Giorno: 13 agosto 2010

Fassino: "Purché vada via", intervista di Denise Pardo

Primo, liberarsi di Berlusconi. Con l’appoggio di chi ci sta, Fini compreso. E il voto? “Prima cambiamo le regole”. Sull’apertura a Gianfranco Fini: “A fasi di emergenza, alleanze di emergenza”. Sulle accuse di non cogliere al volo la possibilità delle urne: “Nessuna paura di votare, ma prima sarebbe più ragionevole un governo di transizione che cambi la legge elettorale”. Attenzione all’impazienza, invece: “Siccome il nostro popolo non ne può più di vedere Berlusconi a Palazzo Chigi, chiunque appaia come in grado di mandarlo a casa, penso alla candidatura di Nichi Vendola, viene abbracciato come la Madonna Pellegrina”. Così Piero Fassino, ex segretario Ds, pluriministro, notabile Pd e inviato speciale Ue per la Birmania, riflette, analizza e spiega in un colloquio con “L’espresso” le posizioni del partito nel momento più caldo della crisi del Pdl. Il caso Fini, la maggioranza in bilico e in fibrillazione… “Siamo alla fase conclusiva del lungo ciclo berlusconiano. Erano quattro partiti e quattro leader, ora Casini è all’opposizione, Fini sta prendendo a dir poco le distanze. Su legalità e giustizia il …

“Così il mio Cepu farà porta a porta per Silvio” di Federica Fantozzi

Francesco Polidori, 62 anni, umbro, è Mister Cepu. Vende formazione: corsi di recupero, ripetizioni. Forse anche a Berlusconi (che, per ricambiare, gli ha inaugurato l’università telematica E-Campus di Novadrate) cui ha consegnato un progetto di restyling del partito. Terrorizzando gli attuali responsabili e coordinatori. Come ha conosciuto Berlusconi? «Mesi fa il premier ha partecipato a una cena milanese con gli imprenditori, organizzata da un’associazione di categoria, per conoscerne il pensiero e le esigenze. Si parlava dei Promotori della Libertà, quelli della Brambilla. Io gli ho detto come dovrebbe, secondo me, organizzare il partito sul territorio: contattando le famiglie». Non lo fanno già i militanti pidiellini? «Noi del Cepu siamo puntuali. Formiamo il promotore, lo motiviamo, gli chiediamo resoconti. Sappiamo che deve avere un tornaconto personale». Di che tipo? Carriera nel partito o seggio politico? «Io lo chiamo compenso civile. Se c’è da eleggere un consigliere comunale, vediamo chi ha guadagnato più crediti. Si parte dal territorio». Perché nel suo schema il territorio è così cruciale? «È piccolo e più controllabile. E lì Berlusconi è poco …

"La destra anarchica e i rischi per il paese", di Giorgio Ruffolo

Per non essere sopraffatti da quello che Giorgio Napolitano ha definito il “bailamme” in cui è precipitata la condizione politica del paese, bisogna tentare di districare dal gioco degli inganni e dalle scandalistiche “rivelazioni” le grandi costanti che rendono comprensibile la storia politica del paese. Lo fa lucidamente Eugenio Scalfari quando individua la più importante di queste costanti: «il fiume carsico» di una destra anarcoide, che può assumere attraverso il tempo forme apparentemente contraddittorie, come quelle del totalitarismo fascista e quella del privatismo berlusconiano, ma sostanzialmente omogenee nel populismo: e cioè nel disprezzo delle istituzioni democratiche e nella delega dell´azione politica a un capo carismatico. Niente di più illiberale. Pure, grandi pensatori liberali come Benedetto Croce sostennero, quest´ultimo per breve tempo, il fascismo. Non c´è da stupirsi se oggi liberali meno insigni sostengano il berlusconismo. Il populismo privatistico è dunque la forma berlusconiana della costante anarcoide della destra italiana. Una novità importante è costituita dalla sua alleanza con l´altra forza dirompente emersa nella storia recente del nostro Paese: la Lega. Insieme, queste due forze rappresentano …

