Giorno: 5 aprile 2009

“La Circolare sugli organici chiarisce (in buona parte) che fine fanno le compresenze, nelle classi ex modulo e nel tempo pieno”, di Gianni Gandola

Occorre dire che la Circolare ministeriale sugli organici docenti, CM n.38 del 2 aprile a firma del Capo Dipartimento del Miur Giuseppe Cosentino, è in un certo senso esemplare per chiarezza espositiva. Più chiara ancora, se possibile, dello schema di decreto interministeriale da cui prende le mosse. Se il dott. Cosentino era stato abbastanza puntuale nella sua esposizione durante la conferenza stampa del 31 marzo a Milano, qui le cose stanno scritte con ulteriore notevole precisione. Almeno per quanto riguarda la scuola primaria, di cui ci occupiamo in questo articolo. Innanzi tutto viene richiamato, in premessa, il principio di fondo ispiratore di tutta la manovra. La consistenza delle dotazioni organiche a livello nazionale è stata definita – si dice (e già lo aveva ribadito a voce Cosentino) – in attuazione di quanto stabilito dall’articolo 64 del decreto legge n.112/2008 poi convertito in legge, L.133/2008. L’art. 64 ha quantificato in 42.000 posti le riduzioni da operare per l’a.s. 2009/2010. Si prevede di raggiungere questo obiettivo in due fasi, la prima con una riduzione di 37.100 posti …

“Ambiente Futuro. Scuola politica del PD”

In queste ore si sta concludendo ad Amalfi la Scuola Nazionale Ambiente Futuro del PD, organizzata dall’Area Formazione e Studi, Settore Formazione, in collaborazione con Area Ambiente, Ecologisti Democratici e Giovani Democratici. L’Ambiente come argine alla crisi economica ne stato è il filo conduttore. Restituire all’Italia un futuro: la rivoluzione democratica vuole ripartire da Amalfi. Dalla tutela del nostro impareggiabile territorio, dal rispetto e la valorizzazione del nostro passato, dalla promozione di uno sviluppo sostenibile e al servizio dell’umanità. Tanti traguardi di un nuovo umanesimo riassunti in due sole parole: Ambiente e Futuro. Mai come oggi le sorti delle nostre società sono legate alla capacità di formulare un nuovo equilibrio tra natura e cultura. Dopo decenni di sviluppo indiscriminato che hanno ridotto drasticamente le risorse e moltiplicato le ineguaglianze; dopo anni di deregulation e di speculazione che hanno generalizzato sprechi, irrazionalità e una delle crisi più acute della storia recente è il momento di proporre un nuovo governo del mondo. A partire dalla ricchezza delle differenze, dalla varietà irriducibile dei territori, dal rispetto delle persone, …

«Quanto vale quel “però”», di Ilvo Diamanti

Un anno dopo le elezioni politiche è difficile parlare ancora di bipartitismo o di bipersonalismo. Visto che il PD ha rischiato di sfaldarsi, un paio di mesi fa. Stressato dalle sconfitte elettorali (ultima la Sardegna) e dai sondaggi sfavorevoli, che lo stimavano al 22%. Mentre Berlusconi ha affondato l´ultimo di una lunga serie di avversari. Walter Veltroni. Peraltro, il congresso fondativo del PdL ne ha ulteriormente accelerato la crescita elettorale. Ma soprattutto ha celebrato l´ennesima, ulteriore e mai definitiva investitura dell´unico, vero, Numero Uno. Altro che SpecialOne. Altro che Mourinho. BerluscOne. Tre giorni dedicati al Partito del Presidente. E al presidente del partito. Unica voce dissonante: Gianfranco Fini. Che, però, oggi nel PdL conta poco. Gli stessi dirigenti di AN (a differenza degli elettori), in larga misura, non rispondono più a lui. Però. Qualche dubbio viene (a me personalmente, almeno). Dopo un´investitura personale tanto fastosa. Come sempre perfetta, sotto ogni punto di vista. Scenografia, script, luci, musica e colori. Comprimari e comparse. Un kolossal musicale hollywoodiano. Tutto questo è “troppo”. BerluscOne. Troppo solo, troppo grande, …

“In memoria del divo Giulio e della sua sfida”, di Oreste Pivetta

Dieci anni fa moriva Einaudi, il fondatore della casa editrice che pubblicò insostituibili pagine, nella speranza che la cultura potesse diventare patrimonio comune e nel lavoro collettivo delle più belle menti della nostra Italia. C’è una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial señor don Julio Einaudi de Turin y Pinerol, marques de via Biancamano… come in un quadro del Moroni, di profilo o di trequarti, il busto stretto nel corpetto ricamato, nobilmente altezzoso, un po’ dandy delle lettere e delle stampe e di altro sicuramente, elegante da gran signore di campagna, cui piacciono i colori e i tagli morbidi, seduttore indubbiamente mentre ti parla sussurrando un po’ a strascico con le parole, le labbra in una piega tra l’ironia e lo scetticismo sui tempi che verranno. Don Julio è morto nel 1999 e dunque aveva le sue buone ragioni per credere che le cose non sarebbero andate granché bene. Il divo Giulio (lasciamo stare Tremonti), il Principe, dovendogli perdonare qualche debolezza, qualche paura, molte civetterie, piccoli egoismi. Rifare la …