Giorno: 10 marzo 2009

Lettera a un ministro. “Cara Gelmini stabilizzate i precari o per 300.000 famiglie non ci sarà il tempo pieno”

La Sen.Mariangela Bastico scrive al ministro illustrando le proposte del PD contro la crisi. “Stabilizzazione del personale della scuola e più equi ammortizzatori sociali per gli insegnanti che non avranno il rinnovo dell’incarico il prossimo anno”. Sono queste le richieste contenute nella lettera che la senatrice Mariangela Bastico, responsabile Scuola del Pd, ha inviato al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. L’aumento delle richieste di tempo pieno da parte delle famiglie comporta – a giudizio della parlamentare del Pd –“un incremento significativo del monte ore e degli organici rispetto all’ipotesi formulata dal ministero”. In caso contrario circa 300mila famiglie vedrebbero negata la possibilità di accedere al tempo pieno per i loro figli. “Ritengo quindi – scrive la parlamentare – che il governo debba, per il prossimo anno scolastico, rivedere gli insostenibili tagli al personale previsti dal piano programmatico”. Qualora questo fosse impossibile la responsabile Scuola del Pd chiede di introdurre in via straordinaria “un’indennità di disoccupazione per il personale della scuola che abbia avuto un incarico di almeno 180 giorni per quest’anno”; indennità pari al 60% …

“Investire nella ricerca. Una lezione per l’Italia”, di Guido Barbujani

Faceva un certo effetto leggere i commenti di Michael Moore, regista di Farenheit 9/11 e oppositore di George W. Bush, sull’elezione di Barack Obama. «Come sarà avere un presidente intelligente? Ritornerà la scienza, messa al bando per otto anni». Quindi, mentre il mondo si interrogava su cosa sarebbe cambiato col nuovo presidente a Wall Street e in Iraq (tranne quelli che facevano gli spiritosi sul colore della sua pelle), in America si pensava anche al futuro della scienza. In Italia non ce ne potevamo accorgere, presi come eravamo a discutere su come sbarazzarci della ricerca e dell’Università pubbliche, ma neanche negli Stati Uniti gli scienziati se la passavano bene. La presidenza Bush si è caratterizzata con iniziative pesantemente ideologiche, che hanno avuto conseguenze negative sullo sviluppo della ricerca. E invece, adesso, in America la ricerca è una priorità. Fra i primissimi provvedimenti del presidente Obama c’è infatti l’abolizione del regolamento che aveva di fatto fermato la ricerca sulle cellule staminali embrionali. La notizia, seguita dall’annuncio di nuovi studi clinici e di grossi investimenti pubblici, ha …

“L’ammazza precari”, di Massimo Franchi

Il nome rende bene l’idea. Non una legge unica, ma un insieme di norme, emendamenti, circolari e decreti legislativi che avranno come effetto la scomparsa di circa 200 mila precari, di cui più di 50 mila già dal primo luglio. Il tutto al netto dei circa 240 mila nominativi delle graduatorie ad esaurimento della scuola. Il «circa» è d’obbligo perché di stime ufficiali non ne esistono, la stessa Ragioneria generale dello Stato ha dati aggiornati al 2007. Per questo da ieri e in tutta fretta il ministro Brunetta ha dato il via ad un monitoraggio per “stanare” i precari, la loro tipologia contrattuale  la scadenza dei loro contratti almeno nella Pubblica amministrazione. Ammazza-precari. Come definire diversamente qualcosa che, proprio quando si vedeva il traguardo della stabilizzazione, oppure dopo una sentenza del Giudice del Lavoro, fa precipitare su migliaia di precari storici la scure del governo di centro-destra che decide di mandarli a casa? Il provvedimento certamente più grave riguarda i precari della Pubblica amministrazione e prevede la cancellazione delle stabilizzazioni previste dal governo Prodi e …

“Laureati sotto l’effetto recessione”, di Federico Pace

La crisi stringe il cerchio. Dentro ci sono tutti. Anche loro. Anche i laureati. C’era da immaginarselo. Una spia significativa di questo fenomeno arriva da uno dei “polmoni di lavoro” più moderni dell’università. Sono infatti sempre meno le imprese che si rivolgono alla banca dati di Almalaurea, il consorzio universitario che coinvolge 52 atenei italiani, dove sono contenuti i curriculum di un milione e duecentomila laureati. Un grande bacino di talenti che in un anno ha ceduto alle imprese ben 460 mila profili di studenti usciti dalle aule universitarie. Il dato acquista rilievo particolare perché sono proprio le università il canale che le imprese, negli ultimi anni, hanno mostrato di privilegiare quando devono entrare in contatto con le migliori risorse. A gennaio e febbraio 2009, rispetto all’anno scorso, le necessità dei direttori del personale sono scese di un corposo 23 per cento. E a vedere diminuire la richiesta sono tutti. Anche quei laureati che sono considerati da sempre la punta di diamante, quelli che le imprese vedono come più preparati e adatti a fare il …

“Facile dire sinistra del no”, di Michele Serra

Lo stuolo di portavoce del governo, nel rosario quotidiano dei telegiornali, spende spesso e volentieri la definizione “sinistra del no” (molto trendy anche su svariati quotidiani). Nel mazzo sfiorito di questi “no” seriali, che sarebbero la prova provata della sterilità intellettuale dell’opposizione, sono finite anche le dure critiche al cosiddetto “piano casa”, che a una parte consistente dell’opinione pubblica appare come la deregulation della già sregolatissima cultura edilizia di uno dei Paesi più (mal) cementificati del mondo. Come altre formule “pop” della destra di governo, lo slogan “sinistra del no” è semplice e funzionale: attribuisce all’opposizione una sorta di malumore preconcetto; e al governo un’alacre attivismo. Peso morto da una parte, motore virtuoso dall’altra. Il cliché rientra nel “normale” fastidio che questa maggioranza coltiva nei confronti dell’opposizione e delle sue prerogative. Ma c’è, specie in un caso come questo, strutturale per il futuro di tutti, un’aggravante sostanziale. L’aggravante è questa: che il merito delle questioni scompare. Si fissano (o si rifissano) le parti in commedia, quella dell’operoso Berlusconi e quella dei suoi neghittosi osteggiatori, e …