Giorno: 12 marzo 2009

“Povertà senza rete”, di Bianca Di Giovanni

La Social Card è troppo poco? Sempre meglio di niente». Il Tremonti-pensiero sulla lotta alla povertà è chiarissimo: dare una mano a tentare di sopravvivere. E basta. Per il resto, la classe media è lasciata a faticare per farsi largo, i ricchi a godere delle loro rendite. La visione ha padri noti (per dirne due: Reagan e Thatcher) e nemici altrettanto conosciuti: quelli che credono nella redistribuzione. Negli Usa ci ha appena pensato Barack Obama a sotterrare la tesi della «carità», che alla fine lascia i poveri nelle stesse condizioni di prima (se non peggiori), e proietta i ricchi verso livelli sempre più alti. E in Italia? A che punto è la lotta alla povertà? Da noi lo Stato non va oltre misure una tantum: a volte ben congegnate, ma per ora assolutamente inefficaci. Sulla povertà c’è il fallimento totale della politica. Il motivo, secondo gli esperti sta in una grande assenza, che si protrae ormai da anni. L’Italia resta l’unico Paese in Europa (insieme a Grecia e Ungheria) che non ha alcuna misura generalizzata …

Affrontiamo la crisi

Un contributo straordinario “una tantum”, pari a due punti Irpef sui redditi superiori ai 120.000 euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà con la crisi economica. Questo contributo toccherà i redditi dei parlamentari e finanzierà circa 500 milioni per far fronte alla crisi. Questa è la proposta del PD, lanciata dal suo segretario, Dario Franceschini, durante un incontro con le associazioni di volontariato che si occupano delle persone meno abbienti. Una seconda concreta proposta dopo l’assegno di sussidio per i disoccupati, che si tradurrà molto presto in un’iniziativa parlamentare. In altri termini, il PD risponde con con fatti concreti al semplice ottimismo di facciata del premier – uno dei pochi che nella crisi generale in Italia ha continuato a riscuotere guadagni economici – e agli spot pubblicitari del governo che agiscono solo mediaticamente senza dare nessuna risposta efficacie per la ripresa economica. Il contributo di 2 punti Irpef toccherebbe circa 200 mila contribuenti, particolarmente benestanti e sarebbe valido solo per il 2009. A beneficiarne, in prima persona, sarebbero i comuni e le associazioni …

“Vietato registrare i figli dei clandestini”, di Mario Reggio

«Non siamo spie, la misura è colma». Insorgono i sindacati dei medici: saremo obbligati – affermano – a denunciare l´immigrato clandestino che si presenterà in una struttura sanitaria per essere curato, e chi di noi non lo farà commetterà un reato penale. Il governo ha sempre sostenuto che l´abrogazione della norma che vietava la denuncia da parte del medico non avrebbe comportato sanzioni, e che in sostanza il medico avrà la facoltà, e non l´obbligo, di denunciare. Ma secondo gli uffici legali dei sindacati ciò è falso: il medico è pubblico ufficiale, l´immigrazione clandestina è reato, ergo – questa è la loro tesi – il medico è passibile di denuncia e condanna penale se non segnala gli irregolari. Tutto ciò come effetto del ddl sulla sicurezza passato al Senato ed ora all´esame delle commissioni alla Camera. Il ministro Maroni replica: «Non c´è alcun obbligo per i medici». E aggiunge che «esiste un rischio di violenza, un rischio banlieue in certe periferie delle città». Ma da quel testo spunta un altro attacco alla dignità delle persone: …

“Le spallate alla Costituzione”, di Stefano Rodotà

Che effetto fa vivere in un paese dove il presidente del Consiglio dichiara di voler chiudere il Parlamento? Non lasciamoci rassicurare da chi dice che questa proposta «cadrà nel vuoto». Non banalizziamo, non derubrichiamo a battuta occasionale un´affermazione così pesante secondo un costume invalso in questi anni e che ha portato al degrado del linguaggio e della politica. Le parole aggressive della Lega sono state un potente veicolo di promozione degli spiriti razzisti. Lo stillicidio delle dichiarazioni di Berlusconi contribuisce a distruggere gli anticorpi che consentono ad un sistema di rimanere democratico. Soprattutto, non isoliamo le ultime affermazioni del presidente del Consiglio da un contesto ormai caratterizzato da un quotidiano attacco alla Costituzione. Si stanno mettendo le mani sulla prima parte della Costituzione, proprio quella che, a parole, si dice di voler tenere fuori da ogni proposito di riforma. La legge all´esame del Senato sul testamento biologico viola la libertà personale e l´autodeterminazione delle persone. Si mettono in discussione la libertà d´espressione e il diritto dei cittadini ad essere informati con la legge sulle intercettazioni …