Giorno: 13 aprile 2009

“Noi, precari dell’Ingv studiamo il sisma senza un contratto”, di Maristella Iervasi

È la notte di domenica scorsa. Arriva a Guido Bertolaso ma anche a un precario sismologo un messaggino sul cellulare di servizio: «Terremoto all’Aquila», con tanto di stima dell’ipocentro, la magnitudo e le province coinvolte. Il dipendente in scadenza (con un contratto a termine) si è subito precipitato all’Istituto nazione di Geofisica e Vulcanologia di Roma, in via di Vigna Murata. E da lì è partito per l’Abruzzo perché era di turno per l’emergenza rete mobile. Sì, è toccato proprio a lui, precario, insieme ad altri precari e non, precipitarsi nella zona epicentrale del sisma per installare la strumentazione utile per il monitoraggio della sequenza sismica in atto. E all’indomani, nella sera della replica, con magnitudo 5.3 che ha continuato a gettare nel terrore la popolazione abbruzzese, l’equipe di esperti dell’Ingv era ancora lì, sulla «bocca» del terremoto: a pochi chilometri a sud-est del’Aquila. A sentire il ministro Brunetta, i precari sono tutti in odore di «fannullismo». Tant’è che per via della sua legge proprio chi studia i terremoti rischia di venire «licenziato» senza alcuna …

“La scienziata più amata dagli italiani”, di Anna Meldolesi

RITA LEVI MONTALCINI. Il 22 aprile compie 100 anni. È l’icona vivente del potere dell’intelligenza. Donna emancipata, laica convinta, ebrea, cervello in fuga con passaporto italiano e statunitense, premiata con il Nobel. Ma oltre le celebrazioni istituzionali, serve una riflessione sul futuro della ricerca: il nostro Paese è più bravo a erigere piedistalli che a costruire laboratori. Il 22 aprile compie 100 anni Rita Levi Montalcini. È il primo Nobel al mondo a superare la soglia del secolo. Incomparabile. Intramontabile. Con la sua gracilità e il suo carisma, gli abiti che sembrano usciti da un film d’epoca, gli occhi stanchi che tutti immaginano ancora puntati sul microscopio, Rita è da tempo immemorabile l’imperatrice e l’immagine pubblica della scienza italiana. Nel bene e nel male. Di ritratti celebratori ne sono stati scritti tanti nel corso degli anni, altri ancora usciranno nei prossimi giorni. Allison Abbott ha appena dedicato al suo compleanno quattro pagine su Nature e chi legge le riviste scientifiche sa che si tratta di un omaggio tutt’altro che rituale. Non ce ne voglia Rita …

“Il fatalismo e l’animo. Il bivio del PD”, di Concita De Gregorio

«Spassionatezza»:è il sentimento che prova oggi l’elettorato di centrosinistra. Nel saggio «Un’anima per il Pd» Luigi Manconi parte da qui per suggerire la strada da seguire: ogni scelta maggioritaria non sconfessi la minoranza. Dico subito che sono entusiasta del libro di Luigi Manconi Un’anima per il Pd. Questa perciò non è una recensione tecnica, ammesso che ne esistano (non credo). È una recensione militante, è un invito a leggere, condividere, prestare, eventualmente fotocopiare e comunque far circolare anche a memoria e a voce le domande che Manconi pone, le sue risposte. Credo che ogni discussione sul futuro del Partito democratico, del ruolo e del senso dell’opposizione ad un’idea maggioritaria di governo (non tanto e non solo a Berlusconi: al berlusconismo e ai suoi mille rivoli) debba ricominciare da qui. Provo a spiegare perché. Il sottotitolo del libro (ed. Nutrimenti, 152 pagg. 12 euro) è «La sinistra e le passioni tristi». La «spassionatezza»: cioè la coscienza di ciò che si è perduto in energia ed emozione, il rincrescimento per il declino di quel che è stato …