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Allarme scuola, in Emilia Romagna tagliati 1359 docenti

Le parlamentari del Pd Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni intervengono sui dati resi noti dal Governo in merito ai tagli previsti per la scuola emiliano romagnola: “Devastanti”

“Si tratta di una vera e propria devastazione”. Con queste parole Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd, e Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione alla Camera, commentano le misure che investiranno la scuola dell’Emilia Romagna. Il taglio dell’organico di diritto ammonterà a 1359 docenti, così suddivisi: 243 maestri in meno alle scuole elementari; 688 professori in meno alle medie; 427 professori in meno alle superiori. “Paradossalmente – dichiarano le due parlamentari – tagliano gli insegnanti nonostante prevedano una crescita di 6191 alunni, che aumenteranno sicuramente nel corso dell’anno per trasferimenti e immigrazione”. Ogni anno, infatti, da circa un decennio, l’Emilia Romagna vede una crescita che varia tra i sette e i dieci mila alunni. Oltre ai tagli sui docenti di diritto la nostra regione vedrà un ulteriore taglio a maggio sull’organico di fatto, ma ad oggi si conosce solo il dato nazionale, che segna altri 5.100 docenti in meno. “La nostra Regione – precisano Bastico e Ghizzoni – ha già razionalizzato la spesa dove possibile, non è in grado di assorbire ulteriori tagli, a meno che il governo non voglia pregiudicare la qualità dell’offerta formativa per i nostri ragazzi. In questo modo – aggiungono – sarà impossibile soddisfare le richieste del tempo scuola delle famiglie”. Le due parlamentari del Pd accusano il governo di non aver chiesto un tavolo di confronto con le regioni: “Tagliano 37 mila docenti in Italia – affermano – senza ascoltare gli Enti che dovranno poi garantire un servizio scuola ai cittadini. Ci chiediamo se questo sia il Federalismo che gli italiani avevano in mente. Chiediamo al governo di fermarsi, discutere la possibilità di attuare dal prossimo anno un organico funzionale, attribuito alle scuole sulla base di parametri oggettivi – concludono – in questo modo stanno devastando la scuola e minacciando il futuro degli studenti”.

[email protected], 25 marzo 2009

1 Commento

  1. Erica dice

    In attesa della circolare sugli organici – ormai imminente, tanto che ne veicolano in rete delle versioni non ufficiali – mi pare opportuno condividire le informazioni. Su ReteScuole.net è stato postato alcuni giorni fa il RESOCONTO DELL’AUDIZIONE AL MIUR (Sabato 21 marzo 2009) delle Segreterie Buona Scuola. MI pare una lettura interessante, che ci aiuta a capire come verranno formati gli organici per il prossimo a.s., a fronte della conferma dei tagli.

