Giorno: 14 Luglio 2014

"Lettera del Pd ai parlamentari del Movimento 5 Stelle", di Matteo Renzi, Alessandra Moretti, Roberto Speranza, Debora Serracchiani

Siamo d’accordo nell’incontrarci di nuovo e vi diamo la disponibilità per le giornate di giovedì o venerdì. Va bene presso la Camera dei Deputati, va bene in streaming, fateci sapere. Gentili parlamentari del Movimento Cinque Stelle, abbiamo ricevuto la vostra risposta. Ci sembra molto interessante e vorremmo valutarla per le cose che scrivete qui, non per gli insulti che ogni giorno alcuni di noi subiscono da vostri dirigenti. Vogliamo incoraggiare quella parte di voi che – nel rispetto di un voto contrario all’Esecutivo sulle politiche economiche o sulle sue scelte di governo – ha desiderio di confrontarsi per il bene del Paese sulle regole. Come succede in tutte le democrazie mature. Quindi, noi ci siamo. Senza puntare ad altro che non sia il bene del Paese. Siamo d’accordo nell’incontrarci di nuovo e vi diamo la disponibilità per le giornate di giovedì o venerdì. Va bene presso la Camera dei Deputati, va bene in streaming, fateci sapere. Rispondendo nel merito sui vostri dieci punti: 1. Scrivete che siete disponibili a un ballottaggio e ci pare che …

"Disuguaglianza la nostra sfida ", di Massimo D'Antoni

Uno degli effetti del persistere della crisi è l’attenzione crescente per il tema della diseguaglianza. Che l’aumento delle diseguaglianze economiche negli ultimi decenni abbia alimentato la bolla finanziaria che ha portato alla crisi è una tesi ormai ampiamente accettata. Secondo questa interpretazione, è stato l’impoverimento progressivo della classe media americana a incoraggiare l’indebitamento privato, che ha provocato la crisi e tuttora frena la ripresa. Il tema è particolarmente caldo oltreoceano, come dimostra anche lo straordinario successo del libro Il capitale nel XXI secolo di Thomas Piketty. L’economista francese documenta come i livelli di concentrazione di ricchezza stiano tornando ai livelli estremi raggiunti a fine Ottocento. Sembra essersi dunque interrotta la combinazione di circostanze che ha garantito, nel corso del XX secolo, quel capitalismo del benessere diffuso che siamo abituati a considerare come la condizione normale delle economie avanzate, e che è stata la cornice economica e sociale per lo sviluppo delle democrazie moderne. Europa e Nord America hanno conosciuto, a partire dalla prima guerra mondiale fino agli anni Settanta, una riduzione delle diseguaglianze sociali e …

"L’Italia di oggi: meno violenza e più corruzione", di Carlo Buttaroni

Negli ultimi vent’anni sono progressivamente diminuiti i delitti violenti e quei reati che rappresentano i principali indicatori di sicurezza di una società (omicidi, rapine, estorsioni, sequestri e prevalentemente furti). Sono aumentati, invece, quelli che più frequentemente vedono protagonisti i «colletti bianchi», quelle persone, cioè, che (realmente o apparentemente) ricoprono un elevato grado sociale. Tra il 1985 e il 1989 le truffe denunciate sono state, mediamente, 61mila l’anno, mentre tra il 2005 e il 2009 sono salite a quota 249mila. I reati di pecula- to, corruzione, concussione, per i quali l’autorità giudiziaria ha avviato l’azione penale, nello stesso periodo sono passati da 9mila (1985-1989) a 21mila (2005-2009) e i reati d’ingiuria e diffamazione da 24mila a 60mila l’anno. Negli ultimi trent’anni sono aumentati esponenzialmente anche tutti quei comportamenti bordeline, che spesso non rientrano nella casistica dei reati, ma sono iscrivibili al degrado civile (vandalismo, incuria, sporcizia, schiamazzi, ecc.) che contribuiscono a disegnare il paesaggio urbano e sono diventati il principale affluente della percezione d’insicurezza dei cittadini. Anche se le statistiche sui reati non rispecchiano fedelmente ciò …

