. Da sommare a quelli di tassisti, operai e commercianti….

  2. Per Pietro: forse è come dici tu. Permettimi, però, di entrare merito della questione.
    Stando a quanto dice, Ric. Pre. non ci ha votato perchè nella Finanziaria 2007 non abbiamo dato avvio alla stabilizzazione dei ricercatori precari. Questa eventualità non era mai, ripeto, mai stata inclusa nel nostro programma, che invece parlava di un piano pluriennale di immissioni in ruolo mediante selezione basata sui meriti scientifici. E a questo piano ci siamo attenuti: i risulati sono stati deludenti (colpa nostra, anche perché contemporaneamente non abbiamo incrementato i trasferimenti in favore dell’università e della ricerca) per i motivi esposti nei precenti commenti. Ma non può esserci stata alcuna aspettativa tradita e nemmeno messaggio sbagliato, poichè “stabilizzare” non è mai stato da noi sostenuto: insomma non ne abbiamo mai parlato.
    Semmai, è vero il contrario: non aver sostenuto la stabilizzazione, perchè crediamo sia la risposta SBAGLIATA per i mali che dobbiamo estirpare dal sistema universitario (baronie, clienetele, nepotismo, mancanza di valutazione oggettiva) ci ha alienato il voto di chi, purtroppo, è “vittima” di quegli stessi mali.
    Insomma, nel caso specifico, è la coerenza che ci ha puniti, cioè aver dichiarato il nostro no alla cooptazione, in favore della valutazione. Tu dirai che non siamo in grado di sintonizzarci con le aspettative degli elettori: può essere vero. Ma allora, ti chiedo: avremmo dovuto sostenere – e solo per fini elettoralistici – un provvedimento sbagliato, lontanissimo dalla nostra idea di aprire l’università ai migliori talenti, sulla base di criteri oggettivi?

  3. Aldo dice

    Caro Pietro,

    il fatto che un deputato si trovi a dover spiegare ad un suo (ex) elettore le ragioni di una scelta opposta alle aspettative che lo avevano spinto a dare il suo voto mi sembra emblematico dell’incapacità della sinistra di farsi “rappresentante” e non “governante” dei suoi elettori.
    Si risponderà che l’elettore ha capito male durante la scorsa campagna elettorale: forse è così, ma in questo caso sarebbe ugualmente grave fare campagne elettorali lasciando trapelare messaggi sbagliati. Il risultato è che l’elettore si fa l’idea di politici che promettono e non mantengono.

  4. Riprendo la chiacchierata con Ric. Pre. perché i temi posti sono davvero importanti e meritano tutta l’attenzione possibile.
    Ti spiace se riprendo i punti in ordine inverso?

    3) perché i ricercatori no e gli autisti sì? Perché la ricerca (non me ne vogliano gli autisti) è davvero il settore strategico in grado di far crescere socialmente ed economicamente il Paese. Pertanto solo i migliori, selezionati con criteri oggettivi e internazionali, ne dovrebbero far parte. Ad ogni modo, per guidare un autobus è necessaria una patente di guida che si ottiene superando un esame che attesta oggettivamente le abilità dell’autista: saliresti su un autobus condotto da un autista non patentato? Tra i ricercatori precari ce ne sono tanti meritevoli e tanti altri che eccellono nell’arte della piaggeria. Ritieni davvero che i criteri adottati per attribuire un assegno di ricerca oppure per ottenere un incarico di insegnamento siano attualmente i più idonei per selezionare il candidato migliore? No, non è così (lo so io e lo sai anche tu), basta pensare al fatto che l’assegno di ricerca è “cucito” sul profilo scientifico del ricercatore, pertanto non puoi ritenere che la sua attribuzione comporti una vera selezione. Condivido pienamente quando parli di spocchia del mondo accademico e di pressioni della CRUI e del mondo baronale (nel mio intervento precedente ho parlato dei concorsi come prassi di potere), ma non posso essere d’accordo quando dici che la sinistra avrebbe difeso l’odioso meccanismo dei “ricatti”. Con l’immissione in ruolo di ricercatori mediante il nuovo regolamento avremmo proprio depotenziato il sistema del potere baronale, in favore della trasparenza e del merito. Viceversa, sei proprio convinto – perché è questo il punto – che la stabilizzazione non sia un modo per perpetuare il sistema della cooptazione, della clientela e della raccomandazione? La nostra analisi mi pare simile, mentre è diversa la soluzione proposta: pertanto seguirò l’invito che mi rivolgi e rifletterò attentamente su questo punto, ma non credi che anche tu potresti soffermarti su cosa sia realmente giusto per la ricerca del nostro Paese? Magari potremmo convenire che l’università e la ricerca hanno bisogno semplicemente di autonomia responsabile basata sulla valutazione. E magari potemmo partire proprio da qui, per i prossimi scambi di opinione;

