Giorno: 26 novembre 2013

“Senza coraggio l’Italia frana”, di Enrico Rossi

Supertifoni, cicloni fuori stagione, bombe d’acqua sempre più frequenti, troppe alluvioni e un diluvio di frane. Ma la cosa eccezionale – diceva bene Luca Landò domenica su l’Unità – è che di fronte al ripetersi di queste tragedie si continui a far finta di nulla. Si continua a costruire nelle zone a rischio, a tombare fossi e torrenti, ad abbandonare la manutenzione del bosco e del reticolo idraulico minore, a non fare interventi di prevenzione. Si interviene a stento sulle emergenze ma non si riesce a realizzare un vero piano nazionale di prevenzione per mettere in sicurezza il territorio. Ma ancor prima di un piano di investimenti occorre cambiare radicalmente cultura e regole del governo del territorio per non ripetere più gli errori del passato. Ne parlai anche con il precedente governo, ma senza ottenere alcuna risposta. Fatto sta che si continua a spendere, quando va bene, solo per riparare i danni. Per le tre alluvioni del 2011-2012 noi stiamo spendendo 250 milioni. Siamo costretti a farlo, ma sappiamo bene che per ogni euro speso …

“Il governo percorre una via stretta”, di Paolo Baroni

E anche la Trise alla fine va in soffitta. Con l’emendamento annunciato ieri in Senato finisce la girandola delle nuove tasse su casa e dintorni che tanto hanno inquietato i contribuenti, e fatto urlare il partito del giù-le-tasse, e che fino ad ora non avevano però mai visto la luce. L’ultima arrivata, quella definitiva, salvo sorprese dell’ultima ora, si chiamerà Iuc, ovvero «Imposta comunale unica». E come le precedenti avrà una componente patrimoniale, l’equivalente per intenderci della vecchia Imu (che però, come sappiamo, non si paga più sulle prime case se non quelle di lusso); quindi incorporerà la tassa sullo smaltimento dei rifiuti (Tari) e quella sui servizi indivisibili (la Tasi). La novità qual è, allora? Che rispetto alla Trise la «Iuc» non sarà così «cattiva» come ipotizzato in un primo momento dai tecnici del Tesoro. Perché, e questo è il dato nuovo emerso ieri, dopo l’ennesima giornata di batti e ribatti governo-maggioranza, le compensazioni destinate ai Comuni verranno aumentate del 50% passando da un miliardo di euro a un miliardo e mezzo. E quindi …

“Quel volto deturpato bandiera delle donne”, di Michele Serra

Fortunati i trecento studenti di Parma che ieri hanno potuto vedere e ascoltare Lucia Annibali, sfregiata con l’acido lo scorso aprile per volontà di un ex fidanzato respinto, un uomo così violento e così vigliacco da prezzolare, per quell’orribile gesto, due sicari albanesi. Fortunati quei ragazzi perché il volto di Lucia, ricomposto giorno dopo giorno con una fatica, una dignità, una costanza, una sopportazione del dolore davvero femminili, sventolava in quell’aula come una bandiera. «Voglio ringraziare il mio volto ferito — ha detto Lucia — perché mi ha insegnato a credere in me stessa. A essere padrona di me, del mio corpo e dei miei sentimenti». Tra pochi giorni quel volto fronteggerà in tribunale il suo carnefice. Colui che lo voleva cancellare (perché non merita di esistere, per il maschio padrone, cioè che non gli appartiene) se lo vedrà di fronte. NON sappiamo se proverà rimorso o vergogna per il suo gesto atroce, tra l’altro mutuato di recente, qui da noi, da culture arcaiche e remote, una tortura importata sadicamente dallo spazio e dal tempo …

“Scatti, anche per il 2012 paga il fondo di istituto”, di Carlo Forte

Recupero del 2012 ai fini dei gradoni si farà. Una parte dei fondi necessari, 120 milioni, sarà attinta dai risparmi certificati dal ministero dell’economia, derivanti dal taglio di 135mila posti di lavoro nella scuola operato con l’articolo 64, del decreto legge 78/2010. La restante parte, circa 180 milioni di euro (secondo l’ufficio legislativo del senato ogni anno di ritardo vale un risparmio per l’erario di circa 300 milioni) sarà attinto dalle risorse destinate al finanziamento del fondo di istituto. É quanto emerso in un incontro che si è tenuto a viale Trastevere il 22 novembre scorso tra il ministro dell’istruzione, Maria Chiara Carrozza, e i vertici dei sindacati rappresentativi della scuola: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams. Prima che i soldi arrivino in busta paga, però, sarà necessaria l’emanazione di un atto di indirizzo all’Aran da parte del governo. Dopo di che l’agenzia convocherà i sindacati e darà il via alle trattative. Infine, se le parti giungeranno ad un accordo, sarà stipulato un contratto che fisserà le condizioni per il ripristino del 2012 ai fini …

“Pensioni, Consulta in alto mare”, Nicola Mondelli

“Ancora nessuna decisione da parte dei giudici della Corte costituzionale sulla questione di costituzionalità, sollevata da un giudice del tribunale di Siena, in relazione all’articolo 24 del decreto legge 201/2011″. Il riferimento è al punto in cui viene fissato al 31 dicembre 2011, anziché al 31 agosto 2012, il termine entro il quale il personale della scuola doveva possedere i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa previgente l’entrata in vigore del predetto articolo 24, per accedere al trattamento pensionistico di anzianità (60 anni di età e 36 di contribuzione o 61 anni di età e 35 di contribuzione,oppure, indipendentemente dall’età, 40 anni di contribuzione) o di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 61 per le donne unitamente a 20 anni di contribuzione). Nel corso dell’udienza tenutasi il 19 novembre, i giudici della Corte, dopo avere ascoltato gli avvocati del personale della scuola interessato, quelli dell’Avvocatura dello stato e avere ritenuto ammissibile la richiesta dell’Inps di intervenire nel giudizio costituzionale, si sono infatti solo riservati di decidere sulle eccezioni preliminari sollevate dalle parti e …

“Precari, la Ue non ci sta più Italia a rischio condanna”, di Franco Bastianini

Sul trattamento giuridico ed economico riservato dalle leggi italiane agli insegnanti e all’altro personale precario in servizio nelle scuole statali, l’Europa non ci sta più. La Commissione EU sembra infatti avere perso la pazienza nei confronti dell’Italia che, nei fatti, continua ad ignorare le richieste di adeguamento alle norme, contenute nella direttiva comunitaria 1999/70/CE e successive modificazioni, appunto in materia di trattamento giuridico ed economico degli insegnanti e del personale precario della scuola statale. Se entro sessanta giorni, si legge infatti in una nota della Commissione inviata nei giorni scorsi alle autorità italiane, l’Italia non avrà fornito risposte alle richieste di chiarimenti sulla discriminazione economica in atto tra il personale non di ruolo e quello di ruolo, questione già oggetto di procedure d’infrazione avviate nel 2010, nel 2012 e nel 2013, la Commissione si vedrà costretta a portare l’Italia davanti alla Corte di giustizia europea che, nel caso di una sentenza di condanna, potrebbe costare alla casse dello stato qualche decina di milioni di euro. Il pericolo non poteva lasciare indifferenti le organizzazioni sindacali che, …