Giorno: 2 aprile 2009

Cambia il Piano Casa nella direzione voluta dal PD

Franceschini: “Grazie all’impegno dell’opposizione, delle regioni e dei comuni, il governo ha fatto una totale marcia indietro. Il Governo approverà il decreto legge sul piano casa fra 8-10 giorni. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell’incontro con gli enti locali in corso a Palazzo Chigi, dopo l’approvazione della Conferenza unificata. La nuova normativa prevederà un aumento del 20% di volumetria per le case mono e bifamiliari, con un limite massimo di 200 metri cubi che potrà però essere superato dalla normativa regionali, un obbligo per le Regioni di approvare le nuove norme sull’edilizia entro 90 giorni, altrimenti potrà subentrare il governo. Sono alcune delle norme principali del piano casa, approvato dalla Conferenza unificata. Dal piano casa sono esclusi i condomini. Incluse invece le villette a schiera Il presidente del Consiglio ha inoltre ricordato che l’accordo “è stato fatto con tutti i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni e quindi vede appunto d’accordo tutte le istituzioni che hanno la politica del territorio tra le loro competenze”. Il premier ha infine ringraziato …

“Ritorno al futuro”, di Michele Ainis

La giustizia risponde in tempi biblici. Tanto più rispetto al ritmo nevrotico e febbrile che segue la politica, e perciò l’agenda parlamentare. Ma può succedere che questi due tempi si ricongiungano, s’incrocino entrambi nel presente. Può succedere che nel 2009 una sentenza costituzionale bocci una legge del 2004, varata da un altro governo Berlusconi, due legislature fa. E può succedere che questa medesima sentenza sbatta come un pugno sul tavolo nelle decisioni che il Parlamento s’appresta a formulare. Perché ieri sera la Consulta ha azzoppato la legge sulla fecondazione assistita, ma in qualche modo pure la legge sul testamento biologico fin qui approvata dal Senato. E perché, sempre ieri, i giudici costituzionali hanno restituito qualche grammo di libertà alle donne, ma in prospettiva a tutti gli italiani. Per coniugare queste due vicende, c’è bisogno innanzitutto di descrivere la doppia censura d’incostituzionalità sulla quale si è abbattuta la mannaia della Consulta. In primo luogo, cade la norma che impediva di creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario «ad un unico e contemporaneo impianto, …

“L’arte è morta, perciò ci hanno dato un posto al cimitero”, di Ascanio Celestini

Io vivo in una tomba perché io sono un intellettuale. Non sono l’unico e non sono stato il primo a scegliere una tomba come abitazione. Prima di me ci sono andati i depressi. Mi fanno una rabbia! Sono stati profetici. Sono stati i primi a capire che non aveva senso. Che niente lo aveva. Io invece a quel tempo era anche sporadicamente felice. Mi succedeva quando andavo al mare. Non d’estate. D’estate non ci sono mai andato, nemmeno ai bei tempi. Non sono mai stato così tanto «felice». (…) Che precursori i depressi! Appena è stato possibile se ne sono andati a vivere nelle tombe. E adesso anche io un intellettuale vivo in una tomba! E ho fatto bene perché al cimitero sono circondato dalle cose che mi sono più care. Teatro, danza, cinema.. la cultura, il teatro è morto. Gli attori… ridicoli imbecilli sempre pronti a sfilarsi i pantaloni per mostrare la calzamaglia perché gli attori sono così! La calzamaglia da guitti è sempre pronta sotto i jeans come i vecchi che non si …

Ora di religione, a rischio il diritto alla didattica alternativa

La denuncia dell’on. Ghizzoni che ha presentato una interrogazione al ministro Gelmini. Sotto accusa i tagli al personale e l’abolizione della compresenza alle scuole elementari Gli alunni che non frequentano l’ora di religione hanno diritto ad attività didattiche alternative. È quanto prevede l’accordo tra Stato italiano e Santa Sede del 1984, nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori. Ma i tagli ai finanziamenti della scuola e l’abolizione della compresenza alle elementari, decisi dal governo, rischiano di impedire l’esercizio di quel diritto per il prossimo anno scolastico. E’ quanto sostiene l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Istruzione e Cultura della Camera, che sulla questione ha presentato un’interrogazione al ministro Gelmini. “Si tratta di un rischio concreto – avverte l’on. Ghizzoni – poiché fino ad oggi le attività didattiche alternative sono state prevalentemente assicurate, nella scuola primaria, dall’insegnante di classe nelle ore di compresenza con il docente di religione cattolica e alle medie dagli insegnanti di lettere con cattedre a 15 ore. Nelle scuole, in previsione del prossimo anno scolastico, circola …