    2) abbiamo avuto la presunzione (questo sì, è stato un errore) di ritenere urgente l’immissione di giovani ricercatori nell’università, selezionandoli con una prassi che fosse trasparente e allineata agli standard internazionali. Per questo motivo, la finanziaria 2006 prevedeva risorse aggiuntive e un decreto sui nuovi criteri di selezione, che doveva assumere la forma del regolamento essendo un decreto ad evidente contenuto normativo. La nostra volontà di intervenire in questo modo non è stata determinata da imperizia, ma dalla constatazione che la normativa sui concorsi da ricercatore risultava già abrogata (l’art. 1 L.210/98 è infatti stato abrogato dall’art.1 comma 22 L. 230/2005) e solo transitoriamente resa ultrattiva (l’art.1 comma 7, L. 230/2005 tiene transitoriamente in vita fino al 30.9.2013 il DPR 117 del 2000 per le procedure di reclutamento). Stando alla Corte dei Conti abbiamo sbagliato, ma lo abbiamo fatto sulla scorta di un ragionamento. L’iter di approvazione (mancata) si è protratto per un intero, lungo, anno: dopo il parere positivo espresso dal Consiglio di Stato il 5 dicembre 2007, la vicenda sembrava avviarsi ad una conclusione positiva, ma nel gennaio scorso la Corte dei Conti ha chiesto nuovi chiarimenti. La corposa e circostanziata risposta del Ministero, che aveva già convinto il Consiglio di Stato, non ha persuaso la Corte dei Conti, che si è espressa negativamente il 13 marzo (in piena campagna elettorale). Pertanto, alla luce di questo iter tormentato, piuttosto che di “incompetenza”, parlerei di “schermaglia” normativa, che ha avuto quale unico esito quello di bloccare la riforma, che Mario Mauro (il responsabile Università di FI che ho citato nel commento precedente) ha definito “così innovativa”. Ma dopo tanto parlare di leggi e di stabilizzazione, potrei conoscere la tua opinione, sull’avversato regolamento?
    1) con i 140 ml messi a disposizione nella finanziaria 2006 ti confermo che possono essere banditi (e pagati negli anni successivi) complessivamente 4200 nuovi posti da ricercatore cofinanziati dagli Atenei. I 1056 che tu stesso citi, infatti, ne costituiscono la prima tranche, finanziata con i 20 ml previsti per il 2007 che abbiamo sbloccato con il decreto legge 5 settembre 2007. Per i restanti 120 ml (40 per il 2008 e 80 per il 2009), e nell’attesa che il nuovo regolamento venisse registrato dalla Corte dei Conti, pensavamo di procedere analogamente, cioè predisporre una norma specifica, ma la caduta del Governo ha interrotto l’attività legislativa. Non è quindi “necessario” sperare nel centrodestra per ottenere lo sblocco, ma nel buon senso di tutte le forze politiche: le risorse disponibili ci sono e il PD presenterà un apposito emendamento nel primo provvedimento utile.
    Interessante la media delle immissioni in ruolo nel decennio 1999-2008 (vale a dire tre governi), ma il mio quesito riguardava i concorsi svolti durante il mandato della ministra Moratti (giugno 2001 – aprile 2006), con l’accortezza di sottrarre quelli dovuti a “Berlinguer”.

  5. Pietro dice

    per Aldo: perché spiegare le ragioni di una scelta (magari sbagliata ma legittima) è percepito come l’atteggiamento spocchioso di chi vuole “spiegare come si governa”?

  6. ines dice

    X ric. prec.
    sto seguendo questo bel dibattito.
    Lamenti una situazione generale difficile: baronie, clientele ecc ecc eppure hai condannato con il tuo voto solo chi voleva cambiare questa situazione.
    Non riesco a trovare consequenzialità tra l’analisi e la soluzione che tu proponi.
    Hai 5 anni di tempo per pensarci e forse guariremo un po’ tutti dallo strabismo che ci ha colpito.

  7. ric prec dice

    Rispondendo brevemente:

    1) in realtà i posti banditi non sono stati 4000 in 3 anni (media 1333 l’anno), ma 1056 in quanto la bocciatura del regolamento Mussi-Modica (punto 2) ha bloccato lo stanziamento per gli anni 2008 e 2009. Tocca sperare nel centrodestra per lo sblocco… La media annua di concorsi da ricercatore nel periodo 1999-2008 è stata di 1870 posti per anno.

