Giorno: 9 novembre 2012

“L’Europa scelga il rigore ragionevole”, intervista di Francesco Sforza con Pier Luigi Bersani e Martin Schulz

«Se un giorno mi avessero detto che sarei diventato Cavaliere, proprio io…». Sorride Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, al pensiero di quando il Cav lo apostrofò con il termine kapo creando incidenti diplomatici a catena e un discreto subbuglio internazionale. Ieri Schulz è andato al Quirinale per ricevere da Giorgio Napolitano l’onorificenza della Gran Croce e ha riservato la mattinata a un lungo incontro con Pierluigi Bersani. Tra i due c’è una conoscenza di lunga data, e spesso durante il colloquio che hanno poi aperto ai giornalisti di due testate, La Stampa e la Faz, si sono scambiati pacche sulle spalle e occhiate di amicizia. Matteo Renzi? «Non lo conosco – ci preciserà Schulz al termine dell’incontro –. Forse l’ho incrociato una volta durante un passaggio a Firenze, ma niente di ufficiale». Obama vince le elezioni in America, Merkel va a Bruxelles a richiamare il Parlamento sulla necessità di armonizzare le politiche fiscali e di bilancio, e la Grecia nel frattempo sperimenta un vero e proprio inferno sociale. L’urgenza di riflettere su un futuro …

Il muro 9 novembre 1989 – Per la caduta del muro di Berlino. Per la caduta di tutti i muri

“Il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto. E ti accorgi di tutta la sua potenza soltanto quando vedi un muro in funzione. Perché non tutti i muri funzionano; quelli che incontriamo nella vita di tutti i giorni, ad esempio, non sono veri muri. Sono interrotti, oppure hanno delle porte, insomma si possono in qualche modo aggirare o attraversare. È come se fossero degli ordigni disinnescati. Dei muri a salve. Quelli che stanno lí dentro no. Funzionano. E bene. Non c’è niente che ti uccide come un muro. Il muro fa il paio con delle ossessioni interne, cose umane, antiche quanto la paura. Nonostante le apparenze, il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. È concepito per agire sulla coscienza. Perché il muro non è una cosa che fa male; è un’idea che fa male. Ti distrugge senza nemmeno sfiorarti”. Sandro Bonvissuto, Dentro (2012) ***** Molte barriere hanno separato e separano ancora …

Sisma, Ghizzoni “Senza aiuti Ue ricadute su economia europea”

Alcuni Paesi Ue contrari al via libera al Fondo di solidarietà verso le aree terremotate. Il passaggio in Aula, al Parlamento Europeo, sembrava solo una formalità, invece sembrerebbe che alcuni Paesi dell’Unione siano contrari al via libera al Fondo di solidarietà da 670 milioni di euro da destinarsi alle aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio scorsi. “Mi auguro – dice la deputata modenese Pd Manuela Ghizzoni – che la situazione si sblocchi e che si giunga ad una decisione positiva, per il bene di tutta l’Europa”. “Se le regioni colpite dal sisma dello scorso maggio non verranno messe in condizioni di rimettersi in piedi il danno non sarà solo per le famiglie e la popolazione locale, ma per tutta l’economia italiana ed europea. – lo dichiara la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera, alla notizia del possibile blocco da parte di Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia agli aiuti per le regioni terremotate. Dopo il via libera al Fondo di solidarietà Ue da 670 milioni …

"Il tentativo (fallito) di azzerare questo Pd", di Giorgio Merlo

Non voglio buttarla sul vittimismo, tantomeno sulla dietrologia. Ma è indubbio che nei mesi scorsi c’è stata la volontà, neanche tanto nascosta, si azzerare “questo” Pd. Un’operazione politica nata attraverso i soliti sermoni di alcuni cosiddetti opinion leader e passata attraverso le conduzioni dei noti milionari di alcuni talk show televisivi che preconizzavano, settimanalmente, la fine di “questo” Pd ormai inadatto alle nuove sfide politiche. E l’occasione propizia per azzerare questo soggetto politico ormai fuori moda erano proprio le primarie del Pd, cioè lo strumento che permetteva ai cittadini del centro sinistra di scegliere il candidato a premier della coalizione. Un disegno comunque pericoloso perché partiva dal presupposto che un partito così organizzato e che metteva insieme culture politiche troppo diverse tra di loro non poteva che implodere a vantaggio di formazioni più moderne e più collaudate per reggere le sfide dei “tempi nuovi”. È persino inutile aggiungere che la “rottamazione”, al di là forse degli intenti di chi la propugnava in modo anche violento, era il grimaldello decisivo capace di far saltare il banco …

