Giorno: 23 novembre 2012

Scuola: Ghizzoni e Coscia (PD), per qualità servono risorse e trasparenza

Chiesta audizione alla Ragioneria dello Stato. “La politica non resterà cieca e sorda di fronte alle richieste che vengono dal mondo della scuola. – lo dichiarano Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera, e Maria Coscia, capogruppo del Pd in Commissione – Alle mobilitazioni di questi giorni si deve rispondere con un investimento di risorse e con la trasparenza del loro impiego. Abbiamo chiesto di audire in Commissione la Ragioneria dello Stato per fare chiarezza sulle risorse del fondo della scuola, costituito dal 30% dei risparmi che si sono ottenuti con i tagli voluti dal precedente Governo e che dovrebbero corrispondere a 900 milioni a regime. La Ragioneria, però, ne ha certificati solo 400. La nostra attenzione alle esigenze della scuola e, più in generale, della formazione – proseguono le deputate – è stata dimostrata con gli emendamenti abrogativi per l’aumento dell’orario di lezione a 24 ore o con gli interventi a favore del diritto allo studio nell’esame della Legge di Stabilità. Ora – concludono Ghizzoni e Coscia – tutti dovranno fare la loro …

“Femminicidio, unite si può fermare”, di Rosa Villecco Calipari

Chiesuol, Enza, Giuseppina, Antonia, Esmeralda, Carmela, Alfina, Mariana, Vincenza, Rosina, Laila, Mariangela, Antonietta… via elencando fino ad arrivare a 105 nomi. Sono tante le donne, ma la lista non è aggiornata al minuto, uccise dagli uomini dall’inizio dell’anno in Italia. Sdegno, dichiarazioni di circostanza, appelli, convegni, leggi e… arriva il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ne riparliamo perché dal 1999, con la risoluzione 54/134, le Nazioni Unite hanno voluto designare una data a questa piaga che sembra aver poco a che vedere con l’evoluzione dei costumi, con il benessere, con la scolarizzazione. Risollevo la questione, come tante volte ho fatto in questi ultimi anni, davanti al governo che tante volte si è impegnato ad assumere la lotta alla violenza contro le donne come un punto cardine del suo operato. Lo faccio, insieme ad altri parlamentari del Partito democratico, con un’interpellanza urgente al ministro del lavoro e delle politiche sociali al quale chiedo «quali misure abbia individuato per fronteggiare questa emergenza» e «se esista una raccolta ufficiale dei dati» perché …

“Legge di stabilità corretta. Ora è più equa ed efficace”, di Pier Paolo Baretta

La ragione di questo repentino cambio di rotta è dipesa, a mio avviso, dalla esigenza del governo di rassicurare le autorità europee ed i mercati del nostro stato di salute. Il ragionamento deve essere stato più o meno questo: se raggiungiamo il pareggio di bilancio e in più diamo un segnale di riduzione della pressione fiscale possiamo evitare di chiedere prestiti europei. Ma, la ragionevolezza di questa impostazione è franata nella scelta di merito. La decisione affrettata di ridurre l’Irpef, che dava un debole vantaggio generalizzato a tutti i contribuenti (ma proprio a tutti, anche a chi non ne ha bisogno) era annullata, soprattutto per i ceti medi e medio bassi, dalla introduzione dei tetti e delle franchigie sulle detrazioni e dalla conferma dell’aumento dell’Iva. Un errore grave dal punto di vista degli effetti redistributivi. Per riparare a questo errore era necessario un intervento chirurgico in profondità sul corpo della legge predisposta dal governo. Per garantirci che questo necessario intervento parlamentare potesse essere avallato dal governo stesso, senza che apparisse una totale smentita, era necessario …

“È ora di fermare il rigurgito nero nella capitale e nel Paese”, di Vittorio Emiliani

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la butta sul «tecnico», «teppismo da stadio trasferito nel centro storico». Non è così: il violentissimo, organizzato raid del pub «Drunken ship» sembra non avere granché a che fare col tifo laziale. La polizia propende per una matrice politica e razzista. Tottenham è storicamente il quartiere della comunità ebraica e i bianchi, gli Spurs, ne sono calcisticamente il simbolo dalla fine dell’800. Il termine «ebrei» è risuonato distintamente fra le grida esagitate dei violenti che, spalleggiati da numerosi camerati rimasti fuori a bloccare il locale, hanno preso a mazzate i ragazzi inglesi seduti a bere e a cantare distruggendo il pub. Non a caso fra i primi fermati c’è un tifoso romanista. Quindi, la spedizione, chiaramente preparata e mirata, aveva una connotazione politica razzista, anti-ebraica. Altro che «teppismo da stadio». La gara con Tottenham era stata pensata dalla società anche come occasione per festeggiare il ritorno a Roma di un campione inglese tanto geniale (e amato) quanto scervellato: Paul Gascoigne detto «Gazza» biancoazzurro per tre campionati. Inoltre la Lazio …

