"Immigrati, vince chi arruola i talenti", di Marco Sodano
C’è immigrato e immigrato: c’è Enrico Fermi, per dire, e il padre di Al Capone. Con la complicazione che quando Enrico Fermi sbarcò negli Stati Uniti era già un fisico di fama internazionale, mentre Gabriele Caponi – il padre di Al – si presentò a Ellis Island a chiedere il visto di ingresso negli Usa da sconosciuto qualunque in mezzo a migliaia di sconosciuti. Il visto fu concesso, l’impiegato trascrisse male (Caponi diventò Capone) e gli Stati Uniti si misero in casa i genitori dell’uomo che sarebbe diventato il nemico pubblico numero uno. Qualche anno più tardi, d’altra parte, gli studi di Enrico Fermi avrebbero consegnato alle loro forze armate la bomba che ha risolto la seconda guerra mondiale e una lunga serie di studi sull’energia nucleare che negli anni del Dopoguerra hanno avuto una parte preponderante nella fortuna economica mondiale del Paese. Ci sono Stati che hanno fatto tesoro di questa lezione e oggi provano a garantirsi il massimo profitto dagli immigrati. L’esempio del Canada Buon ultimo è arrivato il Canada, che fa concorrenza …
