Giorno: 1 marzo 2009

“Tre tentati omicidi in poche ore, il triste primato della famiglia”, di Susanna Turco

Aumentano i casi spesso mortali: da Bergamo alla capitale e nella provincia di Roma. Tre tentati omicidi (e due suicidi) in poche ore hanno confermato quel che dicono le statistiche: in Italia, ne ammazza più la famiglia che la mafia. E due volte su tre le vittime sono donne. In Italia, la famiglia ne uccide più della mafia. Non è un modo di dire, è quel che risulta dalla cronaca e dalle ricerche in materia, come quelle elaborate dall’Eures. Negli ultimi sei anni, le vittime di delitti familiari sono state 1300, in media un morto ogni due giorni. Nel 2006 (ultimi dati disponibili) i delitti compiuti nella cerchia familiare sono risultati al primo posto: il 31,7 per cento del totale, con 195 casi registrati su 621 (+12% rispetto al 2005). Di questi, 134 erano donne (+36,7%). come negli anni 50 Ieri tre casi in poche ore di tentati omicidi (seguiti o no da suicidio), hanno in qualche modo confermato la tendenza. A Bergamo un pensionato ha ferito la consorte con un coltello e si è …

“L’allarme della Cgil: il nostro sarebbe l’unico governo a licenziare in piena crisi”, di Roberto Mania

E anche nello Stato si rischia in pericolo 100mila posti pubblici. Solo nella scuola non saranno rinnovati 30-40mila contratti. Centinaia di migliaia di lavoratori precari perderanno il lavoro nel corso del 2009 e continueranno a non ricevere alcuna indennità di disoccupazione. Nonostante il decreto anti crisi varato dal governo, nonostante gli otto miliardi di euro stanziati per il biennio 2009-2010 per la cassa integrazione in deroga. Per qualcuno, al massimo, arriverà una “mancia”, una tantum, pari al 10 per cento del reddito dell´anno precedente che in media non supera gli 8.500 euro. Difficile stimare quanti possano essere questi lavoratori. Al Dipartimento politiche del lavoro della Cgil parlano di almeno 160 mila lavoratori con contratto a progetto nelle aziende private che perderanno il posto. Poi ci sono i contratti a termine che non saranno rinnovati. Ma il vero paradosso è che potrebbe essere la pubblica amministrazione, nel bel mezzo della più grave recessione degli ultimi decenni, a ricorrere in massa ai licenziamenti: tra il 2009 e 2010 – sempre secondo i calcoli della Cgil – scadono …