    “Alle ore 12 di sabato 21 marzo una delegazione delle Segreterie Buona Scuola è stata ricevuta a Roma presso il MIUR dai funzionari Capo, Cosentino e Chiappetta.
    Facevano parte della delegazione: Antonella Loconsolo e Alberto Ciullini (Milano), Mirco Pieralisi e Marina D’Atri (Bologna), Costanza Boccardi e Monica (Napoli), Roberta Roberti (Parma), Francesco Casale (Vicenza e Veneto), Paola Demeo e un genitore (Roma), Sergio Tamborrino e Antonella (Firenze).
    Dopo un breve giro di presentazioni, è intervenuto Mirco Pieralisi, che ha illustrato le ragioni della nostra presenza a Roma come delegazione repubblicana e non come semplice somma delle diverse regioni rappresentate; sono seguiti alcuni altri brevi interventi, volti a meglio chiarire la natura delle problematiche che hanno condotto alla campagna di raccolta dei moduli di iscrizione integrativa in tante città italiane e che mettono in grande allarme le famiglie e i docenti della scuola primaria soprattutto, ma anche della scuola media.
    Sono quindi seguiti gli interventi dei funzionari ministeriali.
    CAPO : la scuola che abbiamo non funziona proprio bene, lo dimostrano le classifiche internazionali. L’unico segmento che funziona è quello della scuola primaria, che tuttavia perde posizioni. Le indagini in corso ci mettono in sempre maggiore difficoltà. Per quanto concerne la scuola dell’infanzia, sono stati approntati interventi significativi, concordati con i ministeri Famiglia e Affari Sociali e Funzione Pubblica. Sono state garantite più sezioni primavera e l’anticipo con maggiore potere consultivo ai docenti. Abbiamo ottenuto poi per la scuola primaria che fossero garantite le 27 ore a tutte le classi prime, è riduttivo, ma limita l’impatto dei provvedimenti. Sul modulo va fatta una riflessione: si è impostato questo modello orario attraverso il decreto sull’autonomia che lasciava spazio decisionale alle scuole, così che è stato ampliato l’orario e sono state salvate le compresenze. In sintesi, su questa scelta delle scuole che hanno moduli anomali (32-36 ore) dovranno attivarsi i dirigenti.
    Bisogna riconoscere che gli italiani hanno rifiutato il maestro unico, c’è stata una totale reiezione di questo modello organizzativo. Lo sapevamo, e per questo abbiamo fatto pressioni sul Ministero dell’Economia e abbiamo ottenuto che fossero assicurate le 27 ore di media a tutti, con risorse aggiuntive per arrivare a 30 ore e con la salvaguardia delle 40 ore con 2 maestre e la possibilità delle 4 ore di compresenza, visto che le 4 ore che restano sono a disposizione della scuola, che può usarle come vuole, anche per supplenze e per completare l’orario delle altre classi.
    Sul tempo pieno sono garantite le quantità attuali più un leggero incremento. Si parla di un aumento del resto in linea con quello finora concesso (tenete presente che in 10 anni siamo passati dal 21 al 25%).
    Va poi considerato che ci saranno eccedenze orarie, avanzi di ore nelle classi prime, visto che l’80% dei docenti di religione e inglese saranno nominati al di fuori dell’organico e le loro ore saranno usate per completare gli orari.
    Riguardo al numero degli alunni per classe, il tetto resta di 20 alunni in presenza di un alunno diversamente abile; per le altre classi sarà maggiorato di 1 unità (da 25 a 26), senza mai sforare i 28 per la primaria, i 29 per la media e i 30 per la superiore.
    Nella scuola media il quadro orario resta di 30 ore come in passato, vale a dire 29 ore + 1 ora di approfondimento di italiano che le scuole gestiranno come vorranno. Ci sarà la possibilità di arrivare fino a 40 ore nei limiti del contingente: insomma, la media di 36 ore elevabile a 40.
    Condivido le critiche sui tagli e la riduzione del personale, ma eseguiamo la legge lavorando per attutire l’urto dei provvedimenti, recuperando posti per non inficiare la qualità. Si pensa di poter riuscire a recuperare posti sulla scuola superiore (circa 5000 unità) per darli alla primaria.
    Tra pochi giorni saranno varate la circolare ed il decreto sugli organici.
    Sappiamo di essere in una situazione drammatica, con molte criticità e cerchiamo di operare per lenire la situazione. Sincera ed impegnata volontà da parte nostra di ridurre gli esiti dei tagli.
    Per quanto riguarda il Sud, per tempo pieno e prolungato ci saranno gli stessi organici degli anni precedenti. Purtroppo ci sono anche problemi logistici, ma avremo attenzione anche per il Sud. Non avremo certo il raddoppio delle sezioni a tempo pieno e prolungato, forse avremo la possibilità di un lieve aumento, Di certo ci saranno interventi sull’edilizia con attenzione soprattutto laddove ci sono peggiori condizioni. Situazioni di sofferenza come questa che si trascinano da anni non possono certo essere risolte in un momento di crisi come l’attuale.
