Giorno: 11 luglio 2014

67 trucidati a Fossoli, Ghizzoni “La memoria, un atto di giustizia”

La deputata Pd propone di riconoscere normativamente i luoghi della memoria nazionale Si celebra domenica a Carpi, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, il 70esimo anniversario dell’eccidio del Poligono di tiro di Cibeno. “L’esercizio non retorico della memoria è un atto di giustizia innanzitutto nei confronti delle 67 vittime – ricorda Manuela Ghizzoni che rilancia, in occasione del 70esimo della Resistenza, la proposta di riconoscere normativamente i “luoghi della memoria nazionale”. Ecco la sua dichiarazione: “Come già negli anni passati, domenica sarò a Cibeno per partecipare alle celebrazioni del 70esimo anniversario dell’eccidio del Poligono di tiro, quando i nazisti fucilarono 67 prigionieri prelevati dal campo di transito di Fossoli. Sarà presente il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Le celebrazioni sono un momento di riflessione sul nostro passato recente: non si tratta di un esercizio retorico, è nostro compito continuare ad essere in prima linea nella difesa della memoria. Il lavoro della Fondazione Fossoli, con il sostegno dell’Amministrazione di Carpi, in questo senso, è assolutamente meritorio, a partire dalle iniziative per strappare all’oblio luoghi, …

"In vista un piano d'azione per la «Grande Pompei»", di Francesco Prisco

Servirà a velocizzare l’utilizzo dei fondi europei Più poteri alla struttura commissariale, così da riuscire a spendere i 105 milioni cofinanziati da Bruxelles entro il termine di fine del 2015. Ma al tempo stesso misure che consentano di prevenire rischio corruzione e scongiurare infiltrazioni camorristiche negli appalti. Viaggia ormai su questo doppio binario il Grande progetto Pompei, in virtù delle novità introdotte dal Dl «Art Bonus» in corso di conversione in Parlamento. Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini avrà modo di discuterne direttamente con il commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn: i due, insieme con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Del Rio, sono infatti attesi nel sito archeologico vesuviano il 17 luglio dal soprintendente Massimo Osanna e dal direttore generale Giovanni Nistri. Faranno il punto sull’avanzamento della spesa del piano straordinario d’intervento cui l’Europa contribuisce con 78 milioni attinti al Fesr e sottoscriveranno un “piano d’azione” per velocizzare la spesa. E qui veniamo alle note dolenti perché, al di là di rassicurazioni inviate a Bruxelles e dichiarazioni d’indenti, si procede …

"Il coraggio della verità", di Roberto Napoletano

La fiducia si costruisce con il coraggio della verità, i tempi e le modalità di questa lunga crisi non sono uguali per tutti. Prima la frenata delle previsioni del pil italiano, ora il dato della produzione industriale di maggio (-1,8% sul 2013) che supera le più negative aspettative e sembra spegnere i segnali, cautamente positivi, che pure si percepivano. Il tasso di disoccupazione giovanile ha superato da tempo la soglia della sostenibilità, il divario tra le due Italie ha assunto dimensioni strutturali mai raggiunte in passato. Il peso della tassazione su imprese e banche, frutto di un’eredità abnorme, e il peso, altrettanto abnorme, di una burocrazia ossessiva, chiudono spazi vitali di crescita, in casa, sia per le forze sane della produzione (ci sono e lottano nel mondo) sia per quelle giovanili di talento (ci sono e si affermano nel mondo). Questa è la realtà italiana. Figlia di colpe nostre, evidenti, e di colpe europee, che hanno la loro origine in un eccesso di rigore. Se anche la Germania è costretta a chiudere un trimestre con …

"A quando una cultura scientifica in un sistema di istruzione di pari dignità?", di Maurizio Tiriticco