    2) il regolamento è stato bocciato per diversi motivi, fra i quali quello citato dall’Onorevole.
    Ma il motivo più importante è la gerarchia delle fonti giuridiche: un regolamento ministeriale non può sostituire (e quindi abrogare) una legge della Stato. Il fallimento del centrosinistra su questo punto è stato quindi sostanzialmente un problema di incompetenza giuridica. Cosa assai grave per chi si trova al governo di un Paese.

    3) apparentemente tutto giusto, ma perchè questi discorsi non sono stati applicati a tutte le
    stabilizzazioni? Perché riteniamo gli autisti comunali precari meritevoli di essere stabilizzati e idonei a guidare un pullmann con sopra 20 bambini e non riteniamo i ricercatori precari altrettanto meritevoli anche dopo aver superato 4,5,6 selezioni? Dietro questo ci sono state essenzialmente la spocchia del mondo accademico, che ritiene le proprie mansioni superiori e più importanti rispetto a quelle di un autista “pezzente” che certo non vale quanto un docente universitario, e soprattutto le pressioni della CRUI e delle altre forze baronali che gestiscono l’università italiana e basano il proprio potere sul ricatto del “non ti rinnovo il contratto” con un meccanismo che non è né più né meno di quello che opera nei call center ed in tante altre realtà lavorative. Triste che (nell’università, come in tanti altri settori) i ricatti lavorativi siano stati difesi da una sinistra non più sinistra. Riflettete su questo, se volete fare qualche passo in avanti nella vostra analisi sui motivi per i quali la “gente” non si è rivolta elettoralmente al PD.

  8. Aldo dice

    Cari amici,
    le cause della nostra sconfitta sono anche in questi atteggiamenti. I nostri deputati spiegano ai loro elettori come si deve governare, Berlusconi governa come vogliono i suoi elettori (che non è come voglio io ovviamente, ma questo è un altro discorso).
    Finche’ si continua cosi’, altro che 10 anni, saremo all’opposizione fino al 2028!

  9. Ines dice

    La ringrazio per le sue precisazioni.
    Certo è che non vale la pena a volte rispondere a quel tipo di ric. pre. (come si definisce l’anonimo)
    che rientrerà presumibilmente in quella schiera di personaggi definiti “portaborse” o con ben altre parole che qui non sto a ripetere.
    Auguro al ricercatore precario di non avere figli perchè al sol pensiero che dovranno studiare su libri di scuola in cui vinti e vincitori saranno cattivi e assassini uguali, che eroi sono i mafiosi, che i furbetti sono meglio degli onesti e che i migranti sono il male assoluto, spero gli si accaponi la pelle e che si penta da domani del voto che ha dato.

  10. Per Ric Pre: perché tutti gli utenti possano inquadrare la tua affermazione, è opportuno informarli che il Governo Prodi:
    1) ha messo a bilancio 140 milioni di euro nel triennio 2007-2009 per più di 4000 posti da ricercatore coofinanziati dagli atenei (il centrodestra quanto immissioni in ruolo ha realizzato tra il 2002-2006?);
    2) ha predisposto un nuovo regolamento di reclutamento dei ricercatori che, grazie alla preliminare selezione di esaminatori anonimi nazionali ed internazionali, avrebbe permesso solo ai migliori l’accesso al concorso. Il regolamento ha però ricevuto parere negativo dalla Corte dei Conti (il 13 marzo scorso, dopo un anno di rinvii continui), ritenendo la valutazione dei revisori lesiva dell’autonomia della commissione d’esame. Mario Mauro, il responsabile Università di FI, ha sostenuto a gran voce come il nuovo regolamento fosse aberrante ed il sistema vigente, invece, “ben regolato dalla legge”. Insomma, per il responsabile di FI, il sistema attuale è perfetto: evidentemente, il nepotismo e la pratica clientelare che attanaglia il reclutamento dei ricercatori è una mera “bufala” giornalistica. Pertanto, da quello che dici, deduco che apprezzerai il nuovo Governo, che proseguirà il reclutamento con il tradizionale sistema, cioè quello delle commissioni d’esame, per le quali si può individuare, in anticipo, il candidato che verrà prescelto;
    3) nell’ultima finanziaria, il Governo Prodi ha escluso, dalla norma che prevede l’avvio della stabilizzazione nelle pubbliche amministrazioni, i ricercatori “precari”, vale a dire, docenti a contratto, assegnisti di ricerca, dottorandi e dottori di ricerca, cultori della materia. Perché? Per coerenza con quanto andiamo dicendo da anni, e cioè che dobbiamo aprire l’università ai giovani di talento attraverso la valutazione oggettiva dei meriti scientifici. Non è detto, infatti, che un precario dello ricerca, in quanto tale, sia il migliore. Magari gode semplicemente di maggiori simpatie da parte del docente, oppure viene da una famiglia agiata che gli consente di frequentare il Dipartimento e svolgere gratuitamente i noiosi adempimenti che il “barone” non ha più voglia di fare (esami, ricevimento, tesi…), aspettando che qualcosa “si apra” per lui. Nel frattempo tanti dei migliori se ne vanno all’estero. Insomma: con la stabilizzazione sarebbero passati brocchi, raccomandati e, forse, meritevoli, esattamente come accadde con la ope legis del 1980: è questo ciò di cui ha bisogno l’università italiana? Io non credo.
    Il fatto è che il sistema di reclutamento vigente non funziona, è bloccato, ma come ha lucidamente segnalato un ricercatore sulla stampa, i primi a non volere cambiare metodo sono i docenti (perché assegnare i posti da ricercatore è una prassi che dà potere), i secondi sono i ricercatori mediocri, che nella cooptazione mediante i concorsi “pilotati”, vedono la gratificazione di frustrazioni e patimenti, che però con il merito nulla hanno a che vedere.
    Caro Ric. Pre. io ti auguro una brillante carriera, che sappia ripagare i tuoi meriti. Purtroppo, con la legge vigente, che il centro-destra ritiene ottima, è meglio essere “intrallazzati” che bravi. Contento tu, contenti tutti…

