Giorno: 12 novembre 2012

Legge stabilità: Ghizzoni, 50 milioni a garanzia del diritto allo studio

“Scongiurati i tagli lineari alla scuola è stato ripristinato il diritto allo studio costituzionalmente sancito. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, scienze e Istruzione della Camera dei deputati e presentatrice dell’emendamento per incrementare il fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio – Siamo il Paese europeo che investe meno in istruzione, in rapporto alla spesa pubblica complessiva: in Italia solo il 7% degli studenti ha una borsa di studio, un dato preoccupante, soprattutto se associato al dato che riporta un drastico calo delle immatricolazioni dovuto alla difficoltà di affrontare economicamente gli studi superiori. Pertanto, con l’incremento di 50 milioni al fondo, abbiamo compiuto un passo importante per fermare la fuga dall’università e per contrastare l’immobilità sociale, che mortifica nel nostro Paese i talenti dei giovani e le loro speranze di futuro. Siamo ancora lontani da un sistema di diritto allo studio comparabile con quello dei principali continentali, ma – conclude Ghizzoni – senza l’approvazione di questo emendamento ci saremmo ancor più allontanati dalla giusta strada.”

Sisma, Ghizzoni “Provvedimento non risponde a esigenze”

“Come per la fiducia, non voterò il provvedimento di conversione del decreto 174” La presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni, oggi impegnata a Roma per i lavori della commissione Bilancio sul Ddl stabilità, ribadisce quanto già annunciato nei giorni scorsi: domani non voterà il provvedimento di conversione del decreto 174. “Nonostante i miglioramenti apportati, – spiega Manuela Ghizzoni – il decreto presenta ancora evidenti criticità in materia fiscale a svantaggio di imprese e lavoratori”. “Come già accaduto in occasione del voto di fiducia, domani non darò il mio voto al provvedimento di conversione del decreto 174. – lo dichiara la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni, presentatrice di numerosi emendamenti al provvedimento di conversione del decreto 174 – Pur non avendo partecipato oggi alla manifestazione organizzata presso la Camera di Commercio, perché i lavori della commissione Bilancio sul DDL stabilità mi hanno impedito di prendervi parte, conosco bene le esigenze e i problemi di chi, quotidianamente, deve far fronte alle difficoltà del post terremoto. Il decreto 174 che sta per essere trasmesso al …

“Asili nido, l’Europa è lontana”, di Rossella Cadeo

Obiettivi europei ancora lontani per gli asili nido. Uno strumento chiave – quello delle strutture destinate ad accogliere i più piccoli – per garantire un sostegno all’occupazione femminile e al tasso di natalità, e che invece è ancora diffuso in maniera assai difforme sul territorio. È questo lo scenario che emerge dall’ultimo dossier a cura dell’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva sull’offerta di strutture comunali. La ricerca prende in considerazione la disponibilità nelle varie aree (province, comuni capoluogo e regioni) e le rette di frequenza, basandosi sia su dati del ministero dell’Interno sia ricavati da un monitoraggio diretto. I posti Ebbene, le strutture comunali su cui possono contare le famiglie superano di poco quota 3.600 e sono in grado di soddisfare circa 147mila richieste di iscrizione. Ma i genitori di un bambino su quattro (il 23,5%) restano in lista d’attesa e sono costretti a rivolgersi altrove. E questo accade nella maggioranza dei comuni dal momento che, secondo il dossier di Cittadinanzattiva, il servizio è garantito in meno di un quinto dei comuni italiani. A concentrare …

“Il Pd supera il 30% Grillo davanti al Pdl. Positivo l’effetto primarie”, di Carlo Buttaroni