"Un Paese lasciato in retromarcia", di Carlo Carboni

Con l’avvento della crisi, le lancette dell’orologio si sono fermate per l’economia e la società italiana. Anzi, redditi e consumi si sono rincorsi all’indietro, come i ricordi, fino ai primi anni del nuovo secolo. L’occupazione giovanile, a dispetto dei progressi tecnologici, ha conosciuto una spettacolare disfatta ed è tornata in retromarcia a livelli peggiori anche di trent’anni fa, come se il passato si fosse mangiato presente e futuro. Anche se ricordiamo con angoscia le terribili follie del 2011, con il Paese sulla graticola dei mercati finanziari, la caduta delle quantità economiche non spiega del tutto la grave battuta d’arresto del paese. Abbiamo attraversato una delle crisi politiche e morali peggiori conosciute in età repubblicana. È mancata una guida, una bussola e il policentrismo è riemerso, accentuando diversità e distanze socioeconomiche tra i localismi urbani. Nel microcosmo italiano, tra ritardi ed eccellenze, è sempre difficile fare un ragionamento d’assieme, ma in questo periodo buio almeno gli indicatori parlano chiaro. Ad esempio, la dinamica negativa di occupazione e consumi riguarda in maniera più marcata l’Italia ricca di …

"Se l’Europa va in ordine sparso ", di Rocco Cangelosi

Ci risiamo. Con la crisi israelo-palestinese si sta per riprodurre la stessa situazione che si era verificata al momento della crisi jugoslava degli anni Novanta, con la costituzione di un gruppo di contatto formato da Stati Uniti, Russia, Francia, Germania, Gran Bretagna, al quale l’Italia disperatamente cercò, senza successo, di essere ammessa. Alla riunione che si svolge nelle prossime ore a Vienna, non partecipa la Russia formalmente ostracizzata per evidenti ragioni collegate alla crisi ucraina. Ma non si comprende perché l’Italia sia stata anche in questo caso estromessa, tanto più che in questo momento detiene la presidenza dell’Unione europea. Anche se formalmente si tratta di un incontro a margine per il problema nucleare iraniano, sorprende che nessuna reazione sia venuta da parte del governo italiano, né da parte dell’Unione europea, che sembra rassegnarsi al ruolo marginale e sussidiario di ufficiale pagatore, al quale sarà chiamata allorquando si tratterà di mettere sul tavolo proposte di aiuto economico. Matteo Renzi e Federica Mogherini hanno sollecitato l’iscrizione nell’agenda del Consiglio Europeo di mercoledì prossimo della situazione israelo-palestinese e …

"Andate e ritorno della crisi economica", di Mario Pirani

Nelle ultime settimane le cose sembravano aggiustarsi e la crisi dava segni di remissione. Poi, quasi all’improvviso, l’andamento congiunturale si è rovesciato. Il possibile crac di una piccola banca portoghese, l’Espirito Santo, ha diffuso nelle banche e nelle borse il timore di una nuova scossa tellurica. Contemporaneamente la caduta subitanea della produzione in Italia e Francia ha riproposto la sfiducia in una ripresa dell’economia reale. Eppure la paura di una nuova eurocrisi non è per ora esplosa. Seguita invece a stupire per contro il grado di resilienza (e cioè la capacità di far fronte in modo positivo ad eventi traumatici) dell’Unione europea. Lo abbiamo toccato in questi giorni in Italia e in Portogallo. Anche con le elezioni il movimento anti euro è rimasto nell’ambito di un fuoco di paglia e le stesse elezioni europee — malgrado l’astensionismo e la forza dimostrata da alcuni movimenti populisti — non hanno visto nessuno sfondamento significativo della compagine europeista. Eppure è chiaro che tutti i pericoli seguitano a bruciare sotto la cenere. L’economista Lawrence Ball della Harvard University ha …