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"L’Imu deve tornare per intero ai Comuni", di Laura Matteucci

I Comuni sperano di ottenere modifiche alla disciplina dell’Imu a breve: l’obiettivo è che vengano introdotte nella legge di Stabilità. E dello steso avviso sembra essere anche il governo, il cui sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani ha infatti parlato di interventi «prima della fine dell’anno, e comunque in tempi rapidi». Sul piatto, innanzitutto, l’obiettivo che il gettito Imu rimanga interamente ai Comuni (ora la quota statale è del 50%). Come dice il presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio: «Sul tema dell’Imu ai Comuni non si discute, anche perché stiamo parlando di un’imposta comunale. Altrimenti, lo Stato la chiami col suo nome reale, una patrimoniale sugli immobili».
«Quello invece di cui si deve discutere – prosegue Delrio – sono i meccanismi di finanziamento del Fondo di riequilibrio, che serve ad aiutare i Comuni con poca capacità fiscale, secondo criteri che permettano di non lasciare indietro nessuno. Ovviamente il Comune che dovesse far ricorso al Fondo dovrà anche impegnarsi a migliorare la propria capacità finanziaria, avviando un percorso condiviso da tutti. Anche perché l’obiettivo di ogni Comune dev’essere in ultima analisi quello di arrivare alla piena autonomia finanziaria». Il Fondo ha, in sostanza, il compito di ridurre le sperequazioni tra territori. E sullo stesso tono è il commento del vicepresidente Anci, e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo: «L’Imu deve tornare per intero ai Comuni già dal prossimo anno e su questo non retrocediamo di un solo millimetro. A parte le tecnicalità che il governo vorrà adottare, soprattutto per quanto riguarda il Fondo di riequilibrio, ricordo – afferma Cattaneo – che l’Imu, con il 50% di gettito ai Comuni e il 50% allo Stato, è un’imposta farraginosa e per l’Anci rappresenta, insieme al Patto di stabilità, una battaglia culturale per la piena autonomia e la responsabilità».
IL SALDO A DICEMBRE
Mentre la proroga al 31 ottobre dei termini per modificare le aliquote Imu è già stata decisa dal Consiglio dei ministri, («si trattava di un provvedimento necessario per valutare bene la situazione nelle casse dei Comuni, evitando così di fare bilanci fasulli», spiega sempre Delrio), le regole relative al funzionamento del Fondo sono dunque ancora da scrivere. A partire dalla proposta del sottosegretario Ceriani, secondo cui la quota oggi incassata dallo Stato dovrà confluire direttamente nel Fondo, il cui importo dovrà risultare invariato. L’Anci spingerà anche perché il governo faccia proprio il suggerimento di modificare i 500 milioni di taglio ai trasferimenti ai Comuni per il 2012, spostandoli verso il patto di stabilità o sul debito da coprire. «Questo produrrebbe un danno minore sui Comuni», dice infatti Delrio.
Si avvicina intanto il nuovo termine per modificare le aliquote Imu da parte dei Comuni. Con la prima tranche po- chi si sono tenuti sotto le 5 aliquote e le 3-4 agevolazioni.
CHIESA: NUOVO STOP
E a questo punto l’interrogativo è quanti Comuni si asterranno davvero dal far ricadere sull’Imu i costi dei tagli governativi ai trasferimenti per gli Enti locali. Il saldo dell’imposta, dopo l’acconto versato a giugno, dovrà essere versato entro dicembre.
Sul fronte dell’imposta municipale unica va ricordato anche lo stop del Consiglio di Stato al regolamento per la Chiesa. Perché, secondo i giudici, va oltre i poteri indicati dal decreto Libera-Italia con cui a inizio anno è stato disciplinato il regime di esenzione dall’imposta per gli immobili degli enti non commerciali. Il provvedimento, insomma, è andato oltre i margini di intervento consentiti al governo, e a questo punto per disciplinare la materia serve un provvedimento normativo differente. I giudici ricordano anche la procedura di effrazione già avviata nell’ottobre 2010 dall’Unione europea, secondo cui l’esenzione dalla vecchia Ici si configura come aiuto di Stato. Per Delrio, insomma, «la sostanza non può cambiare: la Chiesa dovrà pagare l’Imu». Si tratta di trovare lo strumento legislativo adeguato per regolare la questione. I parlamentari radicali, comunque, hanno già annunciato che si rivolgeranno alla Commissione europea «sollecitandola a procedere contro l’Italia e a richiedere agli enti ecclesiastici proprietari di immobili destinati ad attività commerciali di pagare l’Imu».
L’Unità 08.10.12