Il clima delle primarie fa bene al Pd: nelle intenzioni di voto il Partito democratico supera il 30%. Al secondo posto il Movimento 5 Stelle che con il 15% supera il Pdl. Intanto alla vigilia di una settimana decisiva per la legge elettorale Casini smorza i toni delle polemiche e apre alle richieste del leader democratico. Sul fronte del Pdl il segretario Alfano chiude all’ipotesi di un Monti-bis e alle avances di Fini: «La sua storia con il centrodestra è finita». Il Partito democratico è ormai l’unica grande forza politica in campo. Non solo perché raccoglie quasi un terzo dei consensi ma perché tra il partito di Bersani e gli altri, compreso il movimento di Grillo, c’è una distanza abissale. Le primarie hanno contribuito a restituire al Pd un’identità forte e riconoscibile. Il processo di selezione del leader è una competizione vera, aspra, ma iscritta indubbiamente nel campo riformista. E questo l’opinione pubblica lo avverte. La forza dei democratici non deriva più dalla debolezza degli altri partiti o dall’essere la sponda opposta al berlusconismo, ma …

“Primarie, ancora scintille: oggi la sfida nell’arena di X Factor”, di Elisabetta Soglio

Non sarà una Tribuna politica con quel vecchio stile, un po’ ingessato; ma neppure un talk show gridato. Il confronto fra i cinque candidati alle primarie del centrosinistra che questa sera Sky manda in onda alle 20.30, e che potrebbe segnare una nuova via della comunicazione elettorale, si ispira semmai al modello americano. Regole ferree, scenografia ad effetto, puntare sui contenuti. «Vogliamo garantire a tutti e cinque i candidati la stessa opportunità di parlare agli elettori», spiega Sarah Varetto, direttore del canale All news, che già sta cercando di organizzare analogo confronto per le primarie del centrodestra. La cornice è quella del Teatro della Luna che a Milano ospita la trasmissione X Factor: ma le analogie con il programma musicale finiscono qui. I candidati saranno in piedi, avranno un leggio trasparente per i propri appunti e potranno muoversi verso il pubblico. Un orologio segnerà il count down, perché per ogni domanda si avrà a disposizione un minuto e mezzo; in caso di replica, il tempo concesso è invece di un minuto e c’è la possibilità …

“Se gli Usa fanno i conti con debito e crescita”, di Giuliano Amato

Dopo le prime reazioni, vediamo invece le lezioni fornite a noi, noi italiani e noi europei, dal voto americano del 6 novembre. La lezione numero uno è per noi italiani e ci invita a smetterla di decantare la migliore qualità (rispetto al nostro) del sistema istituzionale americano, che consente agli elettori di sapere subito dopo il voto chi li governerà nel quadriennio successivo. Sì, quegli elettori sanno subito chi sarà il loro Presidente, ma se contemporaneamente hanno eletto un Congresso nel quale la maggioranza va al partito opposto a quel Presidente, quest’ultimo dovrà quotidianamente negoziare con quella maggioranza le sue misure e ne uscirà o un governo condiviso o un governo addirittura bloccato. Né si tratta di un caso eccezionale, giacché è quello che è capitato a più presidenti prima di Obama, a lui durante il suo primo mandato e gli sta ricapitando ora dopo queste elezioni. La differenza dal nostro sistema non offre perciò particolari motivi di invidia, tanto più che i nostri governi dispongono dell’arma della fiducia, che non c’è negli Stati Uniti, …

«Election day, il governo sbaglia Polverini abusa del suo potere», di Jolanda buffalini

Sono 46 giorni che stiamo immersi nel gran pasticciaccio delle elezioni nel Lazio, quando Renata Polverini si dimise sibilando «questi li mando a casa io» nessuno si aspettava che questo significasse diventare ostaggi di un presidente che non fissa la data del voto. Nicola Zingaretti, quali sono gli ostacoli che si frappongono al voto? «Quello che sembra un pasticciaccio è in realtà una cosa semplicissima, non ci sono ostacoli né economici né giuridici per andare al voto subito. C’è solo un ostacolo partitico ed è il terrore di una parte del Pdl di affrontare i cittadini, per la crisi politica gravissima, per la difficoltà a individuare le candidature. Ma il costo di questo comportamento ostruzionistico è insopportabile. Il consiglio dimissionario, fermo, costa ogni giorno 350.000 euro. Questo vedono i cittadini. Solo il voto democratico è la risposta alla rabbia che, altrimenti, prenderà la strada del populismo e dell’astensionismo, come, abbiamo visto, è già avvenuto altrove». 350 mila euro al giorno sono circa 70 milioni fino ad aprile, più del doppio di quanto costerebbe la consultazione …