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Newsletter: Marzo 2009 – Anno II – n°4

 
Parlare al Paese
Ce lo dicono i sondaggi (per una volta fateli citare anche a me) e ce lo conferma un certo nervosismo manifestato dal Premier, nelle scorse settimane, di fronte alle nostre proposte su sicurezza, tutele per i precari, nuove povertà  e maggiore tassazione dei redditi più alti a partire da quelli dei parlamentari: il PD è in recupero, faticoso e lento, ma pur sempre in recupero. Lo percepisco anche nei rapporti con i cittadini durante le iniziative politiche e nei contatti personali via mail o sul sito. Dario Franceschini in più di un’occasione ha dettato l’agenda politica, e ha incalzato la destra. Mostrare le inadempienze del Governo, fare opposizione, nel merito, in modo chiaro e con una sola voce, indubbiamente premia, anche quando ci troviamo di fronte ad una tale concentrazione di potere mediatico come nel caso italiano. E in fase pre-elettorale, con le amministrative e le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 alle porte, questo è indubbiamente un segnale incoraggiante. 

Ma dobbiamo interrogarci su come sia stato possibile questo recupero se vogliamo che tale rilancio prenda maggiore consistenza. Ebbene, io credo che sia avvenuto perché, paradossalmente, non ci siamo posti l’obiettivo di rincorrere Berlusconi. Questo è stato l’effetto, ma non la causa.

La rincorsa della destra sarebbe stata simile alla corsa del veloce Achille che non raggiunge mai la lenta tartaruga nel celebre paradosso di Zenone.

Viceversa, il nostro obiettivo è stato, e deve essere sempre più, un altro. Non abbiamo pensato a Berlusconi, ma ci siamo rivolti al Paese, abbiamo parlato alla società italiana, e dovremo continuare a farlo, intercettando i bisogni di coloro che vengono spinti sempre più indietro da una crisi inaudita, facendo proposte e fornendo soluzioni a chi paga pesantemente le conseguenze della congiuntura economica. Proprio come abbiamo fatto con le proposte per dare sostegno a lavoratori, precari senza tutele, famiglie, piccole e medie imprese.

Dobbiamo, insieme a questo, dare il senso di una proposta che parla all’intero Paese, perché dalla crisi si esce solo insieme e tenendo unito il tessuto sociale. Ce lo ha ricordato anche il Presidente della Repubblica nella sua recente visita a Modena, quando ha elogiato le nostre comunità per la loro tradizione civica e la coesione sociale che le caratterizza. Ed è proprio qui la grande discriminante, direi genetica, tra noi e la destra. Loro puntano sugli interessi individuali e parlano alla “pancia” della gente, noi siamo convinti, e lo dimostreremo, che solo guardando agli interessi collettivi si fa l’interesse di ognuno, soprattutto ora che ci troviamo nel bel mezzo della bufera economica peggiore che si sia mai vista da ottant’anni a questa parte.

Come ho avuto modo di ricordare qualche settimana fa sul mio sito, domina un sentimento diffuso di paura. La paura di perdere il lavoro e vedere peggiorare le proprie condizioni economiche e di vita. La paura dettata dall’insicurezza e dai fenomeni di criminalità e violenza. Più in generale la paura verso il futuro e le sue incognite.

