Giorno: 20 febbraio 2009

Verso l’assemblea

Dopo le dimissioni di Walter Veltroni dalla carica di segretario del Partito Democratico, motivate nel discorso di Piazza di Pietra, tocca ai 2800 delegati dell’Assemblea Nazionale, convocata per sabato 21 febbraio alle ore 10, presso il Padiglione 4 della Nuova Fiera di Roma, avviare il percorso del PD nei prossimi mesi. Domani la diretta di partito democratico.it e youdem tv. Il comunicato sulla riunione dei segretari regionali che si è svolta il 18 febbraio, riportava la constatazione unanime dell’impossibilità di “procedere alla convocazione del congresso prima delle elezioni europee ed amministrative del 6 e 7 giugno”. La proposta del coordinamento nazionale è quella di procedere all’elezione del segretario, secondo quanto previsto dallo Statuto, in seno all’Assemblea. Lo Statuto del Partito su questo punto, come riporta oggi l’Unità, prevede due ipotesi: l’Assemblea accetta di procedere al voto del segretario a termine (ottobre 2009, data indicata nello Statuto stesso). Il presidente (dopo le dimissioni di Prodi a presiedere l’assemblea dovrebbe essere la capogruppo PD al Senato, Anna Finocchiaro) legge il regolamento che stabilisce le modalità di presentazione …

Ignazio Marino: «Un partito serio decide a maggioranza Anche sull’etica», di Concita De Gregorio

Ignazio Marino, 54 anni, è tornato in Italia da tre anni. Viveva a Pittsburgh, poi a Philadeplhia. Dirigeva il centro trapianti di una delle più antiche università americane, il Jefferson medical college. Trapianti di fegato. «Ho scelto di occuparmi del fegato perché è l’intervento ancora oggi tecnicamente più difficile. Ero attratto, da ragazzo, dall’idea di poter fare qualcosa che non tutti sono in grado di fare». Opera ancora, la domenica e il lunedì, a Verona. E’ nato a Genova, ha una figlia adolescente, ha studiato alla Cattolica. E’ cattolico, cresciuto con gli scout. A chi entra nel suo ufficio – una mansarda a Sant’Ivo alla Sapienza – mostra una lettera indirizzata da Paolo VI ai medici cattolici nel 1970. «Legga, io non avrei saputo dire parole così». Scriveva il Papa: nella fase terminale di una malattia incurabile dovere del medico è «alleviare la sofferenza e non prolungare con qualunque mezzo una vita che non è più pienamente umana». Non pienamente umana. Parliamo della legge sul testamento biologico proprio oggi che in commissione il gruppo del …

“Il teorema del Cavaliere”, di Tito Boeri

«L´unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura in quanto tale». Difficile non riconoscerci in queste parole pronunciate nel 1933 da Franklin Delano Roosevelt, nel suo discorso d´investitura, nel pieno della Grande Depressione. Quella che attraversiamo è una crisi di sfiducia. È iniziata con le banche che non si fidavano più le une delle altre e che quindi non si prestavano più soldi e si è estesa all´economia reale, ai posti di lavoro, con le imprese che rinviano investimenti e le famiglie che posticipano piani d´acquisto in attesa di capire di più su ciò che sta accadendo. Null´altro può spiegare l´incredibile accelerazione della crisi negli ultimi tre mesi. È un comportamento perfettamente comprensibile da parte di ciascuno di noi. Viene addirittura consigliato nelle business schools: bene rinviare tutte le scelte che si possono posticipare in questi casi, in attesa di acquisire nuove informazioni. Ma generalizzato a milioni, meglio miliardi, di individui genera una Grande Depressione, una situazione in cui «non conosci nessuno che non abbia paura del futuro». Ma di chi è la …

Quando il Parlamento è ridotto solo a “notaio”, di Beppe Del Colle

Su 45 leggi approvate nell’attuale legislatura, 44 portano la firma del Governo, una soltanto quella delle Camere; per di più, 25 di esse sono conversioni di decreti legge. Prima la tragedia di Eluana Englaro e subito dopo la successione di gravi violenze sulle donne, spesso giovanissime, hanno portato alla ribalta della politica un problema, fra i tanti di questo difficile momento: i rapporti fra le istituzioni, e in primo luogo quello fra Governo e Parlamento, ma anche quelli con la presidenza della Repubblica, la magistratura, la stampa e infine la Costituzione stessa. Per restare al primo di questi rapporti in crisi, basterà citare una cifra, segnalata da una fonte insospettabile, Il sole 24 ore: su 45 leggi approvate nell’attuale ancora breve legislatura, 44 portano la firma del Governo, una soltanto quella delle Camere; per di più, 25 di esse sono conversioni di decreti legge. Il Governo ha posto in questi 10 mesi 11 volte la questione di fiducia, come quello di Romano Prodi, con la differenza che, rispetto a quest’ultimo, Berlusconi dispone in Parlamento di …