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Le idee della Gelmini- Sparirà il latino dai licei scientifici, di Mariastella Iervasi

Il maestro sarà unico ma avrà le lavagne interattive. Nei licei scientifici «salta» invece una delle materie letterarie: il latino. La lingua di Ovidio e Cicerone cederà via via il passo allo studio di una seconda lingua straniera. La sperimentazione partirà in alcune sezioni. Non solo. Tutti gli orari della scuola verranno rivisti (infanzia, primaria, medie, sistema dei licei e istituti tecnici e professionali). E per il personale docente ecco i criteri per la determinazione degli organici: le classi iniziali di ciclo «verranno costituite sulla base del numero degli iscritti» e i dirigenti scolastici saranno «personalmente responsabili». Di fatto, la Gelmini fa una chiamata in correo su una responsabilità che è invece di governo. Stop alla co-docenza e al «contenimento dell’attività in compresenza nelle scuole superiori tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio». Cioè, meno qualità e ore laboratorio. Riconduzione a 18 ore «di tutte le cattedre di scuole di I° e II° grado». Un modo per saturare l’impegno didattico senza più spazi per la flessibilità.
E ancora: le classi di concorso verranno accorpate con una «comune matrice culturale e professionale». Del tipo, matematica e scienze naturale «unitamente» all’insegnamento di tecnologia. Un modo per «cancellare» l’insegnamento dell’educazione tecnica alle medie. Infine i docenti in esubero: per loro si prevedono «compiti diversi dall’insegnamento». Con collocamenti fuori ruolo. Della serie, non ti posso licenziare ma ti metto in un cantuccio.
Il piano della Gelmini è pronto. Lo schema programmatico del ministero dell’Istruzione sui tagli alla scuola pubblica studiato in concerto con Tremonti, è stato «spedito» ieri sera ai sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e all’Associazione presidi. La prima versione che circolava nelle redazioni, è stata rimanegiata. Con correttivi e ripensamenti sull’onda dello spauracchio della mobilitzione popolare e confederale dei settori della conoscenza, che è sempre dietro l’angolo come ha annunciato il neo segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. E per via delle critiche unanime delle organizzazioni sindacali e professionali. Modifiche dell’ultima ora per rendere più delicato e digeribile la «cura dimagrante», con sempre lo stesso metro di misura: la scuola come capitolo di bilancio. Che resta immutato nei numeri da cannibalizzare: 87.400 docenti in meno nei prossimi 3 anni e anche 44.500 posti Ata (collaboratori scolastici, tecnici e segretari).
RETROMARCIA
SULLA MATERNA Non ci sarà soltanto la maestra unica. La Gelmini alla fine è stata costretta a riconfermare le due tipologie di scuola esistenti: 40 ore e 25 ore.
SPEZZATINO
ALL’ELEMENTARE L’indicazione per la primaria è quella di «privilegiare classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali». Poi l’attacco della signora dell’Istruzione alla disinformazione: «Il tempo pieno è un obiettivo prioritario di politica scolastica del ministero – di legge nello schema programmatico -. Per la sua particolare rilevanza sociale verrà non solo riconfermato nella sua attuale entità ma addirittura potenziato». Le opzioni alternative possibili al maestro unico, ma solo se gli organici lo consentono, sono le 27 ore e le 30 ore, con una possibile estensione di 10 ore comprensive della mensa. Di fatto, la scelta del tempo pieno è affidata alla bontà dei direttori scolastici.