“Il tentativo (fallito) di azzerare questo Pd”, di Giorgio Merlo

Non voglio buttarla sul vittimismo, tantomeno sulla dietrologia. Ma è indubbio che nei mesi scorsi c’è stata la volontà, neanche tanto nascosta, si azzerare “questo” Pd. Un’operazione politica nata attraverso i soliti sermoni di alcuni cosiddetti opinion leader e passata attraverso le conduzioni dei noti milionari di alcuni talk show televisivi che preconizzavano, settimanalmente, la fine di “questo” Pd ormai inadatto alle nuove sfide politiche. E l’occasione propizia per azzerare questo soggetto politico ormai fuori moda erano proprio le primarie del Pd, cioè lo strumento che permetteva ai cittadini del centro sinistra di scegliere il candidato a premier della coalizione. Un disegno comunque pericoloso perché partiva dal presupposto che un partito così organizzato e che metteva insieme culture politiche troppo diverse tra di loro non poteva che implodere a vantaggio di formazioni più moderne e più collaudate per reggere le sfide dei “tempi nuovi”. È persino inutile aggiungere che la “rottamazione”, al di là forse degli intenti di chi la propugnava in modo anche violento, era il grimaldello decisivo capace di far saltare il banco …

Errani, assoluzione piena «La verità si è fatta strada», di Giulia Gentile e Claudio Visani

Assolto con formula piena dall’accusa di falso ideologico «perchè il fatto non sussiste». Vasco Errani come Nichi Vendola. La campagna del Giornale e della destra su Terremerse, per tentare di accomunare i due governatori a «Batman», agli scandali nelle Regioni Lazio, Piemonte e Lombardia, è fallita. Gioisce il popolo democratico. Plaudono i sindaci del terremoto, le istituzioni regionali e il centrosinistra a Roma. «Sull’onestà, il rigore e la correttezza di Errani non ho mai avuto un dubbio al mondo. Anzi ne sono buon testimone», commenta Pier Luigi Bersani che è legato al presidente dell’Emilia-Romagna da una lunga collaborazione, da amicizia e stima reciproca. «Vorrei sottolineare – aggiunge il segretario Pd – lo stile che Vasco ha avuto, il grande rispetto per l’inchiesta e per il lavoro dei magistrati. Quando la gente è tranquilla, non ha paura di nulla». E in serata a Bologna, dov’è per una iniziativa dei comitati Bersani, l’ex premier Massimo D’Alema sembra ora “prenotare” Errani per un ruolo nel governo nazionale che verrà: «È una delle personalità di governo più significative che …

“Il dinosauro tra le macerie”, di Massimo Giannini

L’«Ufficio di presidenza » del Pdl è la rappresentazione plastica dell’agonia di un partito mai nato. Lo spettacolo andato in scena ieri a Palazzo Grazioli, un tragico Berlusconi che come Crono divora i suoi figli e un patetico Alfano che azzarda un impossibile parricidio, certifica la penosissima fine dell’anomala e incompiuta «destra italiana». Un gruppo dirigente tremebondo e allo sbando, per anni incapace di un pensiero autonomo, tenuto in ostaggio da un vecchio caudillo al tramonto. Quella di Berlusconi è la tragedia di un uomo confuso. Le sue parole galleggiano nel vento, in una spirale vorticosa di nonsensi e di contraddizioni. Le sue conferenze stampa sono un misto tra il Teatro dell’Assurdo di Jonesco e la Deriva Situazionista di Debord. Nel videomessaggio di Villa San Martino annuncia il ritiro definitivo dalla scena (nuovo «gesto d’amore per l’Italia»), sostiene le primarie e rilancia Alfano. Nell’intervista al Tg5 dopo la condanna a 4 anni nel processo Mediaset proclama la sua ridiscesa in campo («contro la dittatura dei magistrati »), affonda le primarie e ignora Alfano. Nell’editto di …