“Tempo pieno (2): le ore della verità”, di Pippo Frisone

Quel che è successo al tempo pieno si riassume nelle poche tabelle sugli organici, relative al 2012/13. Il tempo pieno in Italia è passato dal 24,15% del 2007/08 al 30,6% del 2012/13 portando le classi da 33.224 a 39.735 (+5,45%). Il totale delle classi nello stesso periodo cala progressivamente da 137.598 a 132.198 (-4,08%). Gli organici di diritto nel triennio dei tagli 2009/10-2010/11-2011/12 passano da 225.450 a 198.339 (-27.111) pari al 13,66% in meno. Questi dati nazionali dimostrano che in presenza di una diminuzione costante delle classi dovuta al calo della natalità e contemporaneamente di un costante aumento delle classi a tempo pieno, i tagli che hanno colpito soprattutto i moduli ( due su tre ) non potevano non colpire anche il tempo pieno. E cosi è stato. Con l’abolizione per regolamento delle compresenze nel tempo pieno, le 4h mantenute in organico d’istituto, sono state utilizzate dalle scuole in larga parte per mantenere un tempo lungo a 30h anche laddove si riceveva una dotazione a 27h. Infatti i due modelli che si sono maggiormente rafforzati …

“Cgil, sui precari il Governo non la dice giusta: sono 230mila, l’apice nella scuola”, da La Tecnica della Scuola

Altro che qualche migliaio, come sostiene la Funzione Pubblica: per il sindacato siamo di fronte ad una vera e propria “bomba sociale”. Solo tra docenti e Ata si contano 70mila supplenti annuali. A complicare le cose “la Spending Review che elimina posti di lavoro e le ultime manovre”. Il Governo non può abbandonare questi lavoratori: servono le proroghe. Ogni tre precari “stabili” dell’amministrazione pubblica appartengono alla scuola. A sottolinearlo è la Cgil, dopo una ricognizione sui contratti precari del pubblico impiego svolta nei giorni in cui la Funzione Pubblica ha riavviato quel tavolo sul precariato chiesto da tempo e a gran voce dai sindacati. Secondo le stime del sindacato Confederale, i precari con contratto in scadenza che operano nel pubblico sono circa 230 mila precari. “Una vera e propria bomba sociale – sostiene la Cgil – che potrebbe esplodere il 31 dicembre”, quando cioè alla gran parte degli oltre 160 mila precari della pubblica amministrazione scadrà il loro contratto di lavoro. Senza dimenticare che al termine dell’anno scolastico saranno oltre 70 mila persone del settore …

“La battaglia delle donne perché balliamo in piazza”, di Elena Stancanelli

Domenica Menna era a lavoro, alla guida di uno scuolabus. Giustiziata. Francesca dormiva nel suo letto, come Rosanna. Giustiziate. Gabriella era in macchina accanto al suo assassino, Antonia aveva appuntamento con lui, per strada… giustiziate giustiziate giustiziate. Sono più di cento dall’inizio dell’anno. Nessuna di loro stava tradendo, o raccogliendo le sue cose per andarsene, quando è stata ammazzata. Cento donne inermi, uccise a freddo come farebbe un killer. Invece i loro assassini sono uomini che conoscevano bene. Cento donne diverse, giovanissime, madri, professioniste, migranti, e un’unica responsabi-lità: essere femmina. Come si può comprendere e quindi combattere un crimine, che si fonda su una motivazione tanto spaventosa, irrazionale, disincarnata? Inaspriremo la pena, faremo del femminicidio un reato che prevede l’ergastolo. Ma questo orrore, questa mostruosa guerra civile, la si combatte soprattutto nella testa delle persone. Cosa dovremmo modificare, perché non si verifichino le circostanze che armano la mano di un uomo? Dovremmo imparare insieme a loro ad uscire da una relazione, così come ci sembra divertente e senza conseguenze entrarci. Quanto coraggio ci vuole a …