Giorno: 15 agosto 2010

Buon ferragosto!

Manuela Ghizzoni e la Redazione augurano un buon ferragosto agli affezionati lettori, agli amici che interagiscono e arricchiscono questo sito, a chi scrive e segnala notizie e curiosità, a chi protesta e a chi sollecita a fare meglio.

"Il viaggio dell'Unità 150 anni dopo. Bello confondersi col tricolore" di Giuseppe Civati

Di che nazionalità sei?», chiede Nico, nel ristorante in cui i camerieri sono quasi tutti stranieri. «Sono siciliano», risponde il ragazzo dietro il bancone, sorpreso e divertito insieme. Siamo a Reggio Emilia. La città del tricolore. E con i colori ci si può anche confondere. Anzi, lo vedremo, ci si deve proprio confondere. Alberto, che incontriamo di fronte al museo che al Tricolore è dedicato, ricorda di quando le forze dell’ordine hanno presidiato via Roma, perché i cittadini si lamentavano del degrado. E la cosa più irregolare che hanno trovato erano i reggiani che affittavano agli stranieri, per cifre folli, piccoli appartamenti, anche per dieci persone alla volta. Poi gli stranieri hanno imparato come si fa. E le cose sono scappate di mano. Chissà perché mi viene in mente via Padova. Chissà. Ora siamo nel quartiere della stazione, in piazza Domenica Setti, «vittima dell’eccidio delle Officine reggiane», dice il cartello. Una piazza nuova, con il chiosco analcolico gestito da una cooperativa: qualcuno, nel quartiere più difficile della città, si occupa del degrado. Lì vivono 5000 …

Scuola, sempre più presidi part-time. Già 1.500 sedi coperte da “reggenti”, di Alessandra Migliozzi

Millecinquecento scuole italiane per tutto il prossimo anno scolastico saranno “governate” da un preside part-time, un dirigente preso in prestito da qualche istituto vicino. A causa dei numerosi pensionamenti e dei tempi biblici che intercorrono fra un concorso e l’altro, infatti, quest’anno è boom di posti vacanti. Fino al 2007 si ricorreva ai presidi incaricati, professori prestati al ruolo di dirigenti. Poi questa figura è stata abolita (restano al loro posto solo gli incaricati già esistenti) e ora l’unica soluzione, quando le graduatorie si svuotano, è ricorrere ai “supplenti” anche per i presidi, che in gergo tecnico si chiamano reggenti. Quest’anno, calcola l’Anp, l’Associazione nazionale di categoria, saranno circa 1.500. Con inevitabili disagi: un solo preside dovrà coprire due istituti. Di solito l’amministrazione scolastica va a caccia del reggente nelle scuole vicino a quella con la poltrona vacante. Ma non sempre si trova il candidato. Così, a volte, il dirigente part-time deve affrontare un bel viaggetto per fare la spola fra una sede e l’altra. Il che comporta meno tempo a disposizione di prof, segretari, …

Rosy Bindi: «Ignorano i principi della Carta», di Natalia Lombardo

Non mi meraviglio delle minacce che vengono dagli esponenti del centrodestra: ancora una volta dimostrano la loro totale mancanza di cultura costituzionale»: così Rosy Bindi, presidente del Pd, commenta l’attacco del Pdl al Capo dello Stato. Come valuta le parole di Napolitano? «Sono richiami importanti: ha ricordato che c’è una Costituzione, che l’Italia è una democrazia parlamentare, che le Camere non le scioglie il presidente del Consiglio ma il presidente della Repubblica. È lui il garante della volontà popolare che si esercita dentro al Parlamento. Il Pdl si comporta come se fossimo una repubblica presidenziale». Viene accusato di aver indicato, in anticipo, un governo tecnico. «Napolitano non ha parlato di governo tecnico. Il Pdl ha scambiato per intervento politico il suo richiamo alla Costituzione, lo accusano perché non hanno cultura costituzionale. È la vera discriminante tra noi e loro». Anche Schifani si richiama alla volontà popolare e al voto. Che ne pensa? «Sono gravi e preoccupanti le parole della seconda carica dello Stato: non rispetta le prerogative costituzionali del Capo dello Stato perché confliggono con …

