Giorno: 5 agosto 2010

Università, l'appello di Napolitano "La politica ascolti la voce degli atenei"

Sul ddl università serve “un costruttivo confronto in Parlamento”. Università e Ricerca sono fondamentali per la crescita economica e lo sviluppo culturale e civile del Paese. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al professore Bartolomeo Azzaro, pro-Rettore per lo Sviluppo delle Attività Formative e di Ricerca dell’Università degli Studi “La Sapienza”. La risposta arriva dopo che al Capo dello Stato era stata trasmessa la lettera firmata dai coordinatori della Rete29 Aprile – Ricercatori per una Università Pubblica Libera Aperta nella quale venivano esposti vari problemi relativi al mondo dell’Università e della Ricerca, in particolare in relazione al Disegno di legge n.1905 attualmente all’esame del Parlamento. L’intervento di Napolitano arriva dopo l’iniziativa rilanciata da Repubblica , che ha raccolto moltissimi messaggi di preoccupazione dei ricercatori italiani. Esigenza di una riforma. “Come sapete”, scrive Napolitano, “ho sempre guardato con attenzione al settore dell’Università e della Ricerca, che giudico fondamentale per la crescita economica e lo sviluppo culturale e civile del Paese. “Legge di riforma e dotazione adeguata di risorse per il funzionamento dell’università e …

Gelmini: «Una laurea per Bossi», di Pietro Greco

Una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione a Umberto Bossi, per chiara fama da parte dell’università dell’Insubria, nella “sua” Varese. Sponsor autorevole dell’iniziativa – secondo la Prealpina, il quotidiano varesino che ne ha dato notizia lo scorso 30 luglio – è addirittura il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariestella Gelmini. Che avrebbe telefonato direttamente al rettore dell’Insubria, il professor Renzo Dionigi. Dell’idea e dell’autorevole sponsorizzazione si è parlato in una cena informale che lo steso rettore ha avuto con il prorettore, i presidi di facoltà, i dirigenti di rango più elevato circa un mese fa in un ristorante di Azzarate. La notizia non è mai stata smentita. Anzi, il 31 luglio la Prealpina ha pubblicato una lettera del Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che rilancia l’idea e ricorda, un po’ spazientito, che sono almeno quattro anni che la Provincia chiede all’università dell’Insubria di conferire finalmente l’«indispensabile riconoscimento accademico all’uomo politico.. più significativo degli ultimi 30 anni» che, con la sua «incredibile capacità di comunicazione di massa» ha reso possibile il «miracolo …

Decreto Federalismo, si ritassa la casa

Il consiglio dei ministri approva la cedolare secca sugli affitti. Fassina: “Inciderà soprattutto sui redditi bassi”. Zoggia: “Torna l’ICI per mettere la pezza alle falle di Tremonti”. immagine documento il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto attuativo del federalismo fiscale che disciplina l’autonomia impositiva dei Comuni. Il rischio è quello di tornare a far salire le tasse, ma non si dice. E’ il federalismo fiscale della Lega e di Tremonti che cambia la tassazione sugli immobili, ma con un’aliquota unica sugli affitti al 20%, che punirà soprattutto le classi medie. E dal 2014 arriva poi la nuova imposta municipale “propria”, che sarà pagata sul possesso degli immobili (escluse le prime case) e anche sulle compravendite. All’8% sulle seconde case e del 2-3% sulle prime case. In realtà, l’esecutivo di cui il ministro Tremonti sembra essere sempre più la guida e non un componente, sta varando non u’ imposta comunale unica bensì “una mega-patrimoniale”, è Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, ad evidenziarlo in una nota, in cui spiega che “in base …

Scuola, “le immissioni in ruolo non cancellano i tagli”

