Giorno: 18 giugno 2013

Beni culturali: Pd, al via esame proposta su professionisti

“La Commissione Cultura ha avviato oggi l’esame della proposta di legge per il riconoscimento dei professionisti dei Beni culturali. Siamo soddisfatti che il primo provvedimento legislativo a cui lavorerà la Commissione sia questa iniziativa alla quale il PD lavora da tempo in collaborazione con le associazioni del settore allo scopo di sanare una situazione di inaccettabile umiliazione per tanti lavoratori che da decenni vedono negata la propria professionalità. Ci impegneremo affinché il provvedimento venga approvato il prima possibile da una larga maggioranza perché è necessario dare risposte adeguate e rapide alle giuste aspettative dei professionisti dei Beni culturali”. Lo rendono noto Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Matteo Orfini, deputati democratici promotori dell’iniziativa legislativa. ****** COMUNICATO STAMPA Soddisfazione degli archeologi dell’Associazione Nazionale Archeologi per la ripresa dell’iter del ddl 362. Incardinato oggi in Commissione Cultura alla Camera, il disegno di legge Madia/Ghizzoni/Orfini che, emendando il codice dei beni culturali, riconosce la professione di archeologo. E l’Ana, Associazione Nazionale Archeologi, non nasconde la sua soddisfazione per la ripresa dell’iter del ddl 362 che la prematura conclusione della …

Dl Imu-Cig: Boccia (Pd), via libera a emendamento Coscia per personale scuole enti locali

Primo passo per superare criticità manovra Fornero per esodati di tutto il comparto. La commissione Bilancio, dopo la sospensione della discussione in Aula sul Dl IMU-Cig, è intervenuta modificando il parere del governo e dando il via libera all’emendamento dell’on. Coscia in base al quale i contratti di lavoro nella scuola degli Enti locali – sottoscritti per esigenze temporanee e sostitutive per il personale educativo e scolastico di asili nido e scuole d’infanzia – possano essere prorogati o rinnovati fino al 31 luglio 2014. “In questo modo – spiega il presidente della Commissione, Francesco Boccia – è stato di fatto ristabilito il concetto che l’anno scolastico (per il momento degli enti locali) termina secondo il calendario dei tempi della scuola e non secondo l’anno solare. L’emendamento riguarda esigenze temporanee o sostitutive ma rappresenta un primo passo verso la risoluzione di alcuni nodi contenuti nella manovra previdenziale dell’ex ministro Fornero relativi alla scuola statale e sollevati dal Comitato 96: la norma Fornero prevede infatti, del tutto erroneamente, pensionamenti a gennaio anziché settembre. La questione è oggetto …

"Quando un esame di Stato uguale per tutti gli studenti?", di Andrea Gavosto*

Vale la pena ritornare sulla decisione del ministro Carrozza, che con un decreto ha pochi giorni fa modificato i test di ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso o programmato: medicina, professioni sanitarie, veterinaria, architettura. La vicenda, infatti, al di là degli aspetti tecnici e delle conseguenze immediate per gli studenti, ha messo in luce un importante nodo critico che riguarda il futuro dell’istruzione secondaria e universitaria in Italia. Due i punti controversi su cui è intervenuto il nuovo ministro: la data dei test, che da luglio slitta nuovamente a settembre, almeno per il prossimo anno accademico; il calcolo del cosiddetto bonus maturità, che nelle intenzioni del suo predecessore, Francesco Profumo, attribuiva fino a 10 punti sulla base del voto di maturità, ricalcolato però in relazione alla distribuzione dei voti nella medesima scuola nell’anno scolastico precedente. Perché questo accorgimento? Non è un’inutile complicazione? No: sappiamo, infatti, da tempo che i voti dell’esame di Stato non sono confrontabili fra territori diversi e scuole diverse (o anche all’interno della stessa scuola), dipendendo da quanto la commissione …

Politicamente corretto… Note a margine delle dichiarazioni programmatiche del Ministro M.C.Carrozza alle Camere", di Giancarlo Cerini

