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Le 6 proposte del Pd modenese per rilanciare l’economia

Regione, Provincia e Comuni modenesi stanno facendo la loro parte per contrastare gli effetti della crisi e rilanciare l’economia. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 347 milioni di euro per rafforzare la competitività e la produttività delle imprese piccole, medie e grandi del territorio; inoltre ha sottoscritto un accordo anti-crisi con istituti di credito, Unioncamere e Consorzi fidi per garantire credito e liquidità alle imprese.
La Provincia di Modena ha promosso azioni importanti per l’accesso al credito e il sostegno alla rioccupabilità dei lavoratori. I Comuni modenesi, pur condizionati dai tagli del Governo, stanno rimettendo mano alle casse comunali per sostenere le famiglie in maggiori difficoltà.
“Ma l’intervento decisivo contro gli effetti della crisi spetta al governo – avverte il segretario del Pd Stefano Bonaccini – il Paese non può aspettare quei provvedimenti urgenti che si stanno realizzando in tutta Europa. Occorre agire bene e agire subito se non vogliamo che un pezzo significativo della nostra economia sia travolto, con perdita di produzione, posti di lavoro, pace sociale”.

Il Pd propone da tre mesi una manovra straordinaria pari a un punto di PIL, ovvero a 15-17 miliardi di euro, da destinare in via prioritaria ad ammortizzatori sociali (un assegno di disoccupazione per precari e non tutelati); accesso al credito (garanzia di liquidità per le piccole e medie imprese); sblocco degli investimenti (attivazione di mille cantieri locali, per riavviare concretamente e tempestivamente l’economia). Ecco, nel dettaglio, le proposte concrete del Partito democratico.

Un nuovo sistema di ammortizzatori sociali: un assegno di disoccupazione per i precari licenziati. Centinaia di migliaia di precari rischiano di trovarsi sulla strada da un momento all’altro: a pagare il prezzo più alto rischiano di essere i giovani e le donne, più esposti alla precarietà. Servono ammortizzatori che impediscano una mattanza sociale senza precedenti, soprattutto in un territorio come quello modenese fatto di piccole e medie aziende. Il Pd propone tra l’altro un assegno mensile per chi perde il lavoro, il blocco dei licenziamenti per i precari di scuola, sanità, P.A.; la cassa integrazione per tutti i lavoratori in caso di sospensione del lavoro.

Redistribuzione del reddito: ’obiettivo del Pd è diminuire complessivamente la pressione fiscale, ma in un momento di crisi devono essere i più ricchi ad aiutare chi è in difficoltà. Per un paese più equo è imperativo recuperare l’evasione fiscale (come stava facendo il Governo Prodi) e al contempo assicurare che chi ha meno risorse, paghi meno. Per questo, in un momento così difficile, è urgente la tassazione aggiuntiva, una tantum, dei redditi alti oltre i 120 mila euro per ricavare risorse da destinare alle “povertà estreme”.

Credito alle imprese: dopo il positivo accordo realizzato tra Provincia di Modena e banche per l’anticipo della cassa integrazione e la sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà, occorre un ulteriore passo avanti. Le banche hanno ricevuto tanto da questo territorio: oggi è importante che con senso di responsabilità ricambino, dando credito alle imprese e agli imprenditori sani, corretti, che hanno bisogno di risorse per tenere i dipendenti, investire e uscire dalla crisi modernizzando le aziende. Gli enti locali modenesi, insieme alla Camera di Commercio, hanno fatto e stanno facendo tanto per sostenere l’accesso al credito attraverso i Consorzi fidi, ma anche le banche debbono tornare a scommettere sul futuro.

Sviluppo sostenibile: un miliardo di euro subito disponibile con l’allentamento del patto di stabilità interno, per fare di ambiente, infrastrutture ecocompatibili, energie pulite, efficienza energetica (tra cui ristrutturazioni edilizie ed ecoincentivi per il settore auto) una delle chiavi per uscire dalla crisi e rendere il Paese più competitivo e sostenibile. Agevolazioni fiscali per investimenti nella ricerca e verso le imprese responsabili.

Sblocco immediato del patto di stabilità interno: per i comuni virtuosi (e non solo per il Comune di Roma) perché partano subito le opere pubbliche in provincia di Modena. Sono soldi pagati dai modenesi ed è giusto che siano spesi subito per far ripartire l’economia modenese attraverso infrastrutture per l’ambiente, la mobilità, la scuola. Restituzione immediata dell’ICI tagliata ai comuni: basta coi tagli generalizzati e i contributi straordinari mirati ai comuni dissestati del centrodestra.

Debiti verso le imprese: sblocco immediato dei pagamenti della pubblica amministrazione verso tutte le aziende fino a 250 dipendenti attraverso un fondo da 3 miliardi di euro; anticipo dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni alle micro, piccole e medie imprese tramite la Cassa Depositi e Prestiti; finanziamento dei Confidi per ulteriori 500 milioni di euro.

[email protected], 30 marzo 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    Finanza locale, ecco la ricetta anti-crisi del Pd

    Lo sblocco immediato del patto di stabilità e la restituzione dell’Ici tagliata ai Comuni. E’ una manovra da parecchie decine di milioni

    Sblocco immediato del patto di stabilità e restituzione dell’Ici tagliata ai Comuni. E’ quanto propone il Pd modenese per ridare fiato agli enti locali della nostra provincia. Per mantenere il livello dei servizi garantito finora ai modenesi, sostenere le famiglie in difficoltà e le imprese del territorio, riaprire i cantieri delle opere pubbliche in tutta la provincia.

    “Ci sono parecchie decine di milioni di euro congelati nelle casse dei Comuni – spiega Stefano Bonaccini, segretario provinciale del Pd – che potrebbero ridare ossigeno all’economia e rilanciare l’occupazione. Sono soldi pagati dai modenesi ed è giusto che siano spesi subito per far ripartire l’economia del nostro territorio attraverso infrastrutture per l’ambiente, la mobilità, la scuola”.

    Alcuni esempi concreti: il Comune di Modena si è visto congelare 10 milioni di euro; quello di Carpi 15; Vignola 7; Mirandola 4; Castelfranco 3; Pavullo 3. “Cifre enormi – commenta Bonaccini – importantissime per il rilancio della nostra economia e che potrebbero essere immediatamente disponibili allentando i lacci del patto di stabilità per i Comuni virtuosi”.

    Poi ci sono le risorse sottratte ai Comuni con l’abolizione dell’ICI – un milione 700 mila solo a Modena città, altri milioni di euro in provincia: un milione a Sassuolo, 800 mila euro a Carpi; 700 a Mirandola – un’operazione che ha favorito solo i redditi più alti e creato grosse difficoltà alle amministrazioni locali.

    “L’Ici va restituita ai Comuni, a quelli virtuosi come i nostri – dichiara ancora Bonaccini – che hanno sempre usato queste risorse per i servizi all’infanzia o agli anziani: basta coi tagli generalizzati e i contributi straordinari ai Comuni dissestati del centrodestra. Com’è possibile, mi chiedo e chiedo alla Lega Nord, che mentre il governo impedisce si nostri Comuni di spendere soldi propri per opere e servizi, dall’altro regali centinaia di milioni di euro a Catania, Palermo e Roma, tolga i vincoli di spesa alla sola capitale e Reggio Calabria assurga al rango di città metropolitana? E’ questo il federalismo che hanno in mente? Ripetiamo ancora una volta: pretendiamo più rispetto per Modena e i modenesi!”.

    [email protected], 30 marzo 2009

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