Giorno: 21 Agosto 2010

Campagna Pd contro la Gelmini "Banchetti davanti a ogni scuola", di Sara Scheggia

Bonaccini prepara una iniziativa al Parco Nord con Bersani il 18 settembre. Prima una festa nazionale della scuola, all´interno di quella provinciale dell´Unità di Bologna, con membri del partito nazionale e Bersani, il 18 settembre. Poi, una mobilitazione davanti a tutti gli istituti della regione, all´avvio delle lezioni, per spiegare a genitori e alunni i tagli della riforma Gelmini. Il Pd affila le armi e annuncia una dura battaglia contro «un Governo che invece di investire su istruzione e ricerca – spiega il segretario regionale Stefano Bonaccini – ha deciso scientificamente di colpire la scuola pubblica». Dal 7 al 14 settembre Bologna ospiterà una kermesse nazionale e alla prima edizione, parallela alla festa al Parco Nord, in cui si parlerà di scuola insieme a esponenti del partito e rappresentanti delle associazioni di studenti, genitori, dirigenti scolastici e sindacati. «Saranno dei laboratori di proposte politiche – sottolinea Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del Pd – e serviranno a coordinarci come opposizione: siamo davanti al più grande licenziamento di massa della storia del nostro paese». Una settimana …

Rosy Bindi: «Spiegheremo agli italiani cosa sta veramente accadendo nel nostro Paese», di Maria Zegarelli

Giovedì un percorso di alta montagna, «una ferrata», su a Peralba, 900 metri di dislivello, ieri per riposarsi un giro in bicicletta, casco nuovo fiammante lungo la Cavalzo-Cortina, poi a casa per seguire la conferenza stampa del premier e le reazioni dei finiani. Rosy Bindi, presidente del Pd, legge la dichiarazione di Italo Bocchino, «si va avanti per altri tre anni» e sorride. «È evidente che la maggioranza non esiste più e se resteranno insieme questa ricucitura non sarà altro che un rattoppo, passeranno il tempo a patteggiare e trattare su ogni punto ai danni del Paese». Ha sentito Berlusconi? Se c’è la fiducia avanti per altri tre anni. Altrimenti si vota. «Bisognerà leggere attentamente il documento, ma non mi sembra che lasci molti margini di trattativa. Vedremo se il premier sarà in grado di rimettere insieme la maggioranza, io non ci credo, sarà un continuo patteggiamento, tutte le loro forze saranno impegnate per stare insieme e non certo per risolvere i problemi del paese. Gli stessi punti del programma dimostrano non c’è nessuna attenzione …

Risorse energetiche in rosso: l'umanità ha già speso quello che la Terra produrrà nel 2010

La popolazione mondiale ha già speso tutte le risorse energetiche che il pianeta può generare nel 2010. Così, a partire dal 21 agosto e fino alla fine dell’anno, l’uomo vivrà a credito, consumando energia che la natura non produce. Il calcolo, a metà tra scienza e provocazione, è stato realizzato dall’Ong Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale non governativa che misura l’impatto dell’esistenza sulla natura, nel suo rapporto annuale. Saremo quindi nuovamente ”in credito” per quanto riguarda la produzione di cibo, la neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche la rigenerazione dell’acqua o la capacità di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura quotidianamente ci offre. La terra, i suoi abitanti, inizieranno a vivere al di sopra dei propri mezzi ecologici. A misurare il numero massimo di giorni che la biosfera può approvvigionare in l’indice tra l’impronta ecologica globale – un indicatore statistico di 150 Paesi che mette in relazione il consumo annuo di risorse ecologiche con la loro disponibilità – e la capacità della natura di rigenerarsi nel corso …

Maroni: espellere i rom comunitari. I vescovi contro Maroni

Il governo italiano vuole andare oltre i provvedimenti della Francia contro i rom: lo annuncia il ministro dell’Interno Roberto Maroni (Lega), intervistato da un giornale nazionale. Il 6 settembre a Parigi, in un incontro fra ministri dell’Interno europei, Maroni riproporrà la richiesta di poter «espellere anche i cittadini comunitari». Il ministro vuole «espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in una altro stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti». Monito della Cei I rimpatri di gruppi di rom decisi dalla Francia «sono illegittimi», perchè «riguardano sostanzialmente persone che hanno il diritto di movimento in Europa e d’insediamento». È quanto afferma, in un’intervista alla Radio Vaticana, mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei. «Questi rimpatri – spiega -, vanno a toccare soprattutto una popolazione, la popolazione rom indistintamente, senza invece, valutare con attenzione …