"Senza libertà di pensiero l'uomo è perduto. Simone Weil appassionata del bene comune", di Elisabetta Rasy

Nella devozione di certi suoi adepti e adepte di oggi Simone Weil prende spesso una fisionomia caricaturale. Quella di una sorta di santa laica che, nascosta dietro monastiche vesti scure, praticava un impeccabile distacco dal mondo. Niente di più inesatto: per tutto l’arco della sua non lunga vita Simone aveva coltivato contatti col mondo costanti, intensi e avventurosi. Certo, il suo aspetto era ascetico e colpiva quelli che la conoscevano da vicino, come il poeta Jean Tortel, che nel 1940 a Marsiglia, quando partecipava alle riunioni della rivista «Cahiers du Sud», la descrive così: «Una specie di uccello senza corpo, piegato su se stesso. In un’ampia mantellina nera che non lasciava mai, lunga fino ai polpacci; immobile, silenziosa, sedeva da sola – estranea e attenta, indagatrice e insieme lontana – all’estremità di un vecchio canapé sovraccarico di libri e riviste. Una presenza. Presente. Inconsueta». Ma anche quel suo corpo consumato era frutto di un preciso impegno cui Simone era fedele fin dall’adolescenza: quello di rifiutare ogni privilegio. Di privilegi avrebbe potuto averne: i suoi genitori …

"La metropolitana fantasma di Parma", di Francesco Alberti

Spesi 30 milioni, ma il progetto è stato cancellato. Inchiesta della Finanza. Il ruolo di Ettore Incalza, dirigente del ministero di Lunardi e consigliere della società. Basta un clic per salire sulla nuova metropolitana di Parma. Un clic sul sito di «Metroparma spa» e via. Tutti a bordo dell’ultimo gioiello della terra di Maria Luigia: due linee per un totale di 11 chilometri, modernissimi convogli di 30 metri l’uno, utenze da latitudini cinesi («96.700 spostamenti giornalieri – è scritto – per un totale annuo che supera i 24 milioni di passeggeri»). Decisa anche la data d’inizio lavori: estate 2009. L’estate dell’anno scorso. Altro clic. Dissolvenza. E fine della favola. Proprio così. Perché nel frattempo il progetto, già approvato, finanziato e con tanto di vincitori della gara d’appalto, è finito in cantina: non si farà mai, cancellato. Esiste solo sul sito di «Metroparma spa», società ormai in sonno. Un sonno che però ora rischia di generare mostri dato che sulla storia surreale di questa metropolitana fantasma si sono piantate da qualche giorno le unghie della Finanza …

"Siamo tutti stufi di questa politica", di Eugenio Scalfari

Sono maledettamente stufo di dover seguire i miei obblighi professionali commentando la ripetitiva rissosità e inconcludenza dei politici, l´incontenibile pulsione anticostituzionale di Berlusconi, l´uso dei dossier nei confronti di Fini e le controaccuse dei finiani contro il Cavaliere, gli sbraiti di Di Pietro contro tutto e tutti, il bastone secessionista della Lega che spunta dai borbottii di Umberto Bossi, l´attesa del Partito democratico e Godot che non arriva perché ce ne sono troppi e si paralizzano reciprocamente. Sono maledettamente stufo e non sono il solo. Sono stufi la maggioranza schiacciante degli italiani con il pessimo risultato che il distacco dalle istituzioni è diventato un abisso. Ed è stufo e molto preoccupato il Presidente della Repubblica, come lui stesso ha detto con parole sue nell´intervista rilasciata tre giorni fa all´Unità. Napolitano ha segnalato il vuoto che si è aperto da quando la rissa politica si è trasformata in rissa istituzionale; ha chiesto ai responsabili di questo stato di cose di mettervi fine al più presto; ha osservato che una crisi di governo al buio e un´eventuale …