In tanto fervore riformatore, quale quello avviato dal Cantiere della scuola del PD, in cui un massiccio intervento su cattedre e tempi di insegnamento sembra costituire il toccasana dei mali che affliggono la nostra scuola, l’amara riflessione di Carlo Rovelli su “la Repubblica” sembra riportare al nocciolo dei problemi uno dei nodi più importanti del nostro “Sistema educativo di istruzione e formazione”: l’incultura scientifica. Il che non è affatto casuale. In realtà, lungo tutte le riforme che dal dopoguerra in poi hanno interessato il nostro sistema scolastico, il pregiudizio di sempre non è mai stato intaccato. Quel pregiudizio che ha preso corpo con la riforma Gentile, ma che in effetti costituisce il male profondo di tutta la nostra tradizione culturale, o colta che sia. Si tratta del pregiudizio che vuole che la cultura classica sia quella che da sempre connota noi italiani e che, in quanto tale, possa e debba costituire il passaggio obbligato degli studi per chiunque aspiri – e ne abbia le capacità – ad accedere a studi superiori impegnativi e a far …

"Test Invalsi: alle elementari studenti alla pari, ma poi il Sud resta indietro", di Salvo Intravaia

Nelle prove del 2014 le classi delle regioni meridionali recuperano terreno rispetto agli anni scorsi, ma il divario resta alto. Il gap più rilevante in matematica ​Il Nord rallenta mentre il Sud recupera posizioni. E, almeno nella scuola, il divario Nord-Sud si accorcia. Questa mattina, il presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello ha presentato i dati sugli ultimi test che tra maggio e giugno hanno impegnato 2 milioni e 300mila alunni di 122mila classi italiane. Il quadro che esce dai questionari che intendono saggiare le competenze degli alunni italiani è a tinte contrastanti. Gli studenti meridionali restano in coda alla classifica nazionale delle performance in Italiano e Matematica, ma recuperano posizioni rispetto ai compagni che studiano nelle regioni settentrionali. E questi ultimi non sembrano più in grado di offrire le prestazioni estremamente positive del passato. Quest’anno, le classi sondate dall’Invalsi (l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sono state soltanto quattro: seconda e quinta elementare, terza media e secondo anno delle scuole superiori. I ragazzini della prima media, per la …

"I mercati in allarme paura di un’eurocrisi la terapia d’emergenza non sta funzionando", di Federico Rampini

Quando i risparmiatori sono pronti a prestare alla Repubblica federale tedesca per due anni, senza chiedere interessi. Si separano dai propri soldi, li prestano a uno Stato (sia pure solido e affidabile), sono disposti a recuperarli solo due anni dopo, e senza averci guadagnato proprio nulla. Com’è possibile? Cosa c’è dietro? Le crisi europee arrivano d’estate: 2011, 2012, e adesso 2014? Il minimo storico segnato in questi giorni dai titoli di Stato tedeschi ci riporta indietro quasi ai livelli della primavera/ estate 2012, uno dei momenti più terribili per l’eurozona, quando diversi paesi della periferia sembravano sull’orlo della bancarotta. Ora non c’è all’orizzonte il default di uno Stato sovrano. La notizia che ieri ha diffuso paura sui mercati globali: il possibile crac di una banca portoghese, l’Espirito Santo. Ma davvero? Stiamo parlando di una piccola banca in un piccolo paese, come può trascinare al ribasso le Borse da New York a Shanghai? In realtà i guai dell’Espirito Santo sono poca cosa, l’albero che nasconde la foresta, o forse un pretesto: dietro c’è una crisi ben …

"Che cosa significa quel voto sul Senato", di Stefano Menichini

Da una parte c’è il voto di una commissione parlamentare, solo il primo, su un testo di legge che dovrà avere ancora molti passaggi. Dall’altra ci sono correzioni in peggio di previsioni economiche che riaprono scenari inquietanti: manovre correttive, aumenti di tasse, pesanti tagli di spesa (tutte ipotesi ieri scartate seccamente dal presidente del consiglio). Le due dimensioni non sembrano paragonabili, quanto a impatto sulla realtà italiana. Un percorso di auto-riforma della politica, per quanto atteso e apprezzato, suonerà sempre distante dalla condizione di famiglie e imprese rispetto ai conti che non migliorano e ai consumi che non ripartono. Oggi molti commentatori rimarcheranno il contrasto e lo metteranno a carico del governo, provando a sminuire il successo della prima approvazione della riforma costituzionale che mette fine al bicameralismo in vigore dal 1947. Non è una contraddizione alla quale si possa rispondere facendo spallucce: i dati economici sono veri e preoccupanti, le previsioni sul Pil vanno riviste al ribasso con le conseguenze del caso, Padoan ne ha parlato con Napolitano. Renzi però ha un ragionamento semplice …