Ghizzoni: “In fumo 132 mila posti di lavoro nella scuola come dimostrano i problemi di organico lamentati in tutta la provincia, da ultimo a Mirandola, San Damaso e Nonantola” “Le immissioni in ruolo annunciate dalla Gelmini non cancellano i dolorosi tagli agli organici imposti dal governo Berlusconi fin dall’inizio della legislatura”. E’ quanto afferma l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera. “Le nuove immissioni in ruolo – aggiunge la parlamentare del Pd – sono insufficienti a garantire il diritto alla continuità didattica degli studenti e consentire la certezza professionale agli operatori della scuola affinché assolvano alla loro funzione con la necessaria serenità. Tanto che la stessa ministra ne aveva chieste 26 mila ma il plenipotenziario Tremonti ha detto no”. L’on. Ghizzoni ricorda che il governo Prodi “aveva previsto 150 mila immissioni in ruolo per i docenti: un piano straordinario contro la precarietà degli insegnanti che l’attuale governo ha affossato per predisporsi con maggior agio a tagliare risorse al sistema dell’istruzione. Sono andati in fumo per scelta dell’esecutivo 132 mila posti …

"Addio ai treni per le merci, esultano i camion", di Daniele Martini

Ciò che è assolutamente incredibile è la capacità di questo governo di fare tutte, ma proprio tutte, le cose che devastano il territorio, rendono invivibili le città, peggiorano la vita degli abitanti, sprecano risorse, arricchiscono i ricchi. Treni merci addio. L’Italia si avvia a conquistare anche il record di primo paese d’Europa senza un servizio cargo pubblico su rotaia. Il traguardo non è lontano e le Ferrovie fanno di tutto per raggiungerlo il più in fretta possibile. I dati forniti al Fatto dagli operatori del settore sono molto negativi. Secondo Giacomo Di Patrizi, presidente di FerCargo, l’associazione delle imprese del trasporto merci, dal 2006 al 2010 il traffico è sceso da 68 milioni di treni al chilometro a 42 milioni. Nel 2009 il calo è stato superiore al 30 per cento e quest’anno è previsto un altro arretramento dell’8. La quota di traffico su ferro è ormai appena il 6 per cento del totale delle merci trasportate, la metà della media europea. Su questa Waterloo dei binari pesa ovviamente la crisi economica, ma l’arretramento è …

"Tre punti fermi sulla crisi", di Stefano Menichini

Nessuno sa come andrà a finire la crisi, e se può consolare (o meglio aggravare le preoccupazioni) non lo sanno neanche i più diretti protagonisti. La giornata drammatica di ieri ha fissato con precisione le posizioni, dando ragione a Dario Franceschini che aveva insistito per un dibattito parlamentare sul caso Caliendo: lungi dall’aver sortito l’effetto di ricompattare la maggioranza, lo scontro sulla mozione di sfiducia ha reso evidente, clamoroso e soprattutto formale lo squagliamento del centrodestra. Con i 299 voti che hanno salvato il sottosegretario, la maggioranza che era schiacciante solo due anni fa non porterà più a casa neanche una leggina. La terza legislatura di Berlusconi è finita ieri. Napolitano se ne terrà informato dalle rocce nere di Stromboli. Senza fretta. L’addio fra i due pezzi del Pdl si è consumato in un clima da stadio che anticipa solo di pochi mesi le urla della campagna elettorale. Certo Franceschini ha fatto un bel discorso, l’unico momento alto della giornata è stato però l’intervento di Chiara Moroni: non solo un pezzo di storia nobile del …

"Le anime morte", di Massimo Giannini

È finita. Il vascello fantasma del governo Berlusconi (come lo aveva definito Ezio Mauro meno di un mese fa) naviga ormai alla deriva. Senza un nocchiero, senza una rotta, senza una meta. Neanche più in balia di se stesso, ma piuttosto di una «Cosa» che non ha ancora un nome e un colore, ma che in Parlamento già esiste, e già cambia la geografia politica del Paese. Questo dice il voto della Camera sulla mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo: la maggioranza di centrodestra che aveva stravinto le elezioni due anni e mezzo fa non solo non esiste più politicamente, com´era ormai evidente già da qualche mese. Ma ora ha cessato di esistere anche aritmeticamente. Quella che fu l´Invincibile Armata berlusconiana, amputata della componente finiana e ridimensionata nel perimetro forzaleghista, non ha più i numeri per governare. Berlusconi può anche sdrammatizzare, accusando il presidente della Camera e ripetendo che il governo non si manda a casa per una questione che non riguarda il programma. Bossi può anche tirare a campare, dicendo «resistiamo» e ripetendo …