Giorno: 1 Luglio 2014

Rai, Ghizzoni “Stop alle richieste di canone per i pc delle aziende”

La deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni ha interrogato il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi affinché ribadisca, come già avvenuto nel 2012, che aziende e professionisti non sono tenuti al pagamento del canone speciale Rai per l’utilizzo di computer, tablet, smartphone e sistemi di videosorveglianza. In queste settimane, infatti, sono arrivate alle aziende e ai professionisti bollettini per il pagamento di cifre che vanno dai 200 ai 6mila euro l’anno. Era già successo anche nel 2012, ma poi era intervenuto il Ministero competente che con una nota del Dipartimento delle comunicazioni aveva fatto chiarezza sul caso. In queste settimane, senza che nulla fosse mutato nella legislazione vigente, la Rai sta di nuovo inondando le imprese e i professionisti di richieste per pagare il cosiddetto abbonamento speciale, quello a cui sono tenuti coloro che detengono, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi, atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. “Molti imprenditori e responsabili di associazioni di categoria mi hanno contattato – spiega la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni – e io ho deciso …

"Falso in bilancio, Csm e civile «La giustizia non è più un tabù»", da redazione Unità

Aule parlamentari affollate. Di decreti e provvedimenti di legge su materie che scottano. Della grande riforma della giustizia, quindi, se ne riparla a settembre. Per ora se ne conoscono i temi e i confini, ma per la loro realizzazione si può aspettare ancora un po’. «Almeno quei due mesi per dare tempo a cittadini e professionisti del settore di poter dire la loro» dice il premier Renzi. Una consultazione on line aperta a tutti all’indirizzo [email protected] come era già successo per la pubblica amministrazione. La parola chiave, rivendica Renzi, è «partecipazione, contro tutti quelli che dicono che questo governo decide da solo». L’importante è rispettare dodici linee guida. Dodici paletti insuperabili ma già di per sè rivoluzionari perchè toccano santuari inviolabili come il Csm e le intercettazioni. E li toccano in un modo per cui lo stesso Renzi è «molto curioso di vedere cosa scriveranno i giornali e come reagiranno gli interessati». In un modo nell’altro, però, il governo vuole dire basta «ai magistrati che fanno carriera grazie all’appartenenza a una corrente della magistratura» mentre …

"Se l’Italia resta da sola a fronteggiare la marea", da redazione Unità

Da una parte una contabilità che si fa ogni giorno più preoccupante, dall’altra una Unione Europea che al massimo si è limitata a qualche buon proposito espresso sempre e soltanto a parole. Da una parte un impegno concreto, oneroso, che ha permesso di salvare migliaia di vite umane anche a costo di spendere milioni di euro sottratti a bilanci che non tornano mai in tempi di crisi e spending review, dall’altra istituzioni continentali che hanno già spiegato di non essere disposte ad aprire i cordoni della borsa, come se il problema immigrazione riguardasse soltanto l’Italia e non la frontiera meridionale dell’Unione. Sullo sfondo, quell’allarme sollevato un mese fa dal direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, Giovanni Pinto, ascoltato in audizione dalle commissioni Difesa ed Esteri riunite del Senato: «Un nostro esperto immigrazione a Tripoli parla di 800mila presenze in territorio libico pronte a partire verso l’Europa» ha detto Pinto, sottolineando che i migranti sono «eritrei, somali, sudanesi, senegalesi, gambiani». Un esodo potenziale favorito dal fatto che «in quel paese c’è la percezione di …

Non dovrà essere un semestre di «routine», di Alberto Quadrio Curzio

Il semestre italiano di presidenza europea non potrà portare ad innovazioni radicali ma non dovrà essere di routine perché così si sprecherebbe il successo elettorale di Matteo Renzi, con danni per l’Italia e per l’Europa. A nostro avviso il presidente del Consiglio dovrebbe puntare sulle «continuità innovative» che piacciono anche al cancelliere Merkel, sulle quali Draghi si muove magistralmente e dove Renzi non avrà vita facile come dimostra anche il recente Consiglio europeo che non ha mancato di richiamare alle riforme strutturali tutti i Paesi che non le abbiano fatte adeguatamente. Le continuità innovative (Ci). Il dosaggio tra questi due elementi dipende dalla tattica politica ma l’accentuazione innovativa del quinquennio europeo entrante dovrebbe prevalere al più presto su due linee almeno. Con riferimento ai vincoli di bilancio e all’uso dei fondi europei, le Ci devono assicurare che le eventuali maggiori flessibilità siano connesse a veri obiettivi pro-crescita che abbasserebbero anche i rapporti sul Pil. Il “decalogo” pubblicato sul Sole domenica va in questa direzione su cui proporremo un «Compact Industriale, scientifico, infrastrutturale (Isi)». Con riferimento …

