Giorno: 3 novembre 2013

Bursi: «Il Pd guardi avanti e punti forte sui giovani», di Andrea Marini

I giovani e il futuro. Il Partito Democratico deve ripartire da qui se vuole davvero diventare lo strumento per la soluzione dei problemi della gente. Ne è convinta Lucia Bursi, sindaco di Maranello e candidata – in competizione con Giuseppe Schena sindaco di Soliera – alla segreteria provinciale. Una Lucia Bursi partita subito in vantaggio nella conquista dei delegati che incoroneranno la nuova guida Pd. Si aspettava questo inizio in discesa? «I primi dati sono positivi, ma siamo ancora ad un numero di delegati molto basso. È prematuro fare previsioni». Certo, ma ad esempio, è riuscita anche a conquistare un circolo di Carpi, che si era schierato con Schena. Sono segnali importanti… «Sicuramente, ma ripeto che è ancora presto» Intanto sta emergendo il problema della scarsa affluenza al voto. «Questo in effetti potrebbe rivelarsi un problema, legato soprattutto al fatto di trovarci di fronte a congressi convocati in gran fretta. Io comunque negli ultimi giorni, a quanto vedo registro presenza in aumento nelle affluenze agli incontri che stiamo facendo. Abbiamo mosso interesse. Io sono fiduciosa» …

“Una giungla di norme variabili che alimenta la fuga di cervelli”, di Stefano Paleari*

Le fasi della crisi sono ora chiare: finanziaria, economica, occupazionale e, da ultimo migratoria. Le statistiche recenti sulla disoccupazione in Italia sono da capogiro: 12,5% con un picco del 40,4% per quella giovanile. Fra non molto anche le statistiche sui giovani fuggiti all’estero certificheranno questa accelerazione anche se, chi vive in mezzo ai giovani come in Università, tocca da tempo con mano l’intensità crescente di questo fenomeno: richieste da parte degli studenti di esperienze all’estero che da temporanee diventano permanenti, dottori di ricerca che trovano in pochi giorni una posizione in Università e centri di ricerca stranieri, ricercatori che a fronte di concorsi italiani di durata e architetture imprecisate vengono chiamati da prestigiose Università oltre confine. E, infine, nelle discussioni con le famiglie della cosiddetta middle class, l’idea per i propri figli di immaginare un futuro fuori dall’Italia. Con il Sud che subisce una doppia migrazione: verso il Nord e fuori confine. È difficile accettare questo epilogo, non solo per la “generazione di mezzo” a cui appartengo ma per tutti coloro che hanno ancora a …

“La guerra dei mondi”, di Luca Landò

Il fisico americano Brian Greene sostiene che l’universo non sia figlio unico. Oltre a quello che conosciamo (o meglio, che conosciamo in minima parte) ci sarebbero altri otto fratelli, chiamati universi paralleli, di cui non sappiamo e non sapremo mai nulla. Difficile dire se la teoria abbia un fondamento o sia il trastullo di un geniale scienziato. Abbiamo però il sospetto che quell’idea, vera o falsa che sia, possa diventare un efficace strumento per comprendere quanto accade da anni in Italia. Non è necessario essere astrofisici o premi Nobel per capire che nel nostro Paese ci sono due realtà, due mondi che corrono paralleli come i binari di un treno. Nel primo, il mondo di B, c’è un signore condannato a quattro anni per frode fiscale che anziché togliere gentilmente il disturbo annuncia urbi et orbi di volersi candidare per governare il Paese. Nel secondo, il mondo di I, ci sono 3,2 milioni di persone che hanno perso il lavoro, altri che stanno per perderlo e un esercito di giovani (quattro ogni dieci) che se …

“La corsa a ostacoli delle università italiane per attirare gli studenti stranieri”, di Gianna Fregonara

Sono quasi 4 milioni, erano 3,6 milioni tre anni fa, poco più della metà nel 2000. Arrivano soprattutto dall’Estremo Oriente, dalla Cina innanzitutto da dove ogni anno parte almeno mezzo milione di studenti. Di questo enorme mercato di ragazzi in movimento nel mondo in cerca di un’università, gli atenei italiani faticosamente cercano di conquistare una fetta: gli studenti stranieri che scelgono l’Italia per studiare sono ormai più di 70 mila (Erasmus escluso), dicono i dati del rapporto Unesco 2011, vengono principalmente dal Mediterraneo e dall’Est europeo oltre che dalla Cina appunto. Ma i numeri sono inferiori anche agli obiettivi europei; a parte il sistema anglosassone, Francia e Germania fanno molto di più. Ca’ Foscari a Venezia ha compiuto un grande lavoro passando in tre anni da un 3 per cento di stranieri al 10: oggi sono cinquecento su cinquemila studenti per ogni anno. «Siamo avvantaggiati dal fatto che Venezia ha anche una sua particolarità per tutto ciò che riguarda l’arte, ma abbiamo aperto desk nelle ambasciate di 18 Paesi, forniamo un servizio di tutoraggio da …

“La scuola assumerà in tre anni 69mila insegnanti”, di Francesca Milano

Il decreto scuola approvato dalla Camera giovedì porta in dote 85mila nuovi posti di lavoro: 69mila destinati a docenti, 16mila riservati al personale tecnico-amministrativo. Si tratta di assunzioni che saranno spalmate sul triennio 2014-2016, tenendo conto – come è scritto nell’articolo 15 del decreto – «dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno». La metà dei nuovi docenti verrà scelta fra i vincitori del “concorsone” e dei concorsi precedenti e l’altra metà fra i precari presenti nelle graduatorie a esaurimento. Il piano triennale rappresenta la prosecuzione di un analogo intervento disposto per il 2011-2013 con il decreto legge 70/2011. Tra i quasi 70mila nuovi docenti ci saranno anche 26mila insegnanti di sostegno (12mila nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria e 14mila in quella secondaria di I e II grado). E proprio a proposito del sostegno, il provvedimento che passa ora al Senato, modifica la percentuale dei posti dedicati: per l’anno scolastico 2013/2014 la dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno deve essere pari al 75% (prima era al 70%) del numero dei …

“Il teatro di ombre”,di Gianni Riotta

La vicenda dei dati raccolti dall’agenzia americana di intelligence National Security Agency e la reazione dei governi europei nasconde una delicata filigrana . L’immagine in superficie divide la pubblica opinione nella contesa politica, mentre i professionisti più accorti studiano, e si contendono, la filigrana occulta. Curioso paradosso per una crociata sulla trasparenza. Il presidente francese Hollande protesta con Obama sulle scorribande Nsa in Francia, ma solo con pacata sagacia. Hollande sa quel che Bernard Squarcini, ex capo dell’intelligence interna Dcri, dice con candore raro in un uomo dei servizi : «Se i nostri leader si stupiscono per le rivelazioni Nsa vuol dire che non hanno mai letto i rapporti che mandavo loro… tutti sanno che gli alleati cooperano sull’antiterrorismo, ma poi si spiano a vicenda, lo fanno gli americani e lo facciamo noi, dal mercato all’industria, nessuno è fesso». Con realismo il ministro del Commercio Nicole Bricq conferma: «Inutile piagnucolare… piuttosto la Francia migliori» la propria rete di raccolta dati. Distratti dal Teatro di Ombre su sicurezza e dati, non vediamo il vero scontro, indicato …