 

L’Unità, 24 Settembre 2008

9 Commenti

  1. simona montale dice

    io sono un’insegnante di latino e mi permetto di puntualizzare un aspetto: nella formazione di uno studente non possiamo guardare solo alla stretta utilità pratica di una disciplina; si dà il caso che i ragazzi siano persone che meritano di avere uno spessore culturale che conferisca loro dialettica, capacità di conoscere a fondo la loro lingua per poi utilizzarla al meglio, capacità logiche e di ragionamento, tutti elementi contenuti nello studio di una così “vetusta e antiquata disciplina”. Il liceo è la scuola che dovrebbe fornire un metodo di studio approfondito,valido per affrontare studi unversitari. E a creare tutto ciò concorrono materie letterarie e scientifiche. Chissà perchè un tempo si permetteva solo agli studenti del liceo classico di inscriversi a una facoltà di natura scientifica, come medicina. Eppure quale corso di studi più “vetusto” dell’indirizzo classico…

  2. luisa dice

    questo signor Giorgio sa che esistono i licei tecnologici che ti per mettono di affrontare la facoltà di ingegneria senza dover perdere tempo a studiare latino se non ti serve per la tua scelta futura? O meglio non si sa se esisteranno ancora i licei tecnologici.
    Mio figlio che è in terza media era contentissimo perchè aveva scelto il liceo tecnologico a indirizzo sportivo qualcosa di nuovo e di innovativo molto richiesto dai ragazzi negli ultimi anni .
    In questo momento si trova costretto a scegliere quello che la Gelmini o meglio il suo grillo parlante Tremonti ci obbligano ad avere.Si informi primadi parlare ,molti genitori sono nella nostra spiacevole situazione e questo mio sfogo non è dato dall’appartenenza ad un coalizione politica.I nostri figli e tutti noi dobbiamo essere liberi di scegliere.

  3. giorgio dice

    l’idea di rivedere “l’impianto ” del Liceo Scientifico è importantissimo. Oggi è anacronistico studiare 5 ore di latino e 3 di matematica. L’orario è rimasto lo stesso dall’epoca di Gentile, i saperi scientifici invece hanno decuplicato il corpus dottrinale.
    più che posizioni ideologiche sarebbe opportuno adeguarsi alle esigenze dei tempi. Un neo diplomato di maturità scientifica e matricola ad ingegneria mi ha detto testualmente: “mi rendo conto di quanto tempo ho sprecato a studiare latino e ora stò combattendo con chimica di cui mi rendo conto di non sapere miente”. Dovremmo meditare tutti e fare proposte per il bene dei nostri figli. Poco deve importare se le riforme le fa una coalizione o l’altra.

  4. pippo dice

    Perché la Gelmini non scompare come miniostro della scuola?
    Montalbano direbbe ci ha rotto i cabasisi insieme ad Arcore, Bossi, Brunetta, Maroni etc.

  5. rosanna dice

    Tra tagli alla scuola e riforme autoritarie, molte vite vanno in frantumi. Insegnante “precarissima”(lavoro pochi mesi all’anno se fortunata), nella prospettiva di una totale disoccupazione sono stata costretta a rinunciare al matrimonio già programmato da anni per ovvi motivi. Nello sconforto totale penso che sarebbe meglio sposare il figlio di Berlusconi e abbandonare il sole della mia Sicilia,”lampadandomi”gratis(paga Silvio)ed essere sempre “bella” e “abbronzata”.

  6. DANIELA dice

    Non sono affatto d’accordo con questa legge… Credo sia solo una perdita di tempo!!!
    Perchè mai cambiare così radicalmente regole scolastiche esistenti da anni e anni??? Non lo trovo corretto… Mah, ormai è stata approvata e non si può far altro che accettarla, nel bene o nel male… Io frequento l’ultimo anno del liceo linguistico della mia città quindi più che intessarmi di me stessa, mi preoccupo maggiormente per le generazioni future…Speriamo bene per loro! Grazie. Daniela.

  7. patrizia dice

    Ecco altre novità dalla Gelmini (ogni giorno ce ne riserva una!)