"La pace è più lontana. Una tragedia nata dalla mancanza di un confine netto", di Abraham B. Yehoshua

L’uccisione brutale dei tre ragazzi rapiti è una tragedia che allontana la pace ed evidenzia la necessità di un confine chiaro, riconosciuto, fra Israele e Palestina. La pace è più lontana perché le conseguenze di quanto avvenuto vedranno il governo israeliano di Benjamin Netanyahu tentare di schiacciare Hamas e Hamas scivolare su posizioni sempre più estreme, rintanandosi nell’angolo del terrorismo. Per chi, come me, aveva creduto, serbato grande speranza, nel governo di unità nazionale palestinese di Abu Mazen, con Fatah e Hamas assieme, è un giorno triste. Credevo che questa intesa a lungo perseguita da Abu Mazen, potesse costituire una svolta e avvicinare la soluzione dei due Stati ma ora questo orizzonte si allontana nel tempo. Anche se, in realtà, sappiamo ancora molto poco di quanto è avvenuto: mancano le informazioni su come sono stati uccisi i tre adolescenti, su chi li ha uccisi e dunque anche certezze sulla matrice politica ovvero se si è trattato di un crimine commesso da Hamas oppure da gruppi isolati di criminali che rispondono solo a se stessi. Israele …

"Il diritto di respirare", di Gad Lerner

Il groviglio di corpi accatastati nei barconi fino a provocare la morte per soffocamento di chi sta sotto, è la diretta conseguenza del monopolio sul trasporto marittimo dei migranti che noi europei abbiamo concesso alle organizzazioni criminali. Stiamo uccidendo migliaia di innocenti e stiamo arricchendo le nuove mafie transnazionali. Noi che ci indigneremmo se in simili condizioni venissero stipati gli animali destinati al macello, accettiamo che degli umani vengano caricati sui battelli a cinghiate come bestiame. Quello che i sopravvissuti tra di loro chiamano pudicamente “il viaggio”, ma solo in pochi avranno il coraggio di rievocarlo, è la cruna dell’ago del mondo contemporaneo. Chi lo intraprende sa cosa rischia: ormai depredato di tutto, imbarcandosi è come se entrasse per sua volontà in stive le cui pareti metalliche possono trasformarsi in camere a gas, fatale ultimo azzardo dopo un’infinità di torture subite. Uomini, donne e bambini muoiono sotto i nostri occhi in uno stretto braccio di mare per disidratazione, per affogamento e ora anche per mancanza d’aria. È grottesco pensare di disincentivarli inasprendo i controlli o …

"Sorpresa: i nostri laureati sono bravissimi, e trovano perfino lavoro. Ma sono troppo pochi", di Maurizio Ricci

Più bravi, seri, studiosi, motivati, efficienti. Ma dannatamente pochi. Il quadro dei laureati italiani fornito dalla consueta indagine Almalaurea dà un’immagine confortante che, però, svanisce in fretta. Dopo il boom a cavallo del millennio dove, forse, fin troppi si sono buttati nelle aule universitarie, la qualità degli studenti è migliorata. Cala nettamente la quota dei fuoricorso, aumenta la partecipazione alle lezioni, resta la voglia di perfezionarsi all’estero o in stage e tirocini paralleli allo studio. Nel 2003 i giovani che si laureavano nei tempi previsti erano il 15 per cento. Oggi sono il 43. Cosa chiedere di più? Semplice: più laureati. La qualificazione ai massimi livelli è uno dei prerequisiti indispensabili per la crescita delle economie moderne e noi siamo indietro. Fra i giovani nella fascia 25-34 anni, i laureati sono solo il 21 per cento, contro il 39 per cento della media dei paesi industrializzati. Più o meno, siamo al livello della Turchia. L’obiettivo comune fissato dalla Commissione di Bruxelles – il 40 per cento di laureati fra i giovani di 30-34 anni entro …