  11. un democratico covinto dice

    Caro precario, sono sicuro che sarete trattati molto meglio da Berlusconi….
    🙂

  12. Ric Prec dice

    In ogni caso buona opposizione da uno dei ricercatori precari che avete bastonato 4 mesi fa.

  13. Annamaria dice

    Sono rimasta BASITA nel leggere, come proposta del “nuovo”, d’alema (scusate, ma la maiuscola proprio non mi esce…)
    Siamo proprio un Paese senza memoria e senza voglia di memoria, se dimentichiamo che al suo nome sono legate alcune delle pagine più fallimentari della storia di questo partito (e che la gente NON dimentica).
    Vado a braccio, ma non è difficile trovare fonti più autorevoli di me…
    1)Dopo la sconfitta di Occhetto nel ’94, si fece una specie di referendum fra i dirigenti (o gli iscritti, non ricordo) del partito per scegliere il nuovo segretario. Un’idea democratica ed innovativa, visto che erano in gara due giovani, Walter e d’alema. Chi vinse? Veltroni, ma chi diventò segretario con una serie di manovre? Indovinato!
    2) Un capolavoro nel ’97: la BICAMERALE!!! Grazie alla crostata di casa Letta, anche se contro i pareri della gente comune e di autorevoli magistrati, il nano ottenne, grazie a d’alema, un risultato utilissimo. In pratica, nel momento in cui si sarebbe dovuto una volta per tutte “risolvere” il casus berlusconi politico-imputato-imprenditore mediatico, gli si è data “credibilità politica”. E da allora non si è più parlato di conflitto di interessi.
    3) d’alema 1 e 2 (la vendetta): un disastro. Dopo la caduta di Prodi a causa di bertinotti sarebbe stato trionfale tornare a votare, ma così non è stato. Ci hanno pensato la guerra in Kosovo e la vittoria di Storace alla regione Lazio a far uscire di scena d’alema.
    Che, naturalmente, non ha trovato il tempo per risolvere il conflitto di interessi.

    Ricordo poi il caso Unipol, Affittopoli, un finanziamento illecito prescritto da uno condannato per concorso esterno in associazione mafiosa…

    E adesso qualcuno vorrebbe sostituire Veltroni con uno così CATASTROFICO?
    Se così fosse, Daniele, lo voti tu! Io, no di certo…

  14. Marco Fabbri - PD Finale Emilia dice

    I dati usciti da queste elezioni, fanno pensare ad una sconfitta del PD a favore del PDL.
    In realtà se si valutano le percentuali nazionali dei due partiti non si discostano di tanto dai dati delle politiche 2006, quasi dimostrando una stabilità dei due partiti.

