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Scuola: Ghizzoni, su orario insegnanti azione di civiltà del Parlamento

Non serve “gradualità”, ma inversione di tendenza e un moto d’orgoglio. “L’abrogazione della norma sull’aumento di sei ore dell’orario di lezione frontale per gli insegnanti non è stata la difesa di un corporativismo, ma una azione di civiltà rivolta verso un provvedimento che avrebbe avuto ricadute peggiorative sulla qualità della didattica e sui livelli di apprendimento degli studenti e sui livelli occupazionali. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, replicando al premier Monti – Il nostro sistema di istruzione ha assoluta necessità di innovazione, a partire dalle politiche economiche che la riguardano: dopo anni di tagli alla scuola, all’università, al diritto allo studio e, più in generale, alla cultura, è necessario abbandonare politiche di stampo ragionieristico per compiere una inversione di rotta. Anche il governo Monti, avanzando la richiesta di un “contributo di generosità”, ha cercato di percorrere la stessa strada: la proposta di aumentare l’orario di lezione a parità di salario nulla aveva di innovativo e dimostrava scarsa considerazione e conoscenza della scuola. È stato un grave errore – spiega Ghizzoni – a cui il Parlamento ha posto rimedio. Il tema del lavoro degli insegnanti non può prescindere da una prospettiva culturale e politica, che valuti adeguati livelli retributivi, una riforma del tempo scuola e una riorganizzazione degli spazi della didattica, e non può che tendere al rilancio della professione docente e del suo ruolo sociale. Alla scuola e alla cultura – conclude Ghizzoni – non serve “gradualità”, ma una inversione di tendenza e un moto d’orgoglio.”

1 Commento

  1. Angelo dice

    Mi piace trasmettervi la lettera inviata da Chiara Grenzi a Fabio Fazio. Lettera che condivido pienamente perché le stamachevoli affermazioni fatte Monti mi hanno lasciato ancora una volta completamente allibito. Monti sarà anche essere un esperto della finanza (con provvedimenti di semplice ragioneria finanziaria) ma sul mondo della scuola, e ancor più, sulla dignità e sulle specificità del corpo docente, dimostra un’arroganza e un’ignoranza stratosferica.
    “- Gent.mo Fazio, mi sembra tutto un incubo: sono o no gli insegnanti della Scuola Pubblica a trasmettere il senso dello Stato, la storia di una Repubblica, il rispetto delle leggi? E dunque in nome di cosa vengono continuamente vilipesi dallo Stato stesso che loro, e non altri, difendono ogni giorno?
    Lei non può nemmeno immaginare il dolore, sì il dolore, provocato dalle parole false, superficiali e sprezzanti pronunciate ieri nella sua trasmissione da un Presidente del Consiglio che, è sempre bene ricordarlo, nessuno ha votato e sta cambiando la vita di tutti i signor nessuno.
    Vi è sfuggita la storia del docente suicida di Napoli di poche settimane fa? Devono forse essercene altri perché questo scempio di fermi? Fra l’altro è bizzarro parlare così della scuola mentre contemporaneamente ci vogliono sensibilizzare al problema del “femminicidio” (bruttissima parola): non sono forse per lo più donne gli insegnanti? Non passa forse dal rispetto dei ruoli lavorativi -e non- quel senso di giusta considerazione e di relativa protezione nel contesto familiare e civile che una donna dovrebbe sentir come certo? Infangandone il lavoro siamo sicuri di non fare ulteriori danni anche in questo senso?
    Un’insegnante ha recentemente trovato questa comunicazione sul diario di uno studente: “i genitori di XY lavorano 12 ore al giorno, non 18 la settimana, quindi non hanno tempo di venire a parlare con lei” . Peccato che lei si occupa di quel figlio e dei figli di tanti altri. Peccato che lei dopo aver passato “solo” 18 ore coi ragazzi (e crediamo che sia facile? volete provare? immaginate anche solo lontanamente come ci si sente dopo aver passato 5 ore al giorno con un centinaio di adolescenti diversi alla volta?), passa tutte le altre ore a pensare a loro e a lavorare per loro, domeniche comprese, perché, nonostante sia stanca, a volte delusa, incavolata, sconvolta o preoccupata, li considera preziosi e questo è più importante.
    Misuratele le ore di lavoro dei prof, dotateli di cartellino e teneteli a scuola fino alle 19, come è possibile fare negli altri paesi perché ci sono ambienti e materiali appositi. Poi misuratele anche mentre cenano, mentre vanno in libreria, mentre navigano su internet o guardano la tv perché la mente mai si stacca da loro, dal cercare, vagliare, scegliere i contenuti e le parole per loro.”
    Grazie on.le Ghizzoni per la passione che spende quotidianamente per il rilancio e la valorizzazione della scuola pubblica.

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