Giorno: 14 aprile 2009

“Cosa nasconde il piano B del Governo”, di Salvatore Settis

La tragedia dell´Abruzzo martoriato dal terremoto spazza via la farsa del cosiddetto “piano casa”. Frutto di cinica improvvisazione in caccia di voti, esso prevedeva persino «procedure semplificate per le costruzioni in zone sismiche», fra cui l´abolizione di ogni autorizzazione preventiva, sostituita dal «controllo successivo alla costruzione, anche con metodi a campione». Ci sono voluti centinaia di morti perché un residuo di decenza cancellasse (sembra) queste parole sinistre, preludio a nuovi disastri, a nuovi lutti. Conflitti di competenza Stato-Regioni, furberie e tatticismi procedurali hanno ormai consegnato il “piano casa” a una sorta di percorso carsico, da cui esso riemerge ogni giorno in vesti mutate. Ma è vero che il “piano casa”, «a furia di passare di mano in mano e dal setaccio delle Regioni, è diventato un pianerottolo» (così Feltri su Libero)? O ha ragione invece Bartezzaghi quando scrive che, accantonato il Piano A, il governo è passato a un Piano B («l´opzione alternativa, la via di fuga, la riserva mentale, la scappatoia»)? E il Piano B, scritto con la voglia del Piano A, non ne …

Disgelo. L’incontro di sette deputati Usa con i fratelli Castro ha aperto la strada al dialogo, 50 anni dopo il viaggio di Fidel negli Stati Uniti

L’America di Obama si avvicina a Cuba. Via le restrizioni sui viaggi nell’isola e i trasferimenti di denaro. Ma l’embargo resta. Comunicazioni tv più facili tra i due Paesi. La Casa Bianca ora si aspetta un’apertura di Raúl sui prigionieri politici A quat­tro giorni dal vertice delle Americhe a Trinidad, il presi­dente Barack Obama s’è aperto a Cuba revocando al­cune delle restrizioni impo­ste da Bush figlio:  i cuba­no- americani potranno libe­ramente visitare l’isola e assi­stere finanziariamente i fa­miliari là residenti, e saran­no anche permesse comuni­cazioni tv e di altro tipo tra i due Paesi. Obama ha lasciato intatto l’embargo commerciale con­tro Cuba in vigore da 47 an­ni, ma la Casa Bianca non ha nascosto la speranza che «con una minore dipenden­za dal regime e una maggio­re autonomia economica», come ha detto un portavoce, Cuba si avvii alla democra­zia liberando i detenuti poli­tici e cessando le violazioni dei diritti umani. Con queste misure Obama ha mantenu­to l’impegno assunto duran­te le elezioni di cercare il dia­logo con L’Avana. Il presidente ha giocato d’anticipo nei confronti del leader …

«Detassare il lavoro femminile: una spallata positiva per l’economia», di Pietro Ichino

La proposta della detassazione selettiva del reddito di lavoro femminile è di mio fratello Andrea e di Alberto Alesina, ma la condivido totalmente. Come molte altre nostre idee, anche questa nasce da dialoghi e scambi molto intensi nei quali lui insegna a me qualcosa di economia e io forse gli insegno qualcosa di diritto. La proposta che è stata citata è quella della detassazione selettiva, cioè di una detassazione che dia un robusto incentivo al lavoro femminile, in funzione del perseguimento dell’obiettivo di Lisbona, cioè di un tasso di occupazione femminile del 60%. L’argomento economico a sostegno di questa proposta è fortissimo: si osserva che domanda e offerta di lavoro femminile sono molto più elastiche, mediamente, di domanda e offerta di lavoro maschile: quindi cento euro spesi dall’erario per incentivare il lavoro femminile rendono molto di più, in termini di aumento del tasso di occupazione, di quanto non renderebbero se spesi sul lavoro maschile o in modo indifferenziato. L’obiezione che viene mossa a questa scelta è invece essenzialmente di carattere giuridico: «Non è consentito porre …