    La Gelmini cancella i ragionieri, di Alessandra Ricciardi- Italia Oggi- 25 Settembre 2008

    In arrivo i regolamenti attuativi del piano di tagli. Elementari: pluriclassi con 18 bambini

    La tagliola della Gelmini cala anche sugli istituti tecnici: 12 mila insegnanti in meno e via alcuni indirizzi storici, come quello dei ragionieri. Mentre ancora si attende il via libera del ministro dell’economia, Giulio Tremonti, al piano di attuazione dei tagli di spesa nella scuola -previsti dalla manovra finanziaria estiva per circa 7,8 miliardi di euro in tre anni- all’Istruzione si sono portati avanti con il lavoro. E hanno cominciato a predisporre i regolamenti con cui si mette in pratica il piano di risparmi. A partire da quello che ridimensiona la rete scolastica, prevedendo, per esempio, che nei piccoli centri si possano costituire pluriclassi anche con 18 studenti, a fronte degli attuali 12. Per finire con quello che ridisegna l’istruzione tecnica e professionale, tagliando ore, indirizzi e insegnanti.

    Lo stato di avanzamento della riforma della scuola ha colto di sorpresa gli stessi sindacati, che ieri erano stati convocati per un vertice tecnico al dicastero di viale Trastevere e hanno appreso che del piano Istruzione-Economia, ovvero i grandi numeri della manovra, non è ancora dato sapere nulla. Ma che, intanto, i regolamenti attuativi sono in dirittura d’arrivo, probabilmente saranno inviati alle commissioni permanenti di camera e senato già entro metà ottobre. Un accelerazione, quella inferta dal ministro dell’istruzione, MariaStella Gelmini, reso possibile anche dal fatto che sono stati riutilizzati i lavori delle commissioni insediate dai precedenti ministri. Per esempio, quello della commissione sulla riforma degli istituti tecnici e professionali, voluta da Giuseppe Fioroni, e quella sul riordino dei licei, secondo il progetto di Letizia Moratti. In questo modo, la Gelmini punta a riscrivere l’impalcatura della scuola italiana, da elementari a superiori, nel giro di un anno. Centrando gli obiettivi di riduzione di spesa fissati dalla manovra estiva.

    TECNICI, SI PARTE DAL 2009.

    Il riordino degli istituti tecnici dovrebbe partire dal 2009, un anno dopo toccherà ai professionali. Per questi la strada è più lunga dovendosi, per competenza, concordare con le regioni la nuova disciplina. I tecnici vedranno scendere l’orario di lezione da 36 al massimo a 32 ore settimanali, comprensivi di laboratori e materie specializzanti. Per un risparmio stimato in 12 mila cattedre. I percorsi saranno assestati, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in base a una scansione di 2+2+1: un primo biennio iniziale, seguito da un biennio formativo sugli indirizzi e un ultimo anno che sarà diversificato in base alla scelta dello studente: accedere immediatamente al mondo del lavoro oppure proseguire gli studi con l’università. A oggi, esistono oltre 900 indirizzi. Saranno radicalmente ridotti. Per i nuovi tecnici ce ne saranno due principali: quello economico (amministrazione, finanza e marketing, la prima area; turismo, la seconda) e quello tecnologico (conterà 9 aree). Il tradizionale istituto per ragionieri non trova riscontro in nessuno degli indirizzi così individuati. Sarà fortemente ampliata l’autonomia degli istituti nel decidere il piano di studi: 20% dell’orario per il primo biennio, che sale a 30% nel secondo e 35% nell’ultimo anno.

    ELEMENTARI, TUTTI ASSIEME IN MONTAGNA.

    Un altro regolamento ristruttura la rete scolastica, con l’accorpamento di tutte le scuole che hanno meno di 500 alunni. Innalzati i tetti di presenza degli alunni in classe. Per esempio, per le pluriclassi si passa da un massimo di 12 a un massimo di 18 studenti. e in una scuola elementare potranno aversi in una stessa classe con uno stesso insegnante, se il modello è quello delle 24 ore e del maestro unico, bambini del primo anno, a cui il docente dovrà insegnare a tenere la penna in mano, con bambini di terzo o quinto anno, a cui insegnare i primi rudimenti di storia o scienze. Le pluriclassi sono funzionali ad accorpare sezioni e ridurre insegnanti. Mantenendo la scuola nei piccoli comuni, soprattutto di montagna. Molto presenti al Nord.

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