Sono i più deboli a pagare i prezzi più alti della crisi in corso, e invece di mettere in campo misure appropriate, il Governo si attarda con provvedimenti tampone, inutili o dannosi, da ultimo la manomissione al testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Auspico che si ritrovi una maggiore compattezza sul fronte sindacale, perché il mondo del lavoro ha bisogno in questo momento di unità. Nel mese della festa della donna è ancora più importante ricordare che la crisi economica colpisce maggiormente le lavoratrici, che in percentuale hanno più contratti precari degli uomini. Il Governo, oltre a mostrare un totale disinteresse verso le politiche di pari opportunità e nei confronti della condizione femminile, ha proposto provvedimenti che penalizzano le lavoratrici. A titolo di esempio voglio ricordare i tagli nella scuola (purtroppo i nostri allarmi erano fondati, come dimostrano le riduzioni drastiche di organici sul prossimo anno che si abbattono sulle migliaia di precarie), nella sanità e più in generale al sistema del welfare, così come i minori trasferimenti che compromettono i servizi degli enti locali, sino ad arrivare all’ultima proposta sull’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici italiane nel settore pubblico, alle quali non sono offerte le medesime opportunità di servizi degli altri Stati europei. Si pensi poi alla detassazione degli straordinari, misura inutile in una fase di crisi e che, laddove realizzata, non andrebbe certamente a vantaggio delle lavoratrici che, nella morsa del doppio carico di lavoro (quello professionale e quello di cura), difficilmente trovano anche il tempo per fare straordinari. 
A tutti i ceti e settori sociali che ogni giorno misurano la differenze tra le promesse della campagna elettorale della destra e le inadempienze della pratica di Governo (la richiesta di maggiori poteri del Premier per nascondere l’inadeguatezza del suo esecutivo appare veramente come un’offesa all’intelligenza degli italiani), noi dovremo far sentire la nostra voce e far arrivare le nostre proposte. E a quel punto, vedrete, Achille finalmente raggiungerà la tartaruga di Zenone.

 

Manuela Ghizzoni

 

Noi, il PD – Assemblea nazionale dei circoli
È bello vedere tutti voi e devo dirlo a chi ha raccontato il PD sui giornali”. È la prima frase del discorso di Dario Franceschini all’assemblea dei circoli del PD. Migliaia di segretari di circolo con i quali ribadire che “Siamo un partito vero, un partito di popolo, che ha una gran voglia di cambiare tutto. Abbiamo un compito straordinario: disputare un partito dentro una crisi enorme, inaspettata, all’inizio di un secolo nuovo, mentre cambiano i punti di riferimento. Aiutare gli italiani in difficoltà anche stando all’opposizione. La sfida di un partito riformista è unire protesta e proposta. Un partito che denuncia con onestà la durezza della crisi, e delle sue straordinarie occasioni”. 

È l’occasione per ricordare i dati dei disoccupati forniti dall’ISTAT, che sono di prima che esplodesse la crisi: 14 milioni di famiglie con meno di 1300 euro al mese, 10% senza spese mediche, 16% senza vestiti. Numeri prima della crisi di settembre, quando sono peggiorati.

Da qui l’affondo a Tremonti: “A che serve rivendicare di essere i primi a prevederlo se poi non si agisce? Perché se sono stati così bravi poi hanno fatto tutto a rovescio buttando 5 miliardi tra Alitalia e ICI? Perché hanno detassato gli straordinari, tassato le banche e poi le hanno aiutate? Perché non iniziare dai redditi bassi? Perché nascondere la crisi, negarne l’esistenza e parlar d’altro? C’è il tentativo di nascondere tutto parlando di giustizia, intercettazioni, del caso Englaro? Sono armi di distrazione di massa, ma la gente non ci casca”. […]

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21 marzo 2009

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Fioroni: “Il Governo demolisce il sistema universitario. Occorre spendere meglio, non meno”
Siamo a 283 giorni dalla ‘delenda università che renderà famoso questo governo per aver ridotto l’università allo stremo”. Parole dure quelle di Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del PD, che arrivano dopo i tagli decisi in Finanziaria e l’atteggiamento assunto nei confronti degli studenti durante le proteste della settimana scorsa. “E’ difficile un dialogo con un governo il cui presidente del Consiglio fa troppe strumentalizzazioni e generalizzazioni sui nostri studenti e ricercatori – dice – giudicandoli parassiti e intriganti, ci sono sicuramente mele marce ma non tutto è così in quel mondo”. 

E tagliare i fondi significa porre un rimedio peggiore del male: con meno risorse atenei che spendono il 90% per il pagamento dei loro stipendi, anche gli atenei virtuosi, saranno costrette a tagliare sul diritto allo studio, sugli alloggi per gli studenti, sulla ricerca e sugli strumenti per fare ricerca. “A meno che – ha osservato Fioroni – qualcuno non perseveri nell’idea delle fondazioni di diritto privato, fallite perché gli atenei nel Paese non le hanno approvate, pensando che alla fine un’università’ distrutta vede i propri gioielli acquistati a poche cifre e tutti gli altri abbandonati a se stessi”.