    COSENTINO: l’aumento del tempo pieno se potrà esserci sarà graduale. Noi puntiamo ad assegnare l’organico alle regioni che poi si arrangeranno. Nel Sud abbiamo situazioni di classi con molti meno alunni della media nazionale, talora per problemi logistici seri. E’ stato deciso ieri lo stanziamento di 1 miliardo di euro per l’edilizia scolastica.
    CHIAPPETTA : sono il direttore generale del personale. Per quanto riguarda il numero di alunni per classe, è vero il rialzo di 1 unità, ma non per classi con alunni disabili, temperato dal fatto che ci si deve attenere ai limiti di capienza. Sulla base delle leggi sulla sicurezza, si deve ridurre il numero di alunni laddove la cubatura sia inferiore, da questo punto di vista non cambia nulla, restano tutte le deroghe. I limiti massimi non si applicano per un elenco di sedi scolastiche compilato dalla Protezione civile sul totale delle 40.000 sedi italiane; a queste vanno aggiunte le sedi che per altre ragioni restano escluse, ad esempio per la mancanza di vie di fuga, scale antincendio, maniglioni antipanico etc, insomma sulla base di criteri oggettivi. Queste deroghe sono state previste, non ci pare che la realtà possa discostarsi più di tanto dalle nostre previsioni. E’ vero che anche negli edifici nuovi, spesso non si possono superare i 25-26 alunni per aula.
    Sul precariato, speriamo si possa ridurre il numero dei tagli grazie ai 32.000 pensionamenti, come ha detto il ministro Gelmini nella conferenza stampa di giovedì.
    Per quanto riguarda i modelli orari, nessuno ha mai garantito ai genitori che le loro richieste sarebbero state sicuramente soddisfatte.
    COSENTINO : E’ quasi pronta la bozza di decreto interministeriale (Tesoro+Istruzione). Si tenderà a rispettare i tempi esistenti e a garantire per quanto possibile i tempi richiesti per le classi prime. Cercheremo insomma di assicurare quanto possibile l’organico comprensivo della mensa anche nel tempo modulare. Come faremo? Applicheremo il 112, cioè i tagli, dando risorse di organico leggermente calibrate: 27/30 ore con una quota aggiuntiva variabile ma necessaria, sufficiente a garantire il funzionamento. Sarà fatta una previsione di organico sugli alunni veri, non su dati presunti spesso gonfiati. Teniamo conto anche di un incremento dell’organico di fatto e non di diritto perché sappiamo che puntualmente ci sono percentuali di alunni in più specie per effetto dell’immigrazione (in Lombardia, Emilia Romagna, Roma) o per effetto della lotta alla dispersione nel Sud. Ciò dovrebbe garantire 5-6000 posti in più.
    Sul Tempo Pieno viene garantito il doppio organico, 2 docenti per classe su tutte le classi (il 147 non è stato abrogato); nel modello ci sono anche le compresenze. Le scuole potranno però decidere di usare le 4 ore di avanzo sul doppio organico o per incrementare le classi a 40 ore, o per attività didattiche di istituto, oltre che per le compresenze. D’altra parte, tenete presente che l’organizzazione didattica è competenza della scuola, noi diamo un organico abbondante, poi la scuola si organizza come crede. Vuole tenere le compresenze? Vuole completare orari nelle altre sezioni a modulo? E’ un problema del dirigente. Eventualmente potranno essere pagati degli straordinari.
    Il Consiglio di istituto si pronuncia sulla formazione delle classi, quindi può esprimere il proprio parere sulla eventuale organizzazione didattica.
    Ribadisco che le ore di religione restano fuori dell’organico assegnato, le contemporaneità si lasciano libere.
    Entro 10 giorni avremo il decreto.
    Per quanto concerne il 275, che ha dato la possibilità di istituire il maestro prevalente sui moduli, potrà essere utilizzato anche per conservare la divisione degli ambiti disciplinari, compatibilmente con l’organico.
    Uscirà comunque un atto di indirizzo, che definirà alcuni criteri rispettando l’autonomia scolastica.
    Stiamo cercando cioè di dare una interpretazione sistematica con vincoli.
    Del resto, dovete tenere conto che ci sono le clausole di salvaguardia, siamo obbligati a fare i tagli, cercheremo solo di distribuirli al meglio. Il decreto dovrà infatti essere controfirmato dal Tesoro.
    Nel resoconto che avete letto non sono stati riportati gli interventi puntuali dei membri della delegazione, che tentavano di focalizzare il discorso sui punti nodali e di far prendere posizioni precise ai funzionari.
    Dopo 2 ore abbondanti di colloquio, la delegazione è stata congedata con la promessa di poter essere riconvocata dopo Pasqua al fine di verificare, organici alla mano, la situazione e le sue maggiori criticità.”

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