"Splendidi quarantenni nel labirinto", di Bruno Ugolini

Tempo di ferie e di svaghi per molti. C’è come sempre chi, anche se è in vacanza, riflette con qualche tremore sulla propria condizione. Sono i precari. Come Andrea di 37 anni, consulente ambientale, che confessa: “Per le ferie esiste il pericolo di non percepire compenso. Si è sempre a rischio di licenziamento”. Troviamo la sua storia in una serie di “carte d’identità” raccolte dall’associazione “20 maggio flessibilità sicura”, una costola del Pd, curata da Davide Imola. Quel che colpisce di questa “galleria”, con tanto di foto segnaletiche, è l’età. Non sono più dei ragazzini. Hanno quasi tutti oltrepassato i 30. Sono quasi degli “Splendidi quarantenni” come direbbe Nanni Moretti. Con mappe delle loro “carriere” che sembrano un labirinto senza fine. Andrea, ad esempio, è stato operatore telefonico, poi per diverse occasioni collaboratore occasionale, poi tecnico riabilitatore di fauna selvatica, poi collaboratore a progetto come direttore di un centro di recupero fauna selvatica, poi consulente ambientale di un Ente Nazionale. E’ stato obbligato a diventare una partita Iva. Un buon lavoro Ma il compenso non …

"Il viaggio dell'Unità dopo 150 anni: «Qui vogliamo vivere»", di Giuseppe Civati

È molto presto. Esco dall’albergo, chiedo la ricevuta e la signora non capisce. Meglio, finge di non capire. Iniziamo bene. L’unica sosta della giornata sarà al Metapoint di Metaponto (ma si può?). A qualche centinaio di metri di distanza, ci sono le Tavole Palatine. Uno spettacolo da apprezzare soprattutto all’imbrunire. Prima di buttarsi sulla mitica 106 Jonica. Cercando di rispettarne i limiti di velocità. Al contrario, in questo caso, perché il traffico è lentissimo. Vado in Calabria a vedere in che condizioni è la regione che è sempre citata nelle ultime posizioni delle classifiche di efficienza, quando si parla di federalismo e di pubblica amministrazione. E non solo. Arrivo a Isola di Capo Rizzuto. E sono tutti un po’ diffidenti. Il periodo è di quelli tosti. Carolina Girasole vince nel 2008. È biologa. Dal 2003 il Comune aveva avuto più il commissario che un consiglio comunale. Ci voleva e si sentiva il desiderio di un grande cambiamento, ma poi, spiega Carolina, «quando il cambiamento arriva, fa paura». E fanno paura anche le reazioni di chi …

"Tre libri e un film: per non smettere di rileggere Treblinka e la Shoah", di Giorgio Fontana

Anche solo iniziare una recensione di opere sull’Olocausto — e sul mattatoio di Treblinka nel dettaglio — significa entrare in un ginepraio. Quest’anno però sono apparsi alcuni testi davvero interessanti e molto diversi fra loro — più la riedizione del film Shoah di Lanzmann — che sembrano proporre, messi l’uno accanto all’altro, uno spettro di letture comparate. Un modo di guardare a Treblinka e all’Olocausto attraverso il reportage, la testimonianza in prima persona, la poesia, e il documentario. Quattro lenti diverse per una stessa tragedia, che non finiremo mai di indagare e riportare alla luce. 1. Grossmann all’inferno Scritto ai tempi in cui Grossmann aderiva ancora al comunismo, L’inferno di Treblinka pecca di qualche inesattezza e alcuni momenti agiografici verso la Russia di Stalin (e dei gulag). Ciò nonostante, rimane un documento di enorme valore umano. La compassione che muove Grossmann, infatti, non toglie nulla alla lucidità della sua penna: rende anzi le descrizioni ancora più accorate. Nel campo di lavoro di Treblinka confluivano soprattutto prigionieri politici: e per diventarlo, era sufficiente una battuta casuale …