Come non condividere le nobili dichiarazioni di principio rese dal neo ministro Maria Chiara Carrozza il 6 giugno 2013 di fronte alle Commissioni riunite di Camera e Senato: maggiori attenzioni e investimenti nell’istruzione per promuovere la “ricchezza” della nazione e delle persone, per uguali opportunità per tutti, per una scuola palestra di legalità, ecc. Come non essere d’accordo sulla vision che mette al centro del programma d’intenti i principi della credibilità, della trasparenza, della coesione sociale: quasi un mix di efficienza e di solidarietà, compatibile con la stagione delle “larghe intese”. Magari l’incipit è troppo connotato dal lessico degli economisti (allocare le risorse, accountability, budget, valutazione ex-post, stakeholder, benchmarking…), ma di necessità occorre fare virtù: un po’ siamo già abituati al linguaggio e oggi per convincere i “signori del Tesoro” (in Europa e in Italia) a sfondare i confini blindati della spesa pubblica bisogna essere molto credibili e dimostrare conti alla mano che ciò che si spende in istruzione ritorna – con interessi aggiunti – per lo sviluppo del paese. Ma scavando sotto lo strato …

"L'Aventino del voto", di Nadia Urbinati

Le elezioni comunali che si sono da poco concluse passeranno alla storia come le consultazioni che hanno registrato il crollo dei partiti simpatetici a visioni popu-liste e plebiscitarie (il Pdl, la Lega, e il M5S), un fatto molto importante per le implicazioni che può avere nel modo di concepire lo stato e la politica. Le elezioni passeranno anche alla storia come quelle che hanno visto un crollo della partecipazione elettorale, franata sotto il 50 per cento degli aventi diritto. Il Pd e il centrosinistra non hanno di che celebrare, anche se i loro candidati hanno vinto dovunque. Un en plein che lascia un retrogusto amaro. Ci si deve preoccupare di questo Aventino degli elettori? La domanda è retorica. Evidentemente ci si deve preoccupare, e la prima reazione a questa legittima preoccupazione dovrebbe essere una riflessione sul contesto socio- economico all’interno del quale si colloca questo declino della partecipazione elettorale. La crisi economica e la crisi partecipativa sono tra loro correlate, simili nella fenomenologia e negli effetti. La crisi economica ha alimentato una psicologia della rinuncia. …

"Il made in Italy torna a crescere", di Luca Orlando

Il rimbalzo è minimo, ma di questi tempi è già un successo. Dopo due mesi consecutivi in rosso le esportazioni italiane invertono il trend e tornano a crescere, grazie in particolare alla “novità” della mini-ripresa degli acquisti dall’Europa. Il bilancio globale del mese, aiutato dalla presenza di una giornata lavorativa in più, vede una crescita tendenziale del 4,4%, mentre rispetto al mese precedente il bilancio è in pareggio. La crescita annua è il risultato di un aumento di oltre sei punti nei paesi extraeuropei e di un guadagno del 3,1% in Europa, crescita che interrompe nella Ue i dati fortemente negativi di febbraio e marzo e che viene corroborata dal dato Eurostat che indica un significativo +4% per le spedizioni intra-europee. Determinante per il dato del Vecchio Continente è il segno più dei nostri primi due partner commerciali, Germania e Francia, ma il dato forse più inatteso è il recupero della Spagna, con un aumento del 3,9% che inverte per la prima volta un trend negativo ininterrotto dal secondo trimestre del 2011. Il risultato di …

"Un nuovo New Deal per creare lavoro", di Laura Pennacchi

Dopo l’allarmato vertice di Roma e nell’imminenza del Consiglio Europeo di fine giugno, ora che tutti in Italia e in Europa finalmente riconoscono l’emergenza lavoro e il governo Letta con il «decreto del fare» pare avere acquisita la consapevolezza che l’asse strategico debba essere il rilancio della domanda interna, chi da molti mesi lancia l’allarme non può certo essere tacciato – è l’accusa di Renzi – di «terrorismo psicologico». L’indicazione della Cgil – secondo cui, in assenza di interventi e limitandosi a proiettare nel futuro i gravi trend in atto, solo nel 2076 si tornerebbe ai livelli occupazionali del 2007 – costituisce la pura e semplice estrapolazione ai prossimi sessanta anni di tendenze già denunziate nello scorso gennaio nel «Libro Bianco per un Piano del lavoro 2013 Tra crisi e grande trasformazione» edito da Ediesse. Ora, semmai, il problema è l’opposto: che, cioè, le proposte che vengono avanzate siano all’altezza dell’eccezionalità della situazione occupazionale denunziata e unanimemente riconosciuta, siano cioè proposte di aggressione del problema e non di mero aggiustamento rimanendo alla sua superficie. Occorre …