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21 marzo 2009

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Allarme scuola, in Emilia Romagna tagliati 1359 docenti
Si tratta di una vera e propria devastazione”. Con queste parole Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd, e Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione alla Camera, commentano le misure che investiranno la scuola dell’Emilia Romagna. Il taglio dell’organico di diritto ammonterà a 1359 docenti, così suddivisi: 243 maestri in meno alle scuole elementari; 688 professori in meno alle medie; 427 professori in meno alle superiori. “Paradossalmente – dichiarano le due parlamentari – tagliano gli insegnanti nonostante prevedano una crescita di 6191 alunni, che aumenteranno sicuramente nel corso dell’anno per trasferimenti e immigrazione”. 

Ogni anno, infatti, da circa un decennio, l’Emilia Romagna vede una crescita che varia tra i sette e i dieci mila alunni. Oltre ai tagli sui docenti di diritto la nostra regione vedrà un ulteriore taglio a maggio sull’organico di fatto, ma ad oggi si conosce solo il dato nazionale, che segna altri 5.100 docenti in meno.

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25 marzo 2009

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Scuola, Coscia e Ghizzoni del Pd: non ci sono docenti per soddisfare richieste di 350 mila famiglie
Le famiglie italiane bocciano categoricamente la riforma Gelmini, ma non vedranno soddisfatte le loro richieste”. 

Lo dichiarano le deputate democratiche Maria Coscia e Manuela Ghizzoni commentando la risposta che il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza ha dato ieri sera all’interpellanza del Gruppo del Pd sulle iscrizioni alle scuole elementari e medie.

“Quelli che sino a ieri erano dati ufficiosi – sottolineano le deputate – sono adesso stati confermati dal ministero: le circa 350 mila famiglie che hanno chiesto per i loro figli il modulo orario a 30 ore e il tempo pieno, non vedranno soddisfatte le loro richieste a causa dei tagli agli organici delle scuole voluti dal Governo. Nella sua risposta di ieri – proseguono – il sottosegretario Pizza ha confermato che alle scuole verrà assegnato un organico di personale insegnante del tutto insufficiente per soddisfare queste richieste.

I conteggi sono stati infatti eseguiti calcolando una media di sole 27 ore settimanali e non le 30 ore necessarie per soddisfare le richiesta di circa 300.000 famiglie. […]

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20 marzo 2009

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Il governo svuota la mozione Franceschini
È stata di fatto svuotata la mozione Franceschini, approvata alla Camera in un clima bipartisan. Molto minore è infatti lo stanziamento che il governo si appresta ad approvare per allentare il patto di stabilità con gli enti locali, rispetto a quanto proposto dal Pd e approvato all’unanimità dalla Camera. 

“Ancora una volta maggioranza e governo dimostrano di non saper cogliere l’importanza di alcuni interventi veramente utili contro la crisi e compie scelte che vanno in direzione contraria. (…)La cifra che il governo è disposto a stanziare è assolutamente inadeguata”, ha dichiarato Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive che afferma: “La nostra disponibilità all’inserimento di materie diverse nel dl incentivi era legata a un accoglimento del governo di questa proposta con un più serio impegno di risorse. Non si capisce poi che cosa significhi e a cosa si riferisca un finanziamento di un fondo di ben 400 milioni di euro per non meglio specificate ‘attività celebrative’, inserito in un emendamento del relatore”. […]

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19 marzo 2009

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Il Pd al governo: restituite i soldi dell’Ici ai Comuni
Dare certezza ai Comuni e alle Province sulle risorse finanziarie. È quanto chiede un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd in Provincia, sottoscritto dal capogruppo Demos Malavasi e dal consigliere Giandomenico Tomei, responsabile Enti Locali del Pd. Ecco di seguito la loro dichiarazione congiunta. 

