"Napolitano: da irresponsabili discutere l’euro", di Umberto Rosso
Juan Carlos, con uno strappo al protocollo, lo invita a cena in un locale tipico della capitale spagnola. Fra Giorgio Napolitano e il re di Spagna c’è una vecchia amicizia ma sono tempi difficili, per l’uno e per l’altro, e non c’è spazio per troppi convenevoli. «Non si torna indietro dall’euro», mette in guardia il capo dello Stato. Madrid deve restare agganciata al treno al Ue, e son serviti quelli che «profetizzano irresponsabilmente la fatale implosione della moneta unica», le cui voci sono state «messe a tacere o quantomeno fortemente attenuate». Chi sono i predicatori di sventura? Napolitano ne traccia in questo modo l’identikit: «Non si può discettare a cuor leggero sulle disastrose ricadute a catena di una disintegrazione dell’euro, sull’intero sistema economico europeo e mondiale». Nomi non ne fa, ma non è difficile scorgervi il profilo di Silvio Berlusconi, che ancora qualche giorno fa presentava con grande disivoltura la sua ricetta per uscire dalla crisi: fuori la Germania dalla moneta unica. Per il presidente della Repubblica, invece, è bene non farsi illusioni sulle conseguenze …
