attualità, politica italiana

"Il topolino parlante", di Massimo Gramellini

«Il giorno della chiusura dei giornali si avvicina», esulta Grillo sul suo blog. La visione di macerie, per ora solo immaginarie, esercita sempre su di lui un effetto afrodisiaco. «Ci resterà comunque Topolino», conclude, gettando nel panico l’incolpevole ratto. Quando tutti i giornali saranno stati sepolti senza funerale e il fumetto di Walt Disney si aggirerà malinconico nelle rastrelliere dei supermercati (le edicole nel frattempo saranno state dichiarate fuorilegge), Topolino sarà costretto a reggere da solo l’urto della rabbia barbuta. Verrà messo alla gogna sul blog come «giornalista del giorno» nei giorni pari (in quelli dispari Pippo), accusato di appartenere a una multinazionale, dileggiato per l’eccessivo spazio concesso al Pdl di Paperone e al Pdmenoelle di Paperino, senza contare le giovani marmotte renziane Qui Quo Qua e l’odioso protettore dei poteri forti, commissario Basettoni.  
 
Qualche volta ci vorrebbe Archimede Pitagorico per penetrare nel cervello a forma di bile del brontosauro pentastelluto. I giornali vanno chiusi, e va bene. Ma anche la tv, «che ci ha tolto voti perché ha omologato i nostri parlamentari alla Bonafè o alla Picierno». E lui a Berlusconi nel salotto di Vespa, benché questa semplice osservazione a Grillo sia rimasta impigliata nella barba. Insieme a un’altra: se i suoi parlamentari in tv vengono percepiti uguali agli altri, forse il problema non è la tv, ma i suoi parlamentari: non il contenitore, ma i contenuti. È un pensiero di Pippo, se la prenda con lui.
 
da La Stampa

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