 

“I Comuni e le Province versano in una grave crisi economico-finanziaria, dovuta a scelte sbagliate come l’inadeguata copertura del mancato gettito derivante dalla soppressione dell’Ici sulla prima casa; il blocco dell’autonomia impositiva degli enti locali; il taglio dei trasferimenti erariali e dei fondi destinati alle politiche sociali; le regole fortemente restrittive del patto di stabilità interno. Questa situazione sta portando gli Enti Locali a una situazione di estrema difficoltà con il rischio concreto di ridurre la qualità e la quantità delle prestazioni nel welfare e nei servizi scolastici, oggi fondamentali per mantenere la coesione sociale di fronte alla grave crisi che investe le famiglie, e bloccare gli investimenti degli Enti Locali in opere pubbliche e manutenzione che darebbero lavoro al sistema economico colpito oggi da una grave crisi. […]

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23 marzo 2009

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Per saperne di più

Le 6 proposte del PD modenese per rilanciare l’economia

Finanza locale, ecco la ricetta anti-crisi del Pd modenese

Macchine da legno, ecco le cifre della crisi. Interrogazione degli on. Ghizzoni e Miglioli al ministro Scajola
Cento licenziamenti, 685 domande di cassa integrazione nei soli mesi di gennaio e febbraio (contro le 126 dell’intero 2008), il crollo del 50 per cento dell’avviamento al lavoro negli ultimi sei mesi. Sono queste le cifre della crisi che colpisce il settore delle macchine per legno nel distretto metalmeccanico di Carpi, un comparto che occupa complessivamente 5500 dipendenti, di cui 1100 nelle aziende artigiane. 

“La crisi colpisce pesantemente tutta l’area compresa tra Carpi, Novi, Campogalliano e Soliera – spiegano gli On. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli – in particolare le imprese che costruiscono macchine per la lavorazione del legno. L’assenza di un’incisiva politica di sostegno a favore della meccanica strumentale – aggiungono i due parlamentari –accompagnata da una incapacità del sistema creditizio di interpretare le necessità delle aziende, non ha facilitato le cose, impedendo alle piccole e medie imprese di far fronte ad un notevole calo dell’esportazione”. […]

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17 marzo 2009

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Enrico Campedelli: insieme per governare il cambiamento e affrontare le sfide del futuro di Carpi
Enrico Campedelli, sindaco di Carpi e candidato a sindaco per le elezioni del 6-7 giugno 2009, ha sottoscritto il documento che sintetizza le linee programmatiche proposte alla città (insieme ai segretari della coalizione che lo sostiene, composta attualmente da PD, IdV, Pdci e Verdi, ma che si potrebbe stendere ad altre forze nei prossimi giorni). 

Il documento sottolinea come sia necessario dare risposte adeguate alle crescenti preoccupazioni di cittadini, famiglie e imprese del territorio colpiti dalla crisi economica. Partito democratico, Italia dei Valori, Partito dei comunisti italiani e Verdi hanno rinnovato la fiducia nei confronti del Sindaco Enrico Campedelli e, sulla base del buon governo e dei risultati raggiunti nel corso del mandato 2004-2009, ne sostengono la candidatura alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 per concludere i progetti avviati e realizzare il programma, sottoscritto da tutti i partiti della coalizione.

 

Leggi i punti del programma del candidato sindaco Enrico Campedelli

 

La lista dei candidati del Partito Democratico per il Consiglio comunale di Carpi alle elezioni del 6 e 7 giugno 2009

Baisi Maria Viola, Andreoli Paolo, Beatrice Tania, Arletti Roberto, Borghi Elena, Bagnoli Marco, Bulgarelli Deanna, Bassoli Gianni, Cocozza Francesca, Cavazzuti Claudio, Crivellaro Caterina, Dalle Ave Davide, De Pietri Daniela, Gavioli Stefano, De Santis Raffaella, Gelli Paolo, Gasparini Stefania, Montepoli Alan, Lugli Maria Grazia, Pompeo Bruno, Principi Cinzia, Reggiani Corrado, Ruggiero Paola, Saetti Gianfranco, Sacchetti Lisa, Taurasi Giovanni, Vaccari Elena, Vitolo Pasquale, Zanni Maddalena, Zironi Paolo

 

Leggi i profili dei candidati

 Per saperne di più 

Scuola, On.Ghizzoni: il Governo aggrava effetti sociali della crisi

PdModena.it, 20 marzo 2009

 

Scuola, On. Ghizzoni: da Gelmini e Brunetta nessuna chance per i precari. Piuttosto completino il piano di assunzioni del governo Prodi

20 marzo 2009