"C'è peccato e peccato", di Michele Brambilla

Che ne è dell’inchiesta su Verdini? E di quella sulla P3? E Cosentino, l’ex sottosegretario sul quale pende un mandato d’arresto, e che continua a guidare il Pdl in Campania? E che fine ha fatto Brancher, nominato ministro per cercare di sfuggire, grazie al legittimo impedimento, a un processo nel quale è poi stato condannato? E il ministero lasciato libero dal dimissionario, o meglio dimissionato Scajola, e ancora vacante? E il senatore Dell’Utri, condannato in appello a sette anni per concorso in associazione mafiosa e ancora ben ancorato al suo seggio in Senato? Erano questi i temi che fino a pochi giorni fa occupavano le prime pagine dei giornali. Tutto svanito, tutto evaporato, tutto cancellato dall’inchiesta sulla casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An e finita in affitto al fratello della compagna di Fini. Sembra che l’intera «questione morale» ora sia ridotta solo a questo, solo alla casa di Montecarlo e alle presunte responsabilità di Fini. Intendiamoci bene. Non è in discussione l’importanza della vicenda Fini-Tulliani. Anzi. «Il Giornale», sollevandola, ha dato una notizia; …

"La sveglia Usa-Bce: la crisi non è finita", di Gianni Del Vecchio

La disoccupazione sale, i consumi ristagnano: la ripresa di autunno è una chimera. Brutte notizie per chi aveva già archiviato la pratica della crisi economica, magari illuso dai primi segnali di ripresa dopo un paio di anni di buio profondo. Gli ultimi dati che arrivano sia di là che di qua dell’Atlantico gridano forte una verità indigesta: la recessione non è ancora finita. E a soffrire saranno soprattutto i lavoratori, visto che lo spettro della disoccupazione di lunga durata sta pericolosamente prendendo forma. Tanto che già si parla di sindrome giapponese, visto che il paese del Sol levante ha a lungo sperimentato il cocktail deflazionistico di bassa crescita e perenne disoccupazione. Cominciamo da ciò che sta succedendo in America. Lì il mercato del lavoro annaspa e gli ultimi dati hanno gelato le previsione ottimistiche degli analisti. Riporta il Dipartimento del lavoro che nella settimana terminata il 7 agosto, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 484mila, con un incremento di duemila unità. Gli analisti avevano invece calcolato un calo delle richieste a …

"Veneto come la Catalogna, bufera su Zaia", di Nicola Pellicani

L´opposizione: statuto secessionista. Bossi: Stato delinquente, l´Idv lo denuncia. Il no dei finiani: così i residenti saranno favoriti nei concorsi pubblici. C´è la bandiera con il leone, c´è l´inno, ci sono gli ambasciatori. Ma ci sono soprattutto “i veneti”, che vengono prima di tutti gli altri. La maggioranza di centrodestra, guidata dal leghista Luca Zaia presenta la bozza dello statuto regionale, ed è subito polemica. Il presidente è stato di parola: “Prima i veneti” era lo slogan della sua campagna elettorale che l´ha portato a stravincere le elezioni, ma adesso quello slogan potrebbe diventare uno dei punti di forza dello statuto. Basta leggere l´articolo 4 (comma 6): «La Regione si adopera in particolar modo a favore di tutti coloro che dimostrano un particolare legame con il territorio». Tradotto significherà avere una corsia preferenziale nei bandi per la casa, nei concorsi e così via. Del resto l´articolo in questione è coerente con la politica leghista, un po´ meno con quella del Pdl, ma la bozza dello statuto è ora nero su bianco, come annuncia euforico lo …

"Assunzioni all'insegna dello squilibrio", di A.G.

La scuola di questa estate sembra proprio non fare rima con equità. Le “avvisaglie” si sono avute con la manovra Finanziaria, che aveva inizialmente condannato (solo!) la scuola ad un triennio di doppie penalità (mancato rinnovo del contratto e niente scatti d’anzianità). Poi è stata la volta delle lodi alla maturità, con Calabria e Puglia a fare il pieno e la Lombardia come al solito buona ultima. La ruota, sempre all’insegna della disomogeneità, si è poi ribaltata quando l’Invalsi ha reso pubbliche le risultanze degli apprendimenti fatti registrare prima con il test standardizzato rivolto agli alunni di terza media, lo scorso 17 giugno, e poi con le verifiche cui sono stati sottoposti gli alunni delle classi seconde e quinte della scuola primaria e della classe prima della secondaria di primo grado (in questi ultimi due casi la sfida sulle competenze è stata stravinta dal Nord, in particolare dalle regioni più ad Ovest).In linea con gli sbilanciamenti dell’ultimo periodo è anche la (magra!) tornata di immissioni in ruolo prevista dal ministero dell’Istruzione dopo il via libera …