    Bisogna essere cosciente delle scelte che abbiamo fatto. Non si può considerare una sconfitta un risultato come quello ottenuto, ma piuttosto un pareggio. Si deve tenere in considerazione la scelta di correre da soli, senza i soliti alleati, coalizzandosi solo con IDV. Bisogna anche considerare l’effetto di proporsi alla gente con alle spalle un governo uscente, al quale la gente ha inevitabilmente addossato la colpa dei problemi dell’Italia.
    Si deve anche considerare l’effetto di una campagna elettorale affrontata forzosamente in una fase di definizione del nuovo partito.

    Penso sia necessario, ora più che mai, non farsi prendere da sconforti e, al contrario reagire subito.

    Ritengo sia necessario evitare possibili spaccature, anzi, riunirsi ed insieme lavorare fin da subito per finire di compiere l’opera di fondazione del partito iniziata in ottobre.

    Abbiamo avuto un ulteriore segnale che è necessario davvero applicare i principi che abbiamo tutti acclamato in questi mesi.
    Abbiamo davanti un cammino in salita, un periodo necessario per formarci e prepararci alle prossime elezioni
    Penso, che dobbiamo porci alla gente in modo modesto, senza dare nulla per scontato, senza farci forti dei voti certi.
    Lavorare con la gente e per la gente.
    Lavorare in modo corretto e trasparente.
    Lavorare per riaprire un confronto con la gente, senza chiudersi nelle discussioni di circolo.
    Lavorare per formare i giovani attivisti
    Lavorare insieme ponendosi degli obiettivi e verificando periodicamente l’efficacia del percorso intrapreso per raggiungerli.
    Lavorare per ristabilire una centralità del ruolo politico tra la società e le amministrazioni.

    Ora più che mai si deve dire SI PUO’ FARE.
    Possiamo davvero costruire un partito nuovo.
    Ora più che mai dobbiamo lavorare per arrivare presto a dire
    L’ABBIAMO FATTO.

    Marco Fabbri 15 aprile 2008

  15. giovanni dice

    x alessandro

    la tua analisi del voto è un po’cotraddittoria.
    dici che bisogna cambiare il volto al leader dello schieramento che ha perso e, guarda caso, ha vinto
    uno schieramento con un “capo” che ha la faccia del vecchio che più vecchio non si può già abbondantemente sconfitto più volte.
    Altre e molteplici sono le considerazioni da fare, dobbiamo impegnarci a radicare il Pd nei territori, dobbiamo coinvolgere più persone possibile con tutti i mezzi che conosciamo, dobbiamo utilizzare maggiormente chi ci rappresenta a Roma affinchè lavorino con noi per diffondere valori, etica, responsabilità di questo partito nuovo, con umiltà e semplicità.
    Ripartiamo da qui.

  16. Alessandro dice

    Il dramma che ci si porta appresso dai tempi del PCI è il culto della personalità. Quello che impedisce il ricambio. Veltroni è responsabile di una sconfitta rovinosa, l’Italia ha il governo più a destra della sua storia, lo sfondamento al centro non c’e’ stato (anzi, la destra ha sfondato nel nostro elettorato tanto che pur avendo racimolato qualche voto a sinistra finiamo per avere in numero assoluto gli stessi voti di due anni fa), la sinistra è scomparsa e solopochi dei suoi ex-elettori si sono spostati verso di noi. Peggio di così non poteva andare. Ma le dimissioni dopo la sconfitta come all’estero non sonop mai contemplate? Un nuovo leader 30-40enne come all’estero mai?
    Se questo partito non mostra di essere davvero diverso e i leader rstano in poltrona dopo la sconfitta, la prossima volta non vedranno neppure il mio di voto.

  17. pietro dice

    d’alema, faccia nuova! cerchiamo di guardare avanti con quello che finora è stato fatto: veltroni ha fatto un ottimo lavoro. pensare ai risultati e non ai personaggi; è li che dobbiamo puntare

  18. daniela de pietri dice

    Cari Paolo e Daniele,
    che la sconfitta bruci ci sta, che faccia uscire di senno però mi preoccupa. Facce nuove? Giovani? D’Alema?! Ma ci vuole umiltà per vedere da dove siamo partiti e dove siamo arrivati.
    Quindi da domani mattina al lavoro, con la gente, nei mercati ad ascoltare. Costruire subito i forum, incentivare la partecipazione, con passione e semplicità.

  19. Daniele dice

    Ora via Veltroni e primarie per affidarci a D’alema

  20. Paolo dice

    Sconfitta devastante. Fossimo un partito normale il segretario rassegnerebbe subito le dimissioni, come accadrebbe in qualsiasi paese straniero. Nuove primarie subito, con candidati nuovi e più